Lampugnano, l'autostazione dove sei viaggiatori su dieci non si sentono sicuri

La presentazione del Piano nazionale per le autostazioni
La presentazione del Piano nazionale per le autostazioni La presentazione alla Camera del Manifesto per le autostazioni italiane

L'indagine di FlixBus sulle autostazioni italiane boccia il terminal milanese: voto 4,7 su 10 per la sicurezza. Alla Camera un manifesto con otto proposte e un piano da 300 milioni

Il terminal milanese bocciato dai passeggeri

Al terminal degli autobus di Milano Lampugnano il problema numero uno è la sicurezza. Lo dice un'indagine di FlixBus condotta fra giugno e agosto su 871 persone di oltre 120 città: per il 63% di chi ha votato il terminal milanese, l'insicurezza è la priorità da affrontare. Una sensazione condivisa allo stesso modo da donne e uomini.

Il voto medio di Lampugnano sulla sicurezza percepita scende così a 4,7 su 10, contro una media nazionale già insufficiente di 5,7. Tra le grandi città solo Genova, con il terminal Fanti d'Italia, fa quasi altrettanto male, con un 4,9. In tutta Italia più di una persona su tre dice di non sentirsi sicura mentre aspetta l'autobus.

Mancano sale d'attesa e servizi

Il problema più sentito a livello nazionale, però, è la mancanza di spazi attrezzati per l'attesa, come panchine e sale, indicata dal 45% dei viaggiatori. Pesano anche l'assenza di bar, ristoranti e bagni, un disagio forte per chi deve aspettare a lungo una coincidenza. Secondo uno studio del professor Andrea Giuricin, per avvicinare le autostazioni italiane a quelle europee servirebbe un intervento da 300 milioni di euro.

Otto proposte alla Camera

I dati sono stati presentati alla Camera dei deputati, in vista della legge di Bilancio, insieme a un Manifesto per le autostazioni italiane promosso da FlixBus con esponenti della Camera e del ministero dei Trasporti, l'Autorità di regolazione dei trasporti, l'associazione Anav, l'Unione nazionale consumatori e l'Anci. Tra le otto proposte: una definizione giuridica dell'autostazione, l'obbligo di realizzarne nei comuni grandi e medi e standard minimi nazionali per sicurezza, accessibilità e servizi.

«La mobilità in Italia si sta trasformando, ed è fondamentale che l'infrastruttura si adegui alle esigenze future, senza distinguere tra chi viaggia in autobus e chi usa altri mezzi di trasporto», afferma Cesare Neglia, managing director di FlixBus Italia, ricordando gli oltre 50 milioni di passeggeri trasportati dall'azienda.

Per la presidente di Anav, Serena Lancione, «è però indispensabile investire nelle infrastrutture di interscambio, affinché autostazioni moderne, accessibili e integrate possano sostenere lo sviluppo della domanda».

Il settore, ricorda Anav, è cresciuto molto dopo la liberalizzazione: in poco più di dieci anni i chilometri di linea percorsi dagli autobus a media e lunga percorrenza sono aumentati del 135% e il comparto vale circa 550 milioni di euro. Il Manifesto chiede anche di preparare i terminal alle tecnologie della transizione energetica e di migliorare l'informazione ai passeggeri, con una collaborazione stabile tra pubblico e privato.

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