Milano crea la Società della Casa: un’azienda pubblica per gli affitti a canone calmierato

La Giunta approva le linee guida della nuova partecipata per l’housing sociale destinata al ceto medio. Entro ottobre struttura e piano economico da portare in Consiglio comunale.

Milano avrà una nuova azienda pubblica dedicata alla casa. La Giunta ha approvato le linee guida per costituire la Società della Casa, una partecipata totalmente pubblica che gestirà e valorizzerà il patrimonio comunale da destinare all’affitto a canone calmierato per il ceto medio.

La proposta porta la firma dell’assessore al Bilancio, Demanio e Piano straordinario Casa Emmanuel Conte. L’obiettivo è acquistare e rigenerare immobili per rispondere alla domanda di case in affitto a prezzi accessibili, mantenendo la proprietà in capo al Comune e una forte regia pubblica.

Come funzionerà

Le linee guida prevedono una struttura di governance dedicata, costruita o sviluppata a partire dalle competenze di MM. Alla società saranno conferiti immobili di proprietà comunale o da acquisire, oltre a un contributo in conto capitale. Potranno entrare nel suo patrimonio gli immobili inclusi nel Piano straordinario Casa avviato lo scorso gennaio.

Il direttore generale e i direttori di Bilancio, Demanio e Casa dovranno completare gli approfondimenti tecnici, giuridici, fiscali ed economici, individuando anche un primo gruppo di immobili vuoti da conferire. Entro ottobre è attesa la definizione della struttura societaria e del piano economico finanziario, che passerà poi al voto del Consiglio comunale.

Una politica stabile per la città

Per Conte l’atto chiude una prima fase del lavoro degli ultimi due anni. «Ora vogliamo dare a questo lavoro una struttura capace di andare avanti nel tempo, anche oltre il mandato amministrativo. La casa accessibile deve diventare una politica stabile della città, non dipendere dai singoli interventi o dalle singole amministrazioni», spiega l’assessore.

Il destinatario è chiaro: chi lavora e fatica a restare in città, i giovani che cercano autonomia, le famiglie che vorrebbero crescere qui e i lavoratori che ogni giorno fanno funzionare Milano. «Vivere a Milano deve essere alla portata anche di chi conta sul proprio stipendio», aggiunge Conte.

Accanto alle case popolari

La nuova società non prende il posto dell’impegno sull’edilizia popolare. «Con questa proposta vogliamo aggiungere una risposta per una fascia diversa di bisogno: persone che non hanno i requisiti per una casa popolare, ma che non riescono più a sostenere i prezzi del mercato», sottolinea l’assessore, che parla di un’infrastruttura pubblica permanente sul modello delle grandi città europee.

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