Corsico (MI), omicidio nell’appartamento di via Parini: fermato un 39enne egiziano per la morte di Alessio Borelli
L’uomo, senza fissa dimora e irregolare in Italia, è stato bloccato dai Carabinieri a Lampugnano al termine delle indagini sulla morte del 41enne trovato senza vita l'11 luglio
È Alessio Borelli, 41 anni, la vittima dell’omicidio avvenuto a Corsico lo scorso 8 luglio. L’uomo viveva da solo nel suo appartamento e lavorava in un call center. Il suo corpo è stato ritrovato l’11 luglio, dopo che alcuni vicini avevano segnalato un forte odore proveniente dall’abitazione.
Per la sua morte i Carabinieri hanno fermato un 39enne di origini egiziane, ritenuto gravemente indiziato dell’omicidio aggravato. Il provvedimento, emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano, è stato eseguito nella mattinata di martedì 28 luglio dai militari del Nucleo Investigativo di Milano e della Compagnia Carabinieri di Corsico.
Il fermo a Lampugnano dopo le ricerche dei Carabinieri
Il 39enne, gravato da precedenti di polizia, senza fissa dimora e irregolare sul territorio nazionale, è stato individuato nella zona di Lampugnano, dove è stato riconosciuto e bloccato dai militari che lo stavano cercando dalla serata precedente, subito dopo l’emissione del decreto di fermo da parte dell’autorità giudiziaria.
Il ritrovamento del corpo nell’appartamento di Corsico
L’allarme era scattato dopo la segnalazione dei vicini, che avevano avvertito un forte odore provenire dall’abitazione di Borelli. Quando i Vigili del Fuoco e i Carabinieri sono entrati nell’appartamento hanno trovato il 41enne privo di vita, riverso a terra in una pozza di sangue e in stato di decomposizione.
Sul corpo sono state rilevate evidenti ferite provocate da arma da taglio al collo e al torace. Gli accertamenti investigativi hanno permesso di collocare il delitto nella mattina dell’8 luglio 2026.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, nelle prime ore di quella giornata alcuni vicini avrebbero sentito provenire dall’appartamento urla e richieste di aiuto.
La relazione tra la vittima e il 39enne fermato
Le indagini dei Carabinieri hanno portato a ricostruire che il 39enne fermato avrebbe avuto una relazione affettiva con Alessio Borelli iniziata circa un mese prima dell’omicidio.
Negli ultimi giorni, sempre secondo la ricostruzione investigativa, tra i due sarebbero emersi alcuni dissidi, culminati nell’ultimo incontro nell’abitazione della vittima e nella successiva aggressione mortale.
Le prove scientifiche raccolte dagli investigatori
A carico del 39enne sarebbe stato raccolto un quadro indiziario definito solido e convergente, grazie alle indagini tradizionali e agli accertamenti tecnici svolti dalla Sezione Investigazioni Scientifiche (S.I.S.) di Milano e dal R.I.S. di Parma.
Tra gli elementi acquisiti dagli investigatori ci sono anche le prove biologiche e dattiloscopiche: il profilo genetico dell’indagato sarebbe stato isolato sui due coltelli rinvenuti sulla scena del crimine e su tracce ematiche presenti nel bagno dell’abitazione.
Inoltre, un’impronta palmare impressa con il sangue su una porta a vetro dell’appartamento sarebbe risultata corrispondente a quella dell’uomo fermato.
Il rischio di fuga e il trasferimento a San Vittore
Il fermo si è reso necessario, secondo quanto disposto dall’autorità giudiziaria, per il concreto pericolo di fuga dell’indagato, considerata la mancanza di una stabile occupazione, di legami familiari e di una dimora sul territorio nazionale.
Durante le indagini sarebbe inoltre emerso che il 39enne aveva recentemente cambiato alcune abitudini di vita, modificando dimora e utenze telefoniche, elementi ritenuti compatibili con un possibile tentativo di sottrarsi alle ricerche.
Dopo il fermo, l’uomo è stato accompagnato presso la casa circondariale di Milano San Vittore, dove resta a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
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Redazione