Peschiera Borromeo, si dà fuoco davanti alle telecamere: il gesto choc di Barbara Sacchi
La 58enne trovata carbonizzata il 25 aprile avrebbe pianificato tutto nei dettagli per evitare sospetti sul marito. Oggi i funerali nella chiesa Sacra Famiglia di Bettola
Si sono svolti nella mattinata di oggi, venerdì 8 maggio, nella chiesa Sacra Famiglia di Bettola, i funerali di Barbara Sacchi, la donna di 58 anni trovata carbonizzata lo scorso 25 aprile in via Giusti, a Peschiera Borromeo. Una tragedia che per giorni aveva lasciato aperti numerosi interrogativi e che ora, con il passare del tempo e gli accertamenti investigativi, assume contorni sempre più definiti.
La donna, residente da alcuni anni nel quartiere Bellaria insieme al marito, noto falegname e artigiano della zona, soffriva da tempo di una grave forma di depressione. Secondo quanto emerso, il disagio psicologico si sarebbe aggravato negli ultimi sei anni, minando profondamente l’equilibrio della famiglia.
Il piano preparato nei dettagli
Gli elementi raccolti dagli investigatori delineano una dinamica precisa. Prima di uscire di casa, Barbara Sacchi avrebbe lasciato un messaggio scritto invitando i familiari a non cercarla. Avrebbe inoltre tolto tutti i monili d’oro e gli oggetti preziosi, lasciandoli nell’abitazione.
Successivamente si sarebbe recata a un distributore di carburante per acquistare una tanica di benzina. Dopo essere tornata a casa, avrebbe raggiunto via Giusti scegliendo un punto isolato ma coperto da tre telecamere di videosorveglianza. Un particolare ritenuto fondamentale dagli inquirenti.
Secondo la ricostruzione, la donna avrebbe volutamente scelto quell’area affinché le immagini registrassero ogni fase dell’accaduto, nel tentativo di escludere fin da subito qualsiasi coinvolgimento del marito. Una sorta di ultimo gesto di tutela verso la famiglia prima di compiere il gesto estremo.
Pochi istanti dopo si sarebbe cosparsa di benzina dandosi fuoco.
La chiamata ai carabinieri e il riconoscimento
Il marito della donna, rientrando a casa e trovando il biglietto, avrebbe immediatamente allertato i carabinieri. I militari, già impegnati negli accertamenti sul corpo trovato carbonizzato in via Giusti, gli avrebbero quindi chiesto di recarsi sul posto per un riconoscimento. La drammatica conferma sarebbe arrivata nel giro di poco tempo.
La coppia era molto conosciuta in città. Qualche giorno prima della tragedia, l’uomo avrebbe confidato ad alcuni amici il desiderio di trasferirsi in Trentino una volta raggiunta la pensione, per avvicinarsi alla figlia e iniziare una nuova fase della vita.
Il dolore della comunità
La chiesa Sacra Famiglia di Bettola questa mattina era gremita. Tantissime persone hanno partecipato ai funerali per stringersi attorno alla famiglia. Un silenzio pesante ha accompagnato l’uscita del feretro, mentre in città resta forte lo shock per una vicenda che ha riportato al centro il tema della depressione e delle fragilità psicologiche.
Dietro una quotidianità apparentemente normale può infatti nascondersi un dolore profondo, spesso invisibile anche agli occhi di chi vive accanto a chi soffre.
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Redazione