Milano, sballo, escort di lusso e movida: quattro arresti e sequestro da 1,2 milioni. Fra i clienti calciatori di "Serie A" e sportivi di successo

Nell’inchiesta della Procura emerge anche un coinvolgimento dal Sud Est Milano: ai domiciliari un 32enne originario di San Zenone al Lambro

L’inchiesta e il sistema organizzato
Un’indagine coordinata dalla Procura di Milano ha portato allo smantellamento di un presunto giro di prostituzione d’élite legato alla movida cittadina. I militari della Guardia di Finanza hanno eseguito quattro arresti domiciliari e sequestrato oltre 1,2 milioni di euro, ritenuti il profitto delle attività illecite. Al centro dell’inchiesta una società formalmente attiva nell’organizzazione di eventi, ma che secondo gli inquirenti avrebbe strutturato un sistema finalizzato al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione.

Clienti facoltosi e dopopartita “all inclusive”
Tra i clienti figurerebbero imprenditori, personaggi noti e diversi calciatori della Serie A, sia residenti in Lombardia sia in trasferta a Milano. L’offerta prevedeva pacchetti completi: serate nei locali più esclusivi della città e, per chi lo richiedeva, il proseguimento in hotel di lusso con escort. Il costo poteva raggiungere cifre di migliaia di euro per singola serata.

Il coinvolgimento dal Sud Est Milano
Tra i quattro indagati figura anche A. S., 32 anni, originario di San Zenone al Lambro, attualmente agli arresti domiciliari. Secondo gli atti dell’indagine, l’uomo avrebbe avuto un ruolo operativo all’interno dell’organizzazione legata all’agenzia Ma.De. Milano, occupandosi di contatti e gestione delle attività. Non un vertice, ma una figura inserita nel meccanismo che, secondo l’ipotesi accusatoria, reclutava ragazze e organizzava eventi tra locali e hotel.

Dal calcio dilettantistico alle accuse
Nel passato di A. S. emerge un percorso nel calcio dilettantistico locale, con esperienze alla Polisportiva Sordio e nelle giovanili del Fanfulla. Chi lo ha conosciuto sui campi lo descrive come un ragazzo tranquillo, educato e lontano da comportamenti sopra le righe. Dalle testimonianze raccolte tra dirigenti sportivi e figure del territorio emerge stupore per la vicenda giudiziaria, anche alla luce di un profilo ritenuto fino a oggi riservato e poco incline alla visibilità.

Le intercettazioni e i dettagli dell’indagine
Dalle intercettazioni emergono contatti continui con clienti facoltosi e richieste specifiche, a conferma di un sistema organizzato e continuativo. Gli incontri venivano gestiti con estrema discrezione, anche attraverso l’utilizzo di appartamenti e camere direttamente riconducibili al gruppo.

Gas esilarante e rischi per gli atleti
Un elemento emerso riguarda l’uso di protossido d’azoto, noto come gas esilarante. Gli inquirenti sottolineano che la sostanza, pur avendo effetti euforizzzanti, non risulta nei controlli antidoping, rendendola particolarmente diffusa tra alcuni sportivi coinvolti nelle serate.

Accuse e sviluppi giudiziari
L’ordinanza firmata dal gip Chiara Valori ipotizza diversi reati, tra cui associazione a delinquere, sfruttamento della prostituzione e autoriciclaggio. Il procuratore Marcello Viola ha evidenziato come gli introiti fossero sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati, riconducibili quasi esclusivamente all’organizzazione di eventi.

Il quadro investigativo
Le indagini, coordinate dalla procuratrice aggiunta Bruna Albertini, hanno raccolto numerosi elementi di prova, delineando un sistema strutturato che si muoveva tra Milano e altre località turistiche, anche all’estero. I clienti, tra cui sportivi e imprenditori, al momento non risultano indagati, mentre la posizione degli arrestati resta al vaglio dell’autorità giudiziaria.