Nuova condanna al Comune di Milano: 70mila euro ai residenti per i rumori della movida
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- 15 ottobre 2026
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La sentenza riguarda quattro abitanti di Corso Garibaldi che ottengono un risarcimento per il caos notturno. La decisione segue altri casi simili e mette sotto pressione il Comune.
Il Tribunale Civile di Milano ha stabilito che Palazzo Marino deve pagare 70mila euro a quattro residenti di Corso Garibaldi, tra via Moscova e piazza XXV Aprile. I cittadini hanno ottenuto il risarcimento per i danni causati da schiamazzi notturni, rumori oltre i limiti di legge e degrado, tutti riconducibili a una movida sfuggita di mano nel centro cittadino.
I precedenti in città
Non è la prima volta che il Comune di Milano si trova costretto a pagare per i disagi legati alla vita notturna. Circa dieci mesi fa, un'altra causa si era conclusa con risarcimenti a favore dei residenti del Lazzaretto-Melzo, zona Porta Venezia. In quel caso, l’iniziativa era partita da una trentina di persone appoggiate dai comitati di quartiere, forti delle prove raccolte con perizie fonometriche. Queste cause creano un precedente che potrebbe favorire altri cittadini esasperati, non solo a Corso Garibaldi ma anche in aree come i Navigli, Isola, Nolo e centro storico. Un effetto a catena su cui in molti adesso riflettono.
Le misure del Comune non convincono
Negli anni, Palazzo Marino ha introdotto regole per tentare di ridurre i problemi della movida: divieti temporanei di vendita di alcolici, limiti agli orari di dehors e tavolini esterni, restrizioni sulla vendita di cibo da asporto nelle ore serali o notturne. Secondo associazioni di residenti e opposizioni in Consiglio comunale, però, questi provvedimenti hanno inciso poco. Il vero nodo resta la mancanza di controlli sistematici, soprattutto nelle ore centrali della notte, quando i problemi sono più gravi e diffusi.
Le prese di posizione dell’opposizione
Sul tema è intervenuto anche Riccardo De Corato, deputato di Fratelli d’Italia, che ha ripreso critiche già avanzate in passato. De Corato, coinvolto da anni nelle segnalazioni sulla movida, ha giudicato inevitabile la sentenza, affermando che si tratta di una conseguenza delle mancanze della giunta di centrosinistra. Secondo lui, le misure prese finora sono insufficienti e non producono risultati concreti per i residenti più colpiti. Il parlamentare ora chiede un cambio di passo nella gestione della vita notturna.
Tensioni e rischi economici per Palazzo Marino
La nuova condanna riporta l’attenzione sull’insufficienza delle attuali strategie contro l'inquinamento acustico. Le perizie utilizzate in tribunale mostrano che il superamento dei limiti non è casuale, ma riguarda strutturalmente alcune aree della città. Questo tipo di riconoscimenti legali rischia ora di moltiplicarsi, portando altri residenti a chiedere risarcimenti pesanti. La questione movida rimane quindi una delle sfide più complesse per il Comune: coinvolge migliaia di cittadini, mette in gioco risorse pubbliche e alimenta il dibattito politico a Milano.
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Redazione