Proteste studentesche, bagni distrutti all'istituto Calvino di Rozzano e tensioni a Legnano

I bagni danneggiati dell'istituto Calvino di Rozzano
I bagni danneggiati dell'istituto Calvino di Rozzano I bagni dell'istituto Calvino di Rozzano dopo l'occupazione della scuola

Venerdì 16 ottobre la giornata di mobilitazione degli studenti a Milano e in provincia. Gioventù Nazionale e Azione Studentesca denunciano i vandalismi e chiamano in causa i collettivi che hanno promosso i cortei

Una giornata di cortei tra città e provincia

Venerdì 16 ottobre è stata una giornata di mobilitazione per gli studenti di Milano e della provincia, scesi in piazza, secondo i promotori, contro la carenza di professori e il degrado degli edifici scolastici. In diversi punti, però, la protesta ha lasciato dietro di sé danni e vandalismi. A denunciarli sono Gioventù Nazionale Milano e Milano Provincia, Azione Studentesca e Azione Universitaria, le organizzazioni giovanili vicine a Fratelli d'Italia, che hanno diffuso anche alcune fotografie.

Rozzano, Noverasco e Legnano

L'episodio più vicino al nostro territorio riguarda Rozzano: secondo la denuncia, l'istituto Calvino è stato devastato da persone incappucciate al termine dell'occupazione, con danni a bagni, distributori, soffitti e auditorium. Episodi analoghi sono stati segnalati a Noverasco, frazione di Opera. A Legnano, vicino all'istituto Bernocchi, bombe carta, fumogeni, estintori svuotati e segnaletica divelta e incendiata hanno richiesto l'intervento delle forze dell'ordine.

In centro a Milano

A Milano, tra largo Cairoli e via Cusani, alcuni manifestanti a volto coperto hanno imbrattato pensiline e cartelloni pubblicitari e si sono arrampicati sulle fermate dei mezzi pubblici. Davanti alla Prefettura è stato dato alle fiamme un cartellone. Al termine del corteo è stato occupato l'ex Obitorio di via Francesco Sforza, un immobile destinato a diventare un polo didattico universitario con oltre sei milioni di euro di investimenti: secondo le organizzazioni giovanili sono state tagliate reti e abbattute recinzioni.

Tra le scritte comparse sui cartelloni c'era anche «Fasci appesi», mentre durante il corteo sono state mostrate immagini di Giorgia Meloni e Antonio Tajani a testa in giù. Per Andrea Fornelli, presidente di Gioventù Nazionale Milano e Provincia, «Contestare le politiche del Governo e il sistema scolastico è legittimo, ma distruggere scuole e città non può apportare nulla di positivo: noi non ci stiamo».

Il bersaglio sono i collettivi

Le organizzazioni precisano di non prendersela con gli studenti: «La protesta è un diritto e uno strumento fondamentale di rivendicazione». Nel mirino c'è il Coordinamento dei collettivi studenteschi di Milano e provincia, promotore del corteo. «Chi organizza deve assumersi la responsabilità politica di ciò che mette in moto», scrivono. Il presidente di Gioventù Nazionale Milano, Matteo Respinti, aggiunge: «Gli studenti non sono numeri da esibire, voti da incassare o carne da corteo: sono persone». Il giorno successivo, sabato 17 ottobre, il centro di Milano è stato teatro di scontri ancora più gravi durante la manifestazione contro il carovita.

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I bagni danneggiati dell'istituto Calvino di Rozzano
I bagni danneggiati dell'istituto Calvino di Rozzano I bagni dell'istituto Calvino di Rozzano dopo l'occupazione della scuola
Studenti sulla pensilina di una fermata in largo Cairoli a Milano
Studenti sulla pensilina di una fermata in largo Cairoli a Milano Largo Cairoli, alcuni studenti si arrampicano sulla pensilina di una fermata durante il corteo