Peschiera Borromeo, Mario, invalido, vive da tre settimane in una tenda vicino al centro commerciale: «Aiutatemi a trovare una casa»
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- 17 agosto 2026
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A 61 anni, senza una mano per un incidente sul lavoro, dorme da tre settimane sotto una tenda e si arrangia come può per lavarsi e vivere. Nonostante una situazione di estrema fragilità, denuncia di non aver ricevuto finora un sostegno adeguato dai servizi sociali: «Percepisco 1.000 euro al mese di rendita, ma non do adeguate garanzie, così non riesco ad affittare un alloggio»
Mario non è nascosto, non vive in un luogo irraggiungibile: è lì, davanti a tutti. Eppure è diventato quasi invisibile.
PESCHIERA BORROMEO, 17 agosto 2026 – Quella che raccontiamo oggi è la storia di Mario, 61 anni, residente a Paullo, e di come una persona possa diventare invisibile pur vivendo ogni giorno sotto gli occhi di tutti. Da circa tre settimane la sua casa è una tenda sistemata in un'area verde nei pressi del centro commerciale sulla Paullese, a Peschiera Borromeo. Centinaia di persone gli passano davanti ogni giorno, entrano ed escono dai negozi, fanno la spesa, tornano alle proprie case. Mario, invece, una casa nella quale tornare non ce l'ha. Quando il centro commerciale chiude e il parcheggio lentamente si svuota, lui rimane lì, sotto gli alberi, con una tenda, un materassino e un sacco a pelo. Questa notte il forte temporale si è abbattuto anche sul suo precario rifugio. Questa mattina 7giorni è andato a incontrarlo, non soltanto per ascoltare la sua storia, ma per dare un volto e una voce a uno di quegli invisibili che troppo spesso impariamo a non vedere, anche quando vivono a pochi metri da noi.
L'incidente sul lavoro e una vita diventata più difficile
Mario è invalido a seguito di un grave incidente sul lavoro avvenuto nel 1982. Ha perso la mano e parte dell'avambraccio e oggi percepisce una rendita di circa mille euro al mese. Una somma con la quale, spiega, potrebbe sostenere l'affitto di un piccolo appartamento, ma trovare qualcuno disposto ad affittarglielo si sta rivelando estremamente difficile.
La situazione familiare è complicata. Mario preferisce non entrare nei particolari dei rapporti con la madre anziana e con le sorelle. Racconta però di essersi allontanato da casa e di essere rimasto, di fatto, senza un posto dove vivere.
Mario non nasconde neppure di avere avuto, nel corso della sua vita, qualche problema con la giustizia. Oggi, a 61 anni, il problema concreto è un altro: trovare un'abitazione che possa pagare regolarmente con la rendita che percepisce.
Prima l'albergo, poi la tenda e l'attrezzatura da campeggio
Prima di arrivare alla soluzione estrema della tenda, Mario ha trascorso circa un mese in un albergo di Peschiera Borromeo. Una sistemazione che non poteva permettersi a lungo. Esaurite gran parte delle risorse disponibili, ha dovuto trovare un'alternativa.
Non si è limitato a recuperare una tenda di fortuna. Per organizzarsi una sistemazione che gli consentisse almeno di affrontare le giornate e le notti all'aperto ha acquistato personalmente tutta l'attrezzatura necessaria: tenda, tavolino, sacco a pelo e materassino, oltre agli oggetti indispensabili per vivere quotidianamente in quelle condizioni.
Anche questo ha comportato una spesa. Soldi che Mario avrebbe certamente preferito utilizzare per pagare una caparra, un deposito cauzionale o le prime mensilità di un piccolo appartamento, ma che è stato costretto a investire per crearsi un riparo nel momento in cui non aveva più un tetto sotto il quale dormire.
La mattina aspetta l'apertura del centro commerciale per poter utilizzare i servizi igienici. Per riuscire a fare una doccia completa, ogni due o tre giorni raggiunge una piscina, paga il biglietto d'ingresso e utilizza gli spogliatoi e le docce.
Un piccolo spazio tenuto con grande cura
In queste settimane Mario ha conosciuto diverse persone e, racconta, non ha avuto particolari problemi. Anche i Carabinieri sono passati a verificare la situazione. Mario ha spiegato loro le proprie difficoltà e sa perfettamente che dovrebbe trovare una sistemazione diversa. È esattamente quello che vorrebbe fare.
A colpire durante il sopralluogo di questa mattina è stato soprattutto il modo in cui mantiene l'area nella quale vive. Alle 7.30 lo abbiamo trovato intento a spazzare e sistemare lo spazio attorno alla tenda, nonostante possa utilizzare una sola mano.
Nessun accumulo di immondizia, bottiglie ordinate, oggetti sistemati e rifiuti separati. Anche l'attrezzatura da campeggio acquistata viene mantenuta con ordine. Un comportamento che racconta la volontà di conservare dignità e rispetto per il luogo, nonostante una condizione personale estremamente difficile.
Resta però il problema della sicurezza. Dormire all'aperto espone una persona sola e vulnerabile a rischi evidenti, soprattutto durante la notte, oltre alle conseguenze del maltempo e, tra qualche mese, delle basse temperature.
Diciassettesimo nella graduatoria delle case popolari
Mario racconta di essersi rivolto ai servizi sociali di Paullo e di aver partecipato, a partire dallo scorso ottobre, anche a un bando per l'assegnazione di un alloggio pubblico. È entrato in graduatoria, arrivando però diciassettesimo, senza riuscire a ottenere una casa.
Nel frattempo continua a cercare un'abitazione sul mercato privato. Una l'aveva trovata persino a Codogno: un monolocale da circa 300 euro al mese, cifra che avrebbe potuto sostenere. La trattativa, racconta Mario, non si è però conclusa. Secondo quanto gli sarebbe stato spiegato, la natura della rendita percepita a seguito dell'infortunio sul lavoro non offrirebbe al proprietario le garanzie richieste in caso di mancato pagamento.
È una situazione che, secondo il suo racconto, si sarebbe ripetuta anche in altre occasioni.
«Aiutatemi a trovare una casa che posso pagare»
Mario non chiede soldi e non pretende che qualcuno gli regali un'abitazione. Il suo appello è molto concreto: «Aiutatemi a trovare una casa che io mi possa permettere di pagare».
È disposto anche a spostarsi e a valutare soluzioni in altri Comuni, anche fuori provincia, purché il costo dell'affitto sia compatibile con la rendita che percepisce. Il fatto stesso che abbia speso parte delle proprie disponibilità per acquistare l'attrezzatura da campeggio dimostra quanto la sistemazione attuale non sia una scelta, ma una soluzione alla quale si è adattato per necessità.
La domanda sui servizi sociali
La sua situazione pone però una domanda che non può essere ignorata. Mario vive da tre settimane in una tenda nel territorio di Peschiera Borromeo, ma la sua presenza in zona risale ormai a circa due mesi: prima di accamparsi nell'area verde, infatti, per oltre un mese ha dormito nei pressi dell'ingresso del centro commerciale. Possibile che una condizione di fragilità così evidente e protratta nel tempo non abbia ancora determinato un concreto interessamento dei servizi sociali territoriali? Una domanda che diventa ancora più pressante considerando che alcuni cittadini, dopo aver segnalato ai Carabinieri la presenza dell'uomo senza dimora, riferiscono di essere stati informati che i servizi sociali erano già stati allertati.
Mario è residente a Paullo, ma la sua presenza stabile a Peschiera Borromeo e le condizioni nelle quali vive potrebbero meritare almeno una verifica e un confronto tra i servizi competenti dei Comuni e del territorio, che fra le altre cose appartengono allo stesso distretto socio sanitario.
Mentre per molti agosto significa vacanze, partenze e la scelta di dove trascorrere qualche giorno di riposo, per Mario il problema è molto più semplice e drammatico: avere un tetto sopra la testa. Da settimane dorme in una tenda, sotto gli occhi di centinaia di persone che ogni giorno passano da quel centro commerciale. E forse è proprio questo l'aspetto più amaro della sua storia. Accendiamo la televisione e ci commuoviamo davanti alle tragedie che arrivano da migliaia di chilometri di distanza, i media dedicano ore di trasmissioni e pagine intere alle sofferenze del mondo, poi basta uscire di casa per scoprire che una tragedia umana può consumarsi a pochi metri da noi nell'indifferenza generale. Mario non è nascosto, non vive in un luogo irraggiungibile: è lì, da settimane, con la sua tenda, il suo sacco a pelo e una sola mano con cui ogni mattina pulisce lo spazio nel quale è costretto a vivere. Eppure, fino a oggi, è rimasto un invisibile. Possiamo discutere di competenze, residenza, graduatorie e procedure, ma resta una domanda difficile da ignorare: com'è possibile che nel 2026 un uomo di 61 anni, invalido sul lavoro, possa vivere per settimane sotto una tenda alle porte di Milano senza che la comunità e le istituzioni del territorio riescano a trovare una soluzione? Forse dovremmo imparare a guardare un po' meno lontano e molto di più quello che accade sotto casa nostra.
L'appello di 7giorni
Per questo 7giorni ha deciso di raccontare la sua storia, con la sua autorizzazione. Dietro quella tenda non c'è soltanto un senzatetto, ma una persona che dispone di un reddito mensile, cerca un'abitazione, prova a mantenere pulito il luogo nel quale è costretta a dormire e chiede soprattutto la possibilità di tornare ad avere una porta da chiudere la sera.
Chi fosse nelle condizioni di offrire a Mario una soluzione abitativa sostenibile, anche un piccolo monolocale con un affitto compatibile con le sue possibilità economiche, può contattare la redazione di 7giorni. Sarà nostra cura mettere in contatto le parti.
Perché Mario non sta chiedendo che qualcuno gli paghi una casa. Sta chiedendo che qualcuno gli dia la possibilità di affittarne una.
Giulio Carnevale
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