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Segrate, posata la prima pietra d’inciampo: è per Carlo Golinelli

In via Radaelli il ricordo del giovane deportato a Mauthausen: aveva solo 18 anni quando morì nel sottocampo di Ebensee

Nella giornata di lunedì 27 aprile Segrate ha ospitato la posa della sua prima pietra d’inciampo, dedicata a Carlo Golinelli, giovane del territorio deportato nei campi di concentramento nazisti durante la Seconda guerra mondiale. La pietra è stata collocata in via Radaelli 17, a Lavanderie, davanti all’abitazione in cui il ragazzo visse prima della deportazione. Un luogo scelto non a caso, perché proprio da lì si interruppe tragicamente la sua vita. Carlo Golinelli era nato il 3 maggio 1927 e aveva appena 17 anni quando, il giorno di Natale del 1943, venne arrestato dai soldati nazisti. Secondo quanto ricostruito, fu trovato in possesso di alcune munizioni, probabilmente recuperate insieme ad altri giovani in una zona caratterizzata dalla presenza di postazioni antiaeree. Dopo un periodo di detenzione nel carcere milanese di San Vittore, nel marzo del 1944 fu deportato nel campo di concentramento di Mauthausen e successivamente trasferito nel sottocampo di Ebensee. Qui morì il 29 aprile 1945, a soli 18 anni, pochi giorni dopo la Liberazione. Non fece mai ritorno a casa, dove la madre Ersilia lo attese a lungo senza rivederlo. La posa della pietra d’inciampo rappresenta un momento simbolico per la comunità segratese, che per la prima volta accoglie questo segno diffuso della memoria europea. «La Città di Segrate ha dichiarato il sindaco Paolo Michelicon la posa di questa pietra d’inciampo ne onora la memoria e ne affida il ricordo alle generazioni future, a monito delle barbarie nazifasciste». Un gesto semplice ma carico di significato, che restituisce un nome e una storia a una vittima della deportazione, inserendola nel tessuto vivo della città affinché non venga dimenticata