Noduli tiroidei, al Predabissi arriva la termoablazione senza bisturi
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- 28 aprile 2026
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Nuova tecnica mini-invasiva a Vizzolo: meno rischi, recupero rapido e primi risultati positivi
Un trattamento innovativo, meno invasivo e senza ricorso alla chirurgia tradizionale. All’ospedale Predabissi di Vizzolo, l’ASST Melegnano Martesana introduce la termoablazione per la cura dei noduli tiroidei benigni, ampliando l’offerta terapeutica per i pazienti del territorio. La procedura, eseguita dalla Radiologia Interventistica diretta dal dottor Fabio Melchiorre insieme al collega Luca Giaccardi, rappresenta un’alternativa alla chirurgia in casi selezionati. «Si tratta di una metodica mini-invasiva – spiega Melchiorre – eseguita in anestesia locale con una lieve sedazione, che permette al paziente di essere trattato in regime di day surgery, con un recupero rapido e un basso rischio di complicanze». La termoablazione utilizza energia termica per ridurre progressivamente il volume del nodulo, con risultati che possono arrivare fino all’80-90% nell’arco di circa un anno. Questo comporta un miglioramento dei sintomi più comuni, come difficoltà nella deglutizione o senso di compressione al collo. I primi pazienti trattati hanno già evidenziato esiti incoraggianti dopo poche settimane, con una riduzione iniziale del nodulo e un alleggerimento dei disturbi. Non tutti i casi, però, sono candidabili a questo tipo di trattamento. La selezione avviene attraverso un percorso condiviso tra diverse figure specialistiche: radiologi interventisti, endocrinologi, chirurghi endocrini e anatomopatologi valutano insieme la soluzione più adatta per ogni paziente. L’introduzione della tecnica è il risultato di un lavoro coordinato tra più reparti dell’ospedale, dalla chirurgia endocrina all’endocrinologia, fino all’anatomia patologica, con il supporto degli anestesisti e dei servizi tecnici.
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Redazione