Paullo, Gatti striglia il Comune: «Verde trascurato e nessuna attenzione agli anziani durante il caldo»; chiesto anche il rispetto dell'ordinanza regionale contro il lavoro nelle ore più calde
Il consigliere di Cittadini di Paullo critica l'Amministrazione sulla manutenzione del patrimonio arboreo, denuncia la perdita del rapporto con gli agricoltori e indica spazi già disponibili che potrebbero essere utilizzati gratuitamente dagli anziani nei mesi estivi
PAULLO, 17 agosto 2026 – Alberi in sofferenza, nuove piantumazioni che non sopravvivono, manutenzione ordinaria insufficiente e un rapporto con gli agricoltori del territorio che si sarebbe progressivamente perso. Massimo Gatti, già sindaco e oggi consigliere comunale di opposizione della lista Cittadini di Paullo, torna sulla gestione del verde pubblico e, in alcune dichiarazioni rilasciate a 7giorni, amplia le critiche già sollevate nei confronti dell'Amministrazione comunale.
«La cosa clamorosa è la manutenzione del verde»
Per Gatti il problema principale riguarda la cura quotidiana del patrimonio arboreo, dalle piante più giovani agli alberi ormai sviluppati.
«La cosa clamorosa è la manutenzione del verde e del patrimonio arboreo. Piante piccole e grandi non possono essere abbandonate. Il Comune non ha più curato il settore, la squadra non c'è più. Prima, con l'arrivo del caldo, già da giugno partivano interventi di annaffiatura straordinaria», afferma Gatti.
Secondo il consigliere, in passato esistevano inoltre strumenti che permettevano di intervenire quando le risorse comunali non erano sufficienti. «C'era un appalto esterno per la manutenzione del verde e c'era un rapporto con gli agricoltori, vere sentinelle del territorio. Si facevano convenzioni: se non riuscivano gli operai comunali, potevano intervenire gli agricoltori».
Le piante eliminate e quelle nuove che soffrono
Gatti elenca poi una serie di interventi che, a suo giudizio, avrebbero progressivamente impoverito il patrimonio arboreo di Paullo. Richiama gli alberi eliminati nel centro storico durante la riqualificazione della piazza, quelli rimossi nell'area del cantiere della nuova scuola materna e quelli lungo la circonvallazione.
A questi aggiunge le piante eliminate per la realizzazione della pista ciclabile, il cui tracciato sarebbe stato successivamente modificato, e quelle presenti nell'area interessata dal cantiere del centro commerciale.
«Hanno tolto le piante dal centro storico per fare una piazza molto deludente, spendendo tanti soldi, e poi hanno messo nuove piante che non vengono curate. Hanno tolto alberi anche nel cantiere della scuola materna, sulla circonvallazione e per fare spazio alla ciclabile», sostiene.
«Ogni anno ripiantano e ogni anno muoiono»
C'è poi un caso che Gatti considera emblematico. All'ingresso del paese, in prossimità dell'incrocio di Conterico, una piantumazione sarebbe già stata rifatta più volte.
«C'è una cosa sulla quale potremmo quasi sorridere: all'ingresso del paese, all'incrocio di Conterico, la piantumazione è stata rifatta per il terzo anno di seguito. Ci sono piantine che ogni anno muoiono».
Il consigliere cita inoltre il parcheggio della piscina, dove sarebbero stati eliminati alberi ormai sviluppati per sostituirli con nuove essenze. «Sono riusciti a togliere piante che erano ormai consistenti nel parcheggio della piscina per cambiarle, in un modo per me inspiegabile».
«Non serve una sofisticata programmazione»
Il punto centrale della critica resta però la manutenzione ordinaria. Per Gatti non sarebbero necessari grandi progetti per accorgersi che una pianta appena messa a dimora necessita di acqua durante un'estate particolarmente calda.
«I risultati non arrivano neanche sull'ordinaria manutenzione, che è la cosa più importante e anche quella meno costosa. Non vedono che le piante sono in sofferenza. Non bisogna fare una sofisticata programmazione: bisogna essere capaci di fare gli amministratori pubblici».
Il rapporto con gli agricoltori e la lezione della siccità del 2022
Gatti insiste soprattutto sulla necessità di ricostruire un rapporto stabile con il mondo agricolo. «Gli agricoltori ti possono dare una mano, ma devi stare in collegamento con loro. Questo territorio ha superato anche la siccità del 2022 grazie alla presenza della Muzza e al dialogo. Tenere i rapporti con una categoria fondamentale come quella degli agricoltori è doveroso».
Secondo il consigliere, la presenza della rete irrigua e la conoscenza del territorio da parte degli operatori agricoli rappresentano risorse che un'Amministrazione dovrebbe utilizzare anche nella gestione delle emergenze.
Gli anziani e gli spazi già disponibili
La seconda critica riguarda gli anziani e la possibilità di offrire loro luoghi freschi e ombreggiati durante le giornate più calde. Secondo Gatti, le principali strutture oggi disponibili sarebbero state realizzate dalle precedenti Amministrazioni: dal parco Muzza al parco San Tarcisio fino alla casa di riposo.
Ma ci sarebbero anche opportunità praticamente a costo zero. Gatti indica l'area presso la sede del Consorzio Muzza, uno spazio riqualificato e in passato convenzionato con il Comune.
«C'è un bellissimo spazio aperto, con tavoli e un'area ombreggiata, dove c'era anche l'associazione dei ciclisti. Per gli anziani che si muovono poco e per chi non va in vacanza sarebbe un luogo ideale. Con l'aumento delle temperature sono spazi che erano già a disposizione».
La conclusione del consigliere torna così sulla conoscenza e sulla gestione quotidiana della città: «Non conoscono il territorio. C'è pochissimo presidio e manca il dialogo. Non ci si accorge che si possono fare anche cose a costo zero».
Gatti chiede controlli sul lavoro nelle ore più calde
L'attenzione alle conseguenze delle alte temperature, secondo Massimo Gatti, deve riguardare anche chi è costretto a lavorare all'aperto. Il consigliere riferisce che, nella settimana precedente Ferragosto, si è rivolto personalmente al comandante della Polizia locale e al comandante della Stazione dei Carabinieri, chiedendo di verificare sul territorio il rispetto dell'Ordinanza n. 484 del 9 giugno 2026 del Presidente della Regione Lombardia, adottata per tutelare la salute dei lavoratori esposti al caldo. Il provvedimento, in vigore dal 10 giugno al 23 settembre 2026, prevede il divieto di svolgere attività lavorative all'aperto dalle 12.30 alle 16, nei settori agricolo e florovivaistico, nei cantieri edili e nelle cave, nelle giornate in cui la mappa Worklimate INAIL-CNR segnala un livello di rischio «alto». «La settimana prima di Ferragosto ho chiesto personalmente sia al comandante della Polizia locale sia al comandante dei Carabinieri di verificare che l'ordinanza regionale venisse rispettata», ha dichiarato Gatti a 7giorni.
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Redazione