Data center Microsoft a San Bovio, Mara Chiarentin (PD): «Non metto paletti davanti, dobbiamo aprire un tavolo con Microsoft»
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- 06 novembre 2026
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La capogruppo del PD interviene in vista del Consiglio comunale del 9 novembre: le preoccupazioni dei residenti, il confronto con Microsoft e la localizzazione dell'impianto.
Il Consiglio straordinario e l’intervista alla capogruppo PD
Peschiera Borromeo, 6 novembre 2026. Si preannuncia caldo, caldissimo, il Consiglio comunale straordinario d'urgenza di lunedì 9 novembre, convocato alle ore 19.30 per discutere del progetto del data center Microsoft MIL04 nell'area ex Postalmarket di San Bovio. La mobilitazione dei cittadini, le contestazioni sulla collocazione dell'impianto e il confronto tra le forze politiche accompagneranno una seduta particolarmente attesa.
In vista dell'appuntamento, 7giorni ha intervistato Mara Chiarentin, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale a Peschiera Borromeo, per conoscere il suo punto di vista sulla vicenda e sulle iniziative che l'Amministrazione potrebbe intraprendere.
Nel corso della conversazione, Chiarentin richiama le trasformazioni tecnologiche, scientifiche e normative degli ultimi anni, le modifiche introdotte nella convenzione e le preoccupazioni dei residenti. Affronta inoltre la possibilità di un confronto con Microsoft, il rapporto con gli elettori e le differenti sensibilità politiche presenti nella maggioranza.
L'intervista
Nello scorso Consiglio comunale lei è stata l'unica a dire che non interessa di chi siano le colpe, ma che bisogna guardare avanti.
«Proprio su questo argomento, il nostro obiettivo non è individuare colpevoli o stabilire che cosa sia successo prima. Non ci serve, perché nel corso degli ultimi anni ci sono state trasformazioni in campo tecnologico, scientifico, ambientale e normativo. La stessa protesta dei cittadini è supportata da una serie di riflessioni, non tutte uguali, ma comunque c'è una consapevolezza maggiore rispetto a tre, due o sei anni fa.
Noi avevamo già introdotto nella convenzione una serie di richieste di maggiore attenzione e controllo, chiedendo alla società, a Microsoft, di rispettare determinati parametri. Per quanto riguarda aria, luce e altri aspetti, chiedevamo una serie di dati che fossero verificabili e pubblici.
Abbiamo già inserito una serie di attenzioni, tra cui quella relativa all'acqua, che è una questione necessaria. La convenzione, se la guardate, prevede quella che possiamo chiamare la convenzione standard, il risultato al 2024, e poi una serie di modifiche e integrazioni che introducono maggiore attenzione su diversi punti.
Oggi credo che dobbiamo capire come affrontare bene questa situazione, attraverso un tavolo con Microsoft e dotandoci soprattutto di competenze ed esperienze in ambito scientifico e giuridico, per poter portare dei miglioramenti. Tutta la partita del ricorso riguarda questioni che devono essere affrontate secondo le procedure. Non voglio intervenire su questo e non credo che sia questo il problema».
Ma lei è una capogruppo che fa politica. Queste sono questioni tecniche e se ne occuperanno i tecnici. A me interessa proprio il suo pensiero politico.
«Noi, dal punto di vista politico, credo che punteremo a un discorso quasi unitario, dicendo a tutti: non stiamo a stabilire chi c'era prima e chi è arrivato dopo. Adesso vogliamo affrontare questa questione. Ci date una mano per risolverla e per ridurre l'impatto che comunque i data center hanno?
Questo data center non è di dimensioni folli, non è di grandissime dimensioni, però è collocato all'interno di un contesto che richiede una riflessione complessiva sui data center. Tant'è che il partito a cui appartengo ha già fatto a giugno una battaglia e un confronto puntuale su tutta una serie di questioni e lo sta facendo tuttora sulla legge regionale.
Come gruppo siamo assolutamente in linea con questo. Oggettivamente il nostro data center si trova all'interno di una zona residenziale, quindi alcuni timori e alcune questioni sono forse più forti. In futuro probabilmente non se ne faranno più, oppure, se si faranno, bisognerà capire che cosa succederà.
È necessario prestare molta attenzione. Credo che sia possibile aprire un confronto serio con Microsoft per vedere come migliorare, modificare o affrontare una serie di questioni. Questo è il compito di chi governa in questo momento».
Però ai cittadini non interessa nulla della ricerca delle colpe.
«Non so se ai cittadini non interessi. Secondo me ai cittadini interessa, e parlo non soltanto di quelli di San Bovio, ma di tutta Peschiera Borromeo. Credo sia importante soprattutto entrare in rapporto con Microsoft e dimostrare una capacità e una competenza che potremmo avere anche utilizzando strumenti che non sono soltanto quelli nostri.
Ci si può dotare di un gruppo di studio che possa supportare le cose che vogliamo modificare, quelle che chiediamo e quelle che dovremo verificare. Credo che questo sia il percorso, almeno per ora. Se succederà altro, non lo so dire».
La possibilità di ripensare la collocazione dell'impianto
Lasciando da parte le decisioni del TAR e dei tribunali, che dal punto di vista tecnico possono avere esiti imprevedibili, alla luce della mobilitazione dei cittadini, delle polemiche arrivate quando ormai le decisioni erano state prese e della posizione del Sindaco, che ha dichiarato che anche a lui il data center non piace, secondo lei non c'è spazio per parlare con Microsoft e ripensare la dislocazione dell'impianto?
«Io non metto paletti davanti, non mi nascondo. Noi dobbiamo operare affrontando la realtà per quello che è, valutandola e collocandola in maniera corretta. Il data center non è il diavolo, detto brutalmente.
Ci sono delle possibilità diverse, ma teniamo presenti i tempi e le procedure previste dalla pubblica amministrazione. Noi non siamo dei privati che fanno trattative. Un privato decide di fare quello che vuole, mentre noi dobbiamo rispettare delle procedure. Pensiamo alla quantità di tempo necessaria per arrivare a definire le autorizzazioni per questo data center.
Credo che, se ci fosse qualche possibilità, andrebbe valutata. Teniamo presente che non ci interessa chi tira fuori le cose all'ultimo momento e fa schiamazzi. A noi interessa il non consumo di suolo. Abbiamo delle posizioni ben precise, alle quali abbiamo contribuito anche come singole persone, e che vengono portate avanti a livello regionale.
Sappiamo che è complesso governare e sappiamo che c'è questa situazione. Vi ricordo anche che il Sindaco ha preso posizione due volte sulla questione della legge: prima sulla prima legge regionale e poi nell'ultima presa di posizione insieme ai sindaci. Dobbiamo collocare quello che stiamo facendo anche in un contesto più generale.
Non lo so se ci siano altre possibilità. Per ora credo che la strada da portare avanti sia quella di porsi in maniera chiara e onesta. Abbiamo un tavolo che dobbiamo aprire, con competenze alle spalle che spesso noi non abbiamo. Dobbiamo dotarci anche di persone che possano supportarci.
I cambiamenti ci sono, non è che non ci siano. Non basta una legge per dire che una cosa è stata fatta il giorno prima o il giorno dopo. I cittadini, se protestano, hanno anche, credo giustamente, i loro timori e le loro ragioni. Abbiamo partecipato a vari incontri, quindi non possiamo dire che è fuffa, che questa cosa non esiste».
Il rapporto con gli elettori e la sensibilità ambientale
Lei ha un percorso politico che l'ha sempre vista vicina alle cause dell'ambiente, del territorio e del non consumo di suolo, pur rivendicando l'azione politica di chi governa e deve compiere delle scelte. Personalmente, come capogruppo del PD, come vive questa questione del consenso e del rapporto con i suoi elettori?
«Io credo molto nella capacità che uno deve avere di rapportarsi in maniera onesta e chiara con i propri elettori, e quindi di dire come stanno le cose. Mi rapporto con loro, li ascolto.
Proprio su questi temi ci sono cambiamenti in corso fortissimi. Abbiamo a che fare con una tecnologia che nell'arco di pochissimo tempo modifica le cose. Non stiamo pensando di costruire un'azienda che produce acciaio, di cui conosciamo i tempi e le caratteristiche. Abbiamo a che fare con strutture nelle quali le tecnologie cambiano veramente in fretta.
La possibilità che questi cambiamenti avvengano è all'ordine del giorno, perché Microsoft e le altre aziende di questo settore vivono con l'innovazione. È un'innovazione che quotidianamente produce anche cambiamenti molto positivi, perché no? Produce maggiore consapevolezza e soluzioni dal punto di vista tecnico e tecnologico estremamente avanzate.
Non possiamo fare delle cose vecchie di dieci anni fa, perché non avrebbe senso. È come costruire una casa: oggi ci sono cambiamenti nel modo di costruire, ma non è che dall'oggi al domani si possa cambiare tutto.
Dobbiamo fare i conti con una crisi oggettiva di diritto ambientale e capire che cosa significhi intervenire, in quale maniera e in quale forma. Vuol dire più alberi, più ambiente, più attenzione a una serie di questioni. Non possiamo nasconderci dietro un dito. Poi affronteremo questa cosa».
La ricerca di un'intesa in Consiglio comunale
Secondo lei si può riuscire, in Consiglio comunale e nel rispetto delle diverse posizioni dei gruppi consiliari, a trovare un'unità per dare mandato al Sindaco di agire a nome di tutta la città e trattare con Microsoft? Possiamo augurarci questo risultato?
«Io mi auguro, come avevo detto nell'ultimo Consiglio comunale, che ci sia la volontà di tutti di lavorare per questo, partendo da questa cosa. La nostra storia è quella di non mettere pregiudiziali ideologiche, di non dire: questo è mio, questo è tuo. Però finora non ho visto una grande attenzione.
Avremo un Consiglio che sicuramente non sarà semplice, perché è stata richiesta una seduta straordinaria sul data center. Probabilmente avremo i cittadini e non sempre i cittadini hanno la percezione di che cosa sia un Consiglio comunale e di quello che succede.
Ma detto questo, affronteremo le cose. Se c'è questa possibilità, se nasce, tanto meglio. Saremo più forti nella capacità di portare a casa cambiamenti, cambiamenti sostanziali. Credo che ne vada della qualità della vita del nostro paese, dei nostri cittadini. Più supporto c'è, più segnali ci sono in questo senso, meglio è».
Un segnale di unità del Consiglio comunale in questo senso sarebbe una grande cosa. Ci sarebbe da aspettarsi che tutti remassero dalla stessa parte.
«Penso e spero. La storia precedente che ha portato al data center è una storia di scelte diverse, di amministrazioni diverse, con un ultimo pezzo che riguarda noi.
Credo che sentirsi responsabili e migliorare le condizioni sia meglio che dire: no, fate voi, tocca a voi. Se tocca a me, lo faccio. Non è un problema, perché stiamo governando, perché l'abbiamo scritto, perché ci siamo assunti questa responsabilità con tutti i nostri cittadini, al di là di quelli che ci hanno votato.
È scritto lì, quindi noi non facciamo finta di niente, non scarichiamo sugli altri».
Il PD è stata la forza politica più votata e quindi ha una responsabilità in più, anche nell'attenzione che deve dedicare alle proprie scelte.
«Certo. Difatti, come ho detto a giugno, questa questione è stata ripresa anche quando abbiamo parlato della legge sui data center e della situazione che c'era.
Il nostro comportamento, il mio o il nostro, non è slegato da quello che succede a livello regionale e nazionale. Dobbiamo assolutamente prestare molta attenzione in quest'ambito a tutta una serie di esigenze che non sono futili, non sono bisogni indotti. Sono bisogni veri, assolutamente comprensibili».
Le posizioni di AVS e gli equilibri nella maggioranza
Vi siete chiariti in maggioranza dopo la presa di posizione distinta di AVS nell'ultimo Consiglio comunale?
«Ognuno ha la propria storia. Provengo da un'esperienza politica nella quale abbiamo avuto anche posizioni diverse. Credo che ciascuno abbia la propria esperienza e la porti con sé.
Governare non è semplice, ma credo che proprio attorno alle proposte che il Sindaco sta facendo e attorno al nostro programma abbiamo trovato assolutamente una quadra, perché il nostro obiettivo è fare quelle cose lì. Non è solamente una cosa del PD, siamo assolutamente concordi su questo.
Poi ci possono essere momenti in cui esce una presa di posizione, ma questo fa parte della vita politica normale».
È un sintomo di pluralità all'interno della maggioranza.
«Assolutamente. Siccome le forze politiche sono quattro, ognuno di noi ha portato le proprie esperienze e le proprie sensibilità. Anche nel PD ognuno porta le proprie esperienze e sensibilità.
La partita che si gioca, che secondo me è importante e interessante e per cui continuo a fare politica, è questa capacità di fare sintesi, di individuare il percorso sul quale vogliamo muoverci. Di perderci anche un po' di tempo, perché altrimenti non saremmo qui. Ma è giusto che sia così».
Come è cambiata la politica e il peso delle questioni ambientali
È cambiato, però, in questi anni, il modo di fare politica. In tanti anni ci sono stati molti cambiamenti.
«Molto, perché sono cambiate anche le norme di riferimento. Io sono cambiata, non sono più quella di vent'anni fa.
Per me, più che la battaglia sulla questione ambientale, c'è l'attenzione alla qualità della vita delle persone. La questione ambientale sta diventando una delle cose fondamentali, lo dico con molta chiarezza.
Non esiste una forza che fa l'ambiente e un'altra che invece pensa ad altro. Questa questione è trasversale, profonda e ci deve segnare profondamente. Il PD su questa cosa si giocherà molto. Non può essere una cosa buttata lì così, non è il fiore all'occhiello: è una condizione fondamentale per come andremo avanti.
Quando facciamo una scelta sul non consumo di suolo, dovremmo ridare suolo e non consumarlo. Su queste cose sono convintissima. Dobbiamo giocarci tutte le carte per poter avere una città a misura d'uomo, ma una misura d'uomo vera, uomo e donna, aggiungiamo le due cose.
Mi sono permessa di riguardare tutti i programmi che stavano alla base della nostra candidatura insieme a Coden, cioè il programma. Leggete il programma di Coden: lì dentro c'è la storia di tante persone che si sono messe insieme e hanno detto che concretamente avrebbero fatto determinate scelte.
L'obiettivo è quello. Poi ovviamente ognuno ha una storia. Io ho una storia come PD, chi fa una lista civica ha un altro riferimento. Ognuno di noi ha il proprio percorso alle spalle».
Verso il 9 novembre: il PD punta al confronto, ma resta aperta la questione della localizzazione
Dall'intervista emerge una posizione articolata. Mara Chiarentin riconosce le criticità legate alla presenza del data center in un quartiere residenziale, sostiene l'apertura di un tavolo con Microsoft e auspica un'iniziativa condivisa del Consiglio comunale. Rivendica inoltre le attenzioni ambientali che l'Amministrazione avrebbe già inserito nella convenzione.
Rimane però una distinzione importante: la capogruppo del PD non dichiara una contrarietà esplicita alla realizzazione dell'impianto nell'ex Postalmarket e non indica il trasferimento del progetto in un'altra area come condizione imprescindibile della trattativa, come chiedono ci comitati dei cittadini.
È su questo punto che il Consiglio comunale straordinario d'urgenza di lunedì 9 novembre potrebbe offrire elementi di maggiore chiarezza. Il confronto permetterà di verificare se le diverse forze politiche riusciranno a condividere un indirizzo comune e, soprattutto, quali obiettivi concreti intendano affidare al Sindaco nei rapporti con Microsoft.
Per i cittadini di San Bovio, dopo settimane di mobilitazione e contestazioni, la differenza tra chiedere ulteriori mitigazioni e puntare a una diversa localizzazione dell'impianto resta una delle questioni centrali.
Giulio Carnevale
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