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Data center Microsoft a San Bovio, Toselli: «Fermare il progetto sarà molto difficile, il Comune deve pretendere controlli continui»

Davide Toselli intervistato sul data center Microsoft di San Bovio
Davide Toselli intervistato sul data center Microsoft di San Bovio Davide Toselli (Foto archivio), consigliere comunale del gruppo Cittadini Attivi a Peschiera Borromeo

Il consigliere comunale di Cittadini Attivi, da poco rientrato nell'assemblea di Peschiera Borromeo, interviene in vista della seduta straordinaria del 9 novembre. Critiche alla gestione dell'iter, dubbi sull'impatto ambientale e una richiesta precisa: verifiche periodiche su rumore, inquinamento ed effetti cumulativi di eventuali altri data center.

Data center Microsoft a San Bovio, l'intervista a Davide Toselli

Peschiera Borromeo, 6 novembre 2026. In vista del Consiglio comunale straordinario di lunedì 9 novembre, dedicato al progetto del data center Microsoft nell'ex Postalmarket di San Bovio, 7giorni ha intervistato Davide Toselli, consigliere comunale del gruppo Cittadini Attivi, da poco rientrato nell'assemblea cittadina. Toselli conosce la vicenda da tempo. Con Peschiera in Movimento, aveva già presentato diverse osservazioni sul progetto, segnalando le possibili conseguenze per il quartiere residenziale.

Le osservazioni presentate e i controlli promessi

«Avevamo rappresentato le nostre osservazioni perché già allora avevamo visto che sarebbe stata un'opera molto importante sul territorio, soprattutto in quella zona residenziale, dove le persone scelgono di abitare per stare tranquille», spiega Toselli. Il consigliere ricorda di aver presentato sette o otto osservazioni, alcune accolte dall'Amministrazione, che si sarebbe impegnata a effettuare valutazioni e verifiche sugli impatti. Ora intende accertare se quegli impegni siano stati rispettati. Tra le richieste figurava anche l'attenzione alle successive evoluzioni normative, tema tornato attuale con le modifiche alla disciplina regionale sui data center. Toselli solleva inoltre interrogativi sulla mancata Valutazione di impatto ambientale e ritiene che un progetto di queste dimensioni avrebbe meritato anche un esame tecnico indipendente.

San Bovio e una mobilitazione arrivata dopo

Secondo Toselli, inizialmente molti residenti avevano sottovalutato le conseguenze dell'intervento, concentrandosi soprattutto sulla possibilità di recuperare l'area abbandonata dell'ex Postalmarket. «Nel 2024 il ritorno che avevamo noi era che la gente fosse positiva, perché finalmente si liberava l'area della Postalmarket», racconta. Il consigliere ricorda che, durante la fase delle osservazioni, la partecipazione dei cittadini era stata limitata. Solo successivamente sono cresciute le preoccupazioni e si sono costituiti i comitati.

Fermare il progetto? «Sarà molto difficile»

Sul futuro dell'intervento Toselli distingue le questioni politiche da quelle amministrative e contrattuali. «Si può cercare di portare Microsoft a un tavolo, però non puoi bloccare di punto in bianco», osserva, ritenendo che un'interruzione del progetto possa esporre il Comune a conseguenze economiche e contenziosi. Per questo considera difficile ottenere la rinuncia alla costruzione dell'impianto, pur riconoscendo la necessità di tutelare i residenti. La strada che propone è quella di una vigilanza rigorosa e continuativa.

Rumore, inquinamento e verifiche periodiche

Uno dei principali interrogativi riguarda l'impatto acustico. Toselli sostiene che le valutazioni disponibili si basino soprattutto sui dati dichiarati per i singoli macchinari, mentre vorrebbe conoscere con maggiore precisione gli effetti complessivi dell'impianto sul quartiere. «La cosa che può fare il Comune è continuare a fare valutazioni e rivalutazioni periodiche, mensilmente, tanto per dire, di quelle che sono le variazioni, vedere se rimane dentro ai tetti che vengono imposti». Il consigliere chiede controlli puntuali anche sugli altri possibili fattori di inquinamento, senza limitarsi alle verifiche sul rumore.

L'ipotesi di altri data center nelle vicinanze

Toselli introduce anche un tema ulteriore: gli eventuali effetti cumulativi di più infrastrutture tecnologiche nella stessa area. Riferisce di aver ricevuto notizie su un possibile altro data center in un Comune vicino, precisando però che sta ancora verificando se si tratti di un progetto concreto oppure soltanto di un'ipotesi. «Una cosa che sarebbe interessante, e che chiederò, sarà proprio che ci sia anche uno studio degli effetti cumulativi di più data center che insistono sulla zona». Sulla tecnologia prevista per San Bovio esprime alcune perplessità, pur precisando di non essere uno specialista della progettazione di questi impianti. A suo giudizio, l'evoluzione del settore potrebbe offrire soluzioni più moderne e meno impattanti.

Le responsabilità politiche dell'Amministrazione

Alla domanda se l'Amministrazione comunale avrebbe potuto gestire diversamente la vicenda, Toselli critica soprattutto la rapidità con cui, a suo avviso, si è proceduto in alcuni passaggi. «Ho visto un procedere molto veloce. Ho avuto l'impressione che, quando c'è stato l'insediamento di Coden, una delle prime cose che è stata fatta siano state le firme». Secondo il consigliere sarebbe stato opportuno soffermarsi maggiormente sulla documentazione e ascoltare la cittadinanza prima di procedere.

Verso il 9 novembre: Toselli porterà le richieste dei cittadini

Il consigliere si aspetta una seduta particolarmente tesa. Racconta di aver invitato i rappresentanti dei comitati a mantenere la calma, per evitare situazioni che possano compromettere lo svolgimento del confronto. Conferma inoltre la disponibilità a farsi portavoce delle istanze ricevute dai residenti. «Mi hanno chiesto se potrei rappresentarli, portare le loro istanze. Gli ho detto: ci mancherebbe altro, sono qui al vostro servizio». Dall'intervista emerge una posizione precisa: Toselli non considera realistico fermare facilmente il data center, ma ritiene che il Comune debba esercitare fino in fondo le proprie responsabilità di controllo. La seduta del 9 novembre sarà quindi anche l'occasione per verificare se il Consiglio comunale riuscirà a individuare richieste condivise da rivolgere all'Amministrazione e a Microsoft, con particolare attenzione alla tutela ambientale e alla qualità della vita dei residenti di San Bovio.
Giulio Carnevale