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Peschiera, data center di San Bovio, Orfei (F.I.): «Chi non cambia mai idea è uno stupido». La destinazione d’uso fu instradata dalla Giunta Molinari

Mario Orfei Candidato Sindaco
Mario Orfei Candidato Sindaco

Forza Italia dice no all’insediamento. Il consigliere evidenzia come gli atti urbanistici del 2020, approvati dall’amministrazione sostenuta da Peschiera Riparte, abbiano creato il quadro produttivo e terziario high-tech che ha consentito i successivi passaggi in Giunta. E contesta a Coden il mancato confronto in Consiglio comunale.

Peschiera Borromeo, 30 ottobre 2026. «Disse il saggio che chi non cambia mai idea è uno stupido». Mario Orfei (Forza italia) risponde così alla maggioranza che richiama le precedenti dichiarazioni favorevoli sul data center di San Bovio. Nel Consiglio comunale del 29 ottobre, l’esponente di Forza Italia rivendica il diritto di rivedere una valutazione: «Cambiare idea è lecito e in questo momento la nostra risposta a quel data center in quel luogo è no». Una presa di posizione accompagnata dalla ricostruzione del percorso urbanistico. Orfei richiama gli atti del 2020 dell’amministrazione Molinari, sostenuta da Peschiera Riparte, formazione oggi ancora nella maggioranza che sostiene il sindaco Andrea Coden.

«Cambiare idea è lecito»: il no riguarda San Bovio

«Non abbiamo mai detto di essere contrari ai data center, mai. Anzi, noi siamo favorevoli ai data center», precisa Orfei. Il sostegno a queste infrastrutture non comporta però l’accettazione di ogni insediamento: occorre valutarne posizione e contesto. Il consigliere torna al 2024, quando il progetto sembrava rappresentare una soluzione migliore e meno impattante per l’ex Postalmarket. Riconosce l’orientamento favorevole espresso allora dall’opposizione, ma sostiene che non fossero pienamente conosciuti le caratteristiche dell’impianto e l’impatto effettivo dell’intervento. Il cambiamento di giudizio riguarda dunque quel progetto a San Bovio. Orfei respinge l’idea che le dichiarazioni passate impediscano una nuova valutazione. Cita anche Cristian Blundo, capogruppo di AVS, come esempio di chi ha modificato la propria posizione.

Il percorso instradato dagli atti del 2020

L’altro punto centrale dell’intervento riguarda il quadro urbanistico nel quale è stato successivamente ricondotto il data center. Orfei richiama la variante al PGT del 2020 e il documento di piano relativo all’ambito di rigenerazione dell’ex Postalmarket. Nella sua ricostruzione, la variante non prefigurava nuove trasformazioni rispetto al PGT del 2012, ma ne rileggeva gli scenari. Per l’area veniva individuata una vocazione verso attività produttive e terziarie high-tech, escludendo residenza, commercio, logistica e autotrasporto. «Signori, era il 2020 e questo era già tutto scritto e previsto», sottolinea. Il richiamo investe direttamente Peschiera Riparte: l’impostazione urbanistica risale infatti all’amministrazione Molinari, sostenuta dalla stessa formazione oggi presente nella coalizione di governo. Secondo Orfei, quel quadro aveva consentito i successivi passaggi del piano attuativo senza una nuova deliberazione urbanistica consiliare: «Era sufficiente una deliberazione di giunta comunale».

«Lo avete approvato voi»: la contestazione alla Giunta Coden

Orfei distingue la procedura dalla responsabilità politica. Ritiene che i tecnici comunali abbiano operato nel rispetto delle disposizioni urbanistiche. Contesta invece la scelta di non accompagnare le decisioni con un confronto più ampio. Richiamando le successive approvazioni del piano attuativo, si rivolge alla maggioranza: «Lo avete approvato voi». Per il consigliere, la possibilità di procedere attraverso la Giunta non cancellava la necessità politica di discutere un intervento così rilevante in commissione e in Consiglio comunale. Serviva inoltre un’informazione completa ai cittadini. «Avete scelto di procedere senza questo confronto e questo, a mio avviso, è stato un grave errore politico», dichiara, chiedendo una seduta straordinaria sul data center. Una richiesta che accompagna il cambio di posizione rivendicato in aula: favorevoli alle infrastrutture digitali, contrari all’insediamento di San Bovio.

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