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Segrate, elezioni, Griguolo: «La passione per la politica? È ancora molto forte»

Il simbolo della nuova lista, e a destra l'avv. Marco Griguolo
Il simbolo della nuova lista, e a destra l'avv. Marco Griguolo

Sei anni in consiglio, il ruolo in Città Metropolitana e la nuova lista "Segrate al Centro": il consigliere di Azione si racconta

Marco Griguolo è nato a Milano, vive a Segrate da una decina d'anni, fa l'avvocato e si occupa di diritto penale, assicurazioni e wealth management. Nel tempo libero — o quel che ne resta — gira in bici e porta avanti un impegno antimafia attraverso Wikimafia, associazione di cui fa parte da anni. Una formazione familiare precisa alle spalle: padre magistrato antimafia, madre in tribunale. Non è un caso che abbia scelto il diritto, e non è un caso che nel 2020 abbia deciso di scendere in campo anche in politica, candidandosi alle comunali di Segrate con il simbolo di Azione dentro la lista civica Segrate Nostra. Eletto consigliere, nel 2023 ha fondato il gruppo consiliare di Azione in aula insieme alla collega Sara Tettamanzi, diventandone capogruppo. Nello stesso anno è entrato anche nel Consiglio metropolitano di Milano, con delega alla mobilità e al trasporto pubblico locale. Oggi, a poche settimane dal voto, siede davanti al microfono con la stessa calma di chi sa cosa ha fatto e perché.

«Noi abbiamo sostenuto Paolo Micheli cinque anni e mezzo fa con un programma nel quale abbiamo inserito alcuni punti fondamentali per noi. Penso alla disabilità, alla mobilità sostenibile, al commercio, alla digitalizzazione. Punti che, anche grazie al PNRR, sono stati portati avanti e che hanno permesso di arrivare a fine mandato avendo rispettato gli impegni presi con i cittadini».

Il bilancio, per lui, è positivo. E lo dice con un dato concreto: alle europee, Azione ha sfiorato il 6% a Segrate. Non male per un partito che — lo riconosce lui stesso — è presente con il proprio simbolo in pochissimi comuni del territorio.

Un avvocato impegnato per la sua comunità

Prima di parlare di programmi e coalizioni, vale la pena capire chi è Griguolo al di là del ruolo. È un avvocato partner di uno studio importante, lavora in diritto penale, assicurazioni e wealth management. Ma il mandato comunale lo svolge praticamente gratis: «Cinquanta euro al mese come consigliere comunale. L'incarico in Città Metropolitana è gratuito per legge. Lo stesso vale per il mio impegno in Wikimafia, l'associazione antimafia di cui faccio parte».

La spiegazione è diretta: «Lo faccio perché sento un forte senso civico, derivato dai miei genitori. Mio padre è stato magistrato antimafia, mia madre lavorava in tribunale. Ho sempre avuto questa necessità di restituire qualcosa alla comunità».

Il nodo datacenter: «La politica deve bilanciare gli interessi»

Uno dei temi più caldi della campagna segratese è il datacenter di Redecesio. Griguolo non si sottrae. Anzi, rivendica la scelta dell'amministrazione con chiarezza. L'area interessata era abbandonata e in degrado: sul tavolo c'erano due opzioni, logistica o datacenter. «Sulla base delle interlocuzioni con l'azienda, delle rassicurazioni ambientali, della possibilità di fornire energia al quartiere, della riqualificazione parziale del quartiere e del recupero del golfo agricolo, abbiamo ritenuto che fosse la soluzione migliore».

E sull'accusa che i benefici siano per tutti ma i disagi restino a carico dei residenti di Redecesio, risponde così: «Quello che deve fare la politica è bilanciare i diversi interessi. Qui vedo una forte regia pubblica nell'interesse di tutti i cittadini di Segrate, non soltanto di alcuni».

La commissione Ambiente, di cui è stato presidente, ha affrontato il tema in più sedute, con dati forniti dagli uffici comunali, regionali e dalle stesse società coinvolte. «Qualcuno dice che i datacenter si scoprono oggi. No: ne abbiamo parlato in parecchie commissioni, con grande partecipazione dei cittadini».

La commissione non si è limitata a guardare la porzione di progetto che ricade su Segrate: ha chiesto e valutato i dati relativi all'impatto complessivo dell'intera operazione, compresi i datacenter che insistono su altri territori. «Con tutti i dati forniti dai nostri uffici, dagli uffici comunali, con tutti gli altri atti provenienti dagli altri enti, abbiamo valutato tutti gli impatti ambientali che questo datacenter avrebbe potuto avere sul nostro territorio. Le valutazioni sono state positive da parte di altri enti, quindi non soltanto dell'ente comunale», spiega Griguolo. Un approccio che, a suo dire, risponde anche alle polemiche sulla mancata valutazione ambientale strategica complessiva: il lavoro istruttorio, sostiene, c'è stato e ha guardato al quadro d'insieme, non solo al singolo intervento.

Sul futuro, è pragmatico: «Come tutte le infrastrutture, deve essere governata. Dalla nuova scuola alla nuova strada, tutto deve essere seguito nel corso degli anni. Sono convinto che chiunque vinca le elezioni lo gestirà nell'interesse dei segratesi».

La lista, la coalizione, il programma

Azione non si presenta da sola. La lista si chiama "Segrate al Centro – liberali, riformisti, popolari" e raccoglie Azione, Italia Viva e il Partito LiberalDemocratico, a sostegno della candidatura di Francesco Di Chio. «Vogliamo dare voce a un mondo moderato e liberale che fatica a trovare rappresentanza. A Segrate siamo tra i pochi comuni dove Azione è presente con il suo simbolo».

I tre filoni principali che la lista porterà nel programma: sicurezza, commercio e mobilità sostenibile. E poi il governo del territorio, con zero consumo di suolo e rigenerazione urbana come bussola. Sul piano delle grandi opere, Griguolo punta su due obiettivi precisi: l'apertura della Cassanese bis e il prolungamento della metropolitana M4.

La coalizione è più larga e più eterogenea rispetto a sei anni fa. Non lo preoccupa? «I sindaci sono le persone più pragmatiche che conosco. Sta al sindaco fare sintesi. Sono convinto che Di Chio lo sappia fare».

Ascolto, quartieri e bici

Segrate è una città complicata: quartieri diversi, infrastrutture che dividono, comunità poco connesse tra loro. Griguolo lo sa bene e cita l'esperienza diretta: è andato a Novegro su invito del comitato locale, ha fatto sopralluoghi con i dirigenti della Città Metropolitana, ha cercato di indirizzare le richieste dei residenti agli enti competenti. «La cosa più importante è l'ascolto. Dall'ascolto puoi risolvere i problemi manifestati dai cittadini».

Non è retorica. Lo racconta con esempi concreti, dalle palestre a cielo aperto alle riqualificazioni sportive nei quartieri periferici, passando per il trasporto pubblico portato in aree mal servite. «Ricucire i quartieri credo che sia la missione del prossimo mandato».

Perché ricominciare dopo sei anni

La domanda vera, però, è un'altra: perché un avvocato giovane, con uno studio avviato, sceglie di ricandidarsi? Griguolo risponde con quella semplicità che rende il discorso credibile.

«Mi piace occuparmi con il sindaco di Noviglio delle sue strade. Mi piace fare le riunioni per capire come aiutare un territorio ad avere meno traffico, o per portare il trasporto pubblico locale dove non c'è. Vedo che c'è ancora questa passione. Finché c'è, credo di doverla mettere al servizio della comunità. Spero che duri il più possibile, perché vorrebbe dire che mi tiene vivo. Ad oggi questa passione, questa voglia è molto forte».

L'appuntamento: lunedì 27 aprile al Centro Verdi

Per chi vuole conoscere da vicino la lista e i suoi candidati, l'occasione è fissata: lunedì 27 aprile alle ore 18:00 al Centro Verdi di Segrate. "Segrate al Centro" presenta ufficialmente i suoi nuovi candidati. Sul palco ci saranno il candidato sindaco Francesco Di Chio, il senatore Ivan Scalfarotto per Italia Viva, Francesco Ascioti per Azione, Alberto Pilotto per i Liberal Democratici e il sindaco uscente Paolo Micheli. Un pomeriggio per mettere le facce sui nomi e ascoltare il programma della coalizione di centrosinistra che punta a governare Segrate.
Giulio Carnevale