Segrate, le rivelazioni di Manuela Mongili su Paolo Micheli in un video: «Visioni divergenti, contrapposte e inconciliabili»
L’ex vicesindaco torna in campo con AmiAMo Segrate a sostegno di Alessandrini e parla di quando è stata sfiduciata dal sindaco Micheli: «Esautorata con modalità che erano violente diciamo» e decisioni da riportare in città
Il ritorno sulla scena politica locale di Manuela Mongili riapre il confronto a Segrate in vista delle elezioni comunali di fine maggio. L’avvocato, già vicesindaco e assessore ai Servizi sociali nella giunta guidata da Paolo Micheli, ha deciso di candidarsi nella lista AmiAMo Segrate a sostegno di Adriano Alessandrini, tornando su una vicenda che ha segnato il suo percorso politico e personale.
Il racconto della rottura con Micheli
Mongili ripercorre la sua esperienza amministrativa, ricordando il ruolo ricoperto tra il 2015 e il 2017. «Buongiorno, mi chiamo Manuela Mongili, sono segratese da sempre…», esordisce, sottolineando il legame con il territorio.
Poi entra nel merito della rottura con l’attuale sindaco, spiegando di essere stata «sfiduciata togliendo mille deleghe e esautorandomi dal mio incarico». Una vicenda che, sottolinea, «aveva suscitato un certo scalpore» anche perché «le modalità con cui è stato fatto, che erano violente, hanno suscitato curiosità».
Cosa significa “modalità violente”?
È proprio questa espressione a riaprire oggi il dibattito politico cittadino. Quando Mongili parla di «modalità violente», a cosa si riferisce esattamente? A un metodo politico brusco, a una gestione dei rapporti interni particolarmente dura, oppure a dinamiche amministrative che meritano di essere chiarite più nel dettaglio? Una domanda che resta aperta e che inevitabilmente riporta l’attenzione su uno dei passaggi più delicati della recente storia amministrativa di Segrate.
Le accuse respinte
Negli anni successivi, la decisione di tornare in politica è stata accompagnata da critiche. Mongili però respinge con fermezza ogni interpretazione strumentale. «Mi si dice che qualcuno mi ha detto che sono una volta gabbana oppure che sono una rancorosa e lo faccio per spirito di vendetta. Non è così», chiarisce, spiegando come il tempo abbia consentito una valutazione più lucida degli eventi.
Visioni opposte sulla città
Alla base della sua scelta c’è una distanza netta dall’impostazione amministrativa dell’attuale sindaco. «Io e Paolo Micheli abbiamo due visioni divergenti, contrapposte e inconciliabili del modo in cui svolgere la funzione amministrativa», afferma, indicando un nodo politico centrale.
I capisaldi dell’azione amministrativa
Mongili individua quindi due principi fondamentali per governare Segrate. «Le decisioni per la città di Segrate devono essere prese dentro Segrate…», spiega, aggiungendo che «il confronto e la trasparenza devono essere comunque sempre presenti».
Una nuova fase politica
La candidatura con AmiAMo Segrate rappresenta l’avvio di una nuova fase politica, costruita su basi diverse rispetto al passato. Un ritorno che riporta al centro del dibattito il tema del metodo amministrativo e del rapporto tra istituzioni e cittadini, destinato a incidere nel confronto elettorale delle prossime settimane.
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Redazione