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Lou Carnesecca, la favola che unisce Pontremoli a New York: con Alice Pedrazzi, Sandro Gamba e Pierluigi Marzorati; da remoto Meneghin e Riva

In alto: Alice Pedrazzi a sinistra e Pierluigi Marzorati a destra con l'autore Lorenzo Mangini; in basso Lorenzo Mangini con Sandro Gamba

Allo Sporting Club Milano 2 la presentazione del libro di Lorenzo Mangini, tra grandi protagonisti del basket, memoria sportiva e radici italiane

Bruno Ghidini con Sandro Gamba
Bruno Ghidini con Sandro Gamba

La cronaca parte dai volti e dai nomi che hanno dato spessore all’evento. Venerdì 23 gennaio 2026, allo Sporting Club Milano 2 di Segrate, circa settanta persone hanno partecipato alla presentazione del volume dedicato a Lou Carnesecca, trasformando l’incontro in una vera serata di basket e memoria sportiva. In sala Alice Pedrazzi, giornalista, ex cestista e oggi General Manager del BCC Derthona Basket Femminile, nonché consigliere di Lega per le società di Serie A2; Sandro Gamba, storico commissario tecnico della Nazionale italiana e tra gli allenatori più vincenti della pallacanestro azzurra; e Pierluigi Marzorati, leggenda del basket italiano, storico playmaker della Nazionale e simbolo dell’Olimpia Milano degli anni d’oro.

Collegati da remoto Dino Meneghin, considerato uno dei più grandi cestisti europei di sempre, protagonista assoluto con club e Nazionale, e Antonello Riva, storico realizzatore azzurro e tra i migliori tiratori della storia del basket italiano ed europeo.

Una presenza corale che ha dato immediatamente il senso dell’importanza dell’appuntamento promosso da Bruno Ghidini, trasformando la presentazione in un momento di autentica cronaca sportiva.

Lo Sporting Club trasformato in palcoscenico del basket
Per un pomeriggio la struttura dello Sporting Club Milano 2 si è trasformata in un luogo di racconto e condivisione, dove dirigenti, appassionati e addetti ai lavori hanno potuto ripercorrere alcune delle pagine più significative della pallacanestro italiana e internazionale. L’atmosfera è stata quella delle grandi occasioni, scandita da ricordi, applausi e interventi carichi di significato.

Il libro al centro della serata
Fulcro dell’incontro il volume bilingue di Lorenzo Mangini, “Lou Carnesecca. Da Pontremoli a New York”, pubblicato da Erga Edizioni. Un libro che racconta una storia vera, capace di assumere i contorni di una favola moderna. Lou Carnesecca, figlio di emigrati italiani cresciuto a East Harlem, storico quartiere degli italiani di New York, è riuscito a diventare una leggenda del basket americano senza mai segnare un canestro.

Da allenatore NCAA ha conquistato un riconoscimento unico: una bandiera appesa al soffitto del Madison Square Garden per ricordare le sue 526 vittorie ottenute nell’arena più famosa al mondo, un onore riservato a pochissimi nella storia dello sport statunitense.

Un racconto che parte dalle radici
Il libro si sviluppa in tre parti. La prima conduce il lettore nei borghi della Lunigiana, terra d’origine della famiglia Carnesecca, soffermandosi sui legami familiari e sull’identità italiana. La seconda ripercorre le tappe della carriera sportiva negli Stati Uniti. La terza raccoglie oltre trenta testimonianze di allenatori, dirigenti e campioni che hanno condiviso con lui momenti di vita e di sport, componendo un mosaico fatto di piccoli episodi, ricordi e storie umane.

L’appendice include glossario, nomi e numeri del basket americano, mentre all’interno del volume sono presenti VCode “aperti” che permettono di visualizzare immagini e video degli eventi celebrativi dedicati a Carnesecca, realizzati in Italia e negli Stati Uniti.

Il legame con Pontremoli
Nel corso della presentazione è stato ricordato anche l’omaggio che Pontremoli ha deciso di dedicare al coach. Il Comune, guidato dal sindaco Jacopo Ferri, ha avviato l’iter per intitolare a Lou Carnesecca un largo nella frazione di Cargalla, luogo d’origine della sua famiglia. Un gesto simbolico ma profondo, dedicato a un uomo diventato emblema di una generazione di italiani costretti a emigrare per costruire il proprio futuro.

Una serata che ha unito campioni, dirigenti e appassionati in un’unica pagina di cronaca sportiva, dove il libro è diventato il punto di partenza per raccontare sport, memoria e identità. Perché la storia di Lou Carnesecca continua a vivere ben oltre il parquet.