A Pero inaugura il parco dedicato a Sergio Ramelli: presente il presidente del Senato La Russa
Cerimonia istituzionale nel comune alle porte di Milano per ricordare lo studente ucciso durante gli Anni di Piombo. L'assessore regionale Romano La Russa: «Un giovane ucciso perché credeva nelle proprie idee»
Pero ha un nuovo parco comunale. Si chiama Sergio Ramelli, come il giovane studente milanese ammazzato dalla violenza politica negli Anni di Piombo, e domenica 20 aprile è stato inaugurato ufficialmente con una cerimonia che ha richiamato nel comune alle porte di Milano rappresentanti delle istituzioni regionali e nazionali.
A tagliare il nastro, tra gli altri, il presidente del Senato Ignazio La Russa. Con lui il sindaco di Pero Antonino Abbate, promotore dell'iniziativa, l'assessore regionale alla Sicurezza e Protezione civile Romano La Russa, i parlamentari Mario Mantovani, Lorenzo Malagola e Umberto Maerna, gli assessori regionali Debora Massari e Franco Lucente e la sottosegretaria Federica Picchi.
Il momento centrale della cerimonia è stato lo scoprimento della targa commemorativa, un gesto simbolico per una città che porta ancora i segni di quegli anni bui.
«Finalmente, dopo trent'anni di amministrazioni di sinistra, la prima giunta di centrodestra ha reso il giusto onore alla memoria di Sergio Ramelli» ha detto Romano La Russa. «Sergio, la cui unica colpa è stata di aver scritto un tema di condanna sulle Brigate Rosse, è stato una vittima innocente della cieca ferocia dell'odio rosso. Un giovane ucciso perché credeva fermamente nelle proprie idee.»
L'assessore non si è fermato al ricordo storico. Ha lanciato uno sguardo al presente, con parole che suonano come un avvertimento: «Spero che quel periodo non torni mai più, ma la triste e preoccupante realtà è che i fatti a cui assistiamo quasi quotidianamente ci dicono che c'è ancora una parte della sinistra che accarezza l'idea di negare in modo violento cortei e comizi a chi non la pensa come loro.»
Sulla stessa lunghezza d'onda Franco Lucente, assessore regionale ai Trasporti, che era presente alla cerimonia insieme al presidente del Senato. «Un momento di memoria e rispetto per un ragazzo che ha pagato con la vita le sue idee» ha scritto Lucente. «Ricordarlo significa difendere la libertà, sempre.» Anche lui ha voluto ringraziare l'amministrazione comunale di Pero per l'organizzazione dell'evento.
Ramelli aveva diciott'anni quando, il 13 marzo 1975, venne aggredito sotto casa a Milano da un gruppo di militanti di Avanguardia Operaia armati di chiavi inglesi. Morì dopo quarantasette giorni di coma. La sua storia è rimasta per decenni ai margini della memoria pubblica ufficiale, complice un clima politico che a lungo ha faticato a riconoscere le vittime della violenza di sinistra con la stessa intensità con cui ha commemorato quelle della destra.
L'intitolazione del parco di Pero arriva in un giorno simbolicamente carico: il 20 aprile, a poche ore dalla commemorazione annuale che ogni anno a Milano porta cortei e presìdi in ricordo dello studente.
Per Romano La Russa si tratta di un appuntamento personale oltre che istituzionale — il cognome di famiglia porta con sé una storia che attraversa quegli anni. Ma la cerimonia di oggi ha avuto soprattutto il sapore di un atto politico-civico: un'amministrazione comunale di centrodestra che sceglie di intestare uno spazio pubblico a una figura che, per decenni, è rimasta ai margini della memoria condivisa.
Il sindaco Abbate ha ricevuto il ringraziamento pubblico sia dell'assessore regionale Romano La Russa che di Lucente per aver reso possibile l'iniziativa. Nessuna dichiarazione ufficiale è arrivata invece dalle opposizioni locali.
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Redazione