Electrolux, confronto su 1.700 esuberi: Regione chiede tutele per Solaro

Al tavolo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Regione Lombardia ha chiesto un nuovo piano per superare i 1.700 esuberi annunciati da Electrolux e una soluzione per oltre 100 lavoratori a termine del sito di Solaro.

Il tavolo

Electrolux, Regioni, Comuni e Ministero delle Imprese e del Made in Italy si sono confrontati sul piano da 1.700 esuberi presentato dall'azienda. Per Regione Lombardia era presente l'assessore al Lavoro, Simona Tironi.

La posizione di Regione Lombardia

Nel corso del tavolo l'assessore ha ribadito la linea della Regione, chiedendo un piano industriale diverso da quello giudicato irricevibile dalle istituzioni coinvolte. «Nel corso dell’incontro sono stati fatti alcuni passi avanti – ha detto Tironi – l’azienda ha aperto uno spiraglio, lanciando alcune ipotesi su nuovi investimenti e un possibile aumento dei volumi produttivi. Serve però un nuovo piano organico.»

Il nodo Solaro

Per il sito di Solaro, nel Milanese, Tironi ha sottolineato che si tratta dello stabilimento su cui piu e stato fatto per l'efficientamento e che, secondo lo stesso management, puo aumentare ancora i volumi produttivi. Nel passaggio piu netto della dichiarazione, l'assessore ha aggiunto: «Rispetto allo stabilimento di Solaro (MI), che si conferma il sito su cui più è stato fatto per efficientarlo, e che, a detta dello stesso management aziendale, può aumentare ulteriormente i volumi produttivi, esprimo soddisfazione soprattutto per le professionalità e le capacità delle lavoratrici e dei lavoratori del sito. Resta ferma però la convinzione che, pur dandoci ulteriore tempo per cercare soluzioni – con un nuovo confronto previsto a inizio ottobre – non possiamo accettare che, nel frattempo, a fine agosto, restino senza lavoro oltre 100 lavoratrici e lavoratori a tempo determinato, che hanno garantito allo stabilimento di Solaro volumi e produzione, competitività ed efficienza.»

Il prossimo confronto

La Regione ha chiesto quindi una soluzione che salvaguardi il maggior numero possibile di persone e ha confermato la disponibilita a sostenere ulteriori investimenti con i propri strumenti per lo sviluppo economico. Il nuovo confronto tra le parti e previsto all'inizio di ottobre.

Chiusura

Per Regione Lombardia la condizione resta la stessa: trovare un'alternativa al piano presentato nei mesi scorsi e costruire una soluzione unitaria a livello nazionale, capace di garantire il mantenimento di tutti gli stabilimenti.

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