Amazon punta sul nucleare: dodici piccoli reattori in Indiana per alimentare i suoi data center

Un data center di Amazon: il gruppo punta sul nucleare per alimentarli
Un data center di Amazon: il gruppo punta sul nucleare per alimentarli Un data center di Amazon: il gruppo punta sul nucleare per alimentarli

Il colosso fondato da Jeff Bezos finanzierà una centrale da 960 megawatt dove sorgeva un impianto a carbone. La gestirà American Electric Power con la tecnologia di X-energy, ma i tempi dipendono da un primo progetto in Texas finito in tribunale

Dodici reattori dove prima bruciava il carbone

Il carbone lascia il posto all'atomo. Amazon ha annunciato che finanzierà lo sviluppo di una nuova centrale nucleare negli Stati Uniti, in Indiana, per garantire energia ai propri data center. L'impianto avrà dodici piccoli reattori modulari, per una potenza complessiva di 960 megawatt.

Sorgerà nell'area della Breed Generating Station, una vecchia centrale a carbone ormai demolita nella contea di Sullivan, poco a sud della città di Terre Haute. A gestirla sarà la società elettrica American Electric Power (AEP), mentre i reattori arriveranno da X-energy. L'annuncio delle tre aziende è arrivato lunedì 19 ottobre.

Cosa sono i piccoli reattori modulari

X-energy è specializzata negli Smr, gli small modular reactors: impianti nucleari di nuova generazione molto più compatti delle centrali tradizionali, con potenze che vanno da 20 a 300 megawatt elettrici. In Indiana è previsto il modello Xe-100, raffreddato a elio: ogni unità vale 80 megawatt, e dodici insieme arrivano ai 960 complessivi.

Il punto di forza è proprio la modularità. Le unità si possono costruire in serie e aggiungere un po' alla volta, man mano che cresce il bisogno di energia.

Energia per l'intelligenza artificiale, ma anche per tutti

Amazon finanzierà lo sviluppo del progetto e sarà il primo cliente a comprare l'elettricità prodotta. L'energia servirà soprattutto ai suoi data center, i grandi centri di calcolo che fanno girare i servizi cloud di Amazon Web Services e gli strumenti di intelligenza artificiale, sempre più affamati di corrente. A differenza di molti progetti dei colossi del digitale, però, la centrale sarà collegata anche alla rete elettrica pubblica.

Per ora si tratta di un accordo di sviluppo per valutare la fattibilità dell'opera. Le aziende non hanno detto quanto metterà Amazon e non c'è ancora una data per l'avvio dei lavori.

Il secondo accordo con X-energy

È la seconda intesa commerciale tra Amazon e X-energy, tre volte più grande della prima. Quella era stata annunciata nell'ottobre 2024 per un progetto nello stato di Washington, insieme a un investimento da 700 milioni di dollari nella società guidato proprio da Amazon. L'obiettivo comune è portare negli Stati Uniti 5 gigawatt di nuova capacità nucleare entro il 2039.

Il nodo del Texas

La strada però non è tutta in discesa. I tempi dell'Indiana dipendono dal primo impianto commerciale di X-energy, a Seadrift, in Texas: una cittadina di circa mille abitanti non lontano da Houston, dove i reattori dovrebbero servire uno stabilimento del gruppo chimico Dow. I lavori non sono ancora partiti e il sito è al centro di una causa intentata dallo Stato del Texas, che contesta ripetute violazioni delle regole sull'uso dell'acqua e sulla gestione dei rifiuti.

Intanto la corsa dei giganti della tecnologia all'atomo continua. Anche Google e Microsoft hanno firmato accordi per costruire o riaccendere centrali nucleari, con lo stesso obiettivo: avere energia stabile e senza emissioni di anidride carbonica per i loro data center.

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