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Data Center Microsoft di San Bovio, con la nuova legge si poteva ancora fare? Il limite è 5 MW, MIL04 ne prevede circa 45

Data Center MIL04 nell’area ex Postalmarket di San Bovio
Data Center MIL04 nell’area ex Postalmarket di San Bovio Veduta dell'area della ex Postalmarket dalle case adiacenti di via Trieste

Il 3 giugno la Lombardia stabilisce che sopra i 5 MW i centri dati hanno destinazione produttiva. MIL04 supera la soglia di nove volte. La Conferenza decisoria sul Permesso di Costruire si conclude il 19 giugno 2026, quando la nuova legge era già stata pubblicata. Resta da chiarire se e come il Comune abbia valutato la nuova norma prima del rilascio del titolo edilizio.

Il limite dei 5 MW entra in vigore mentre il procedimento è ancora aperto

PESCHIERA BORROMEO, 25 ottobre 2026 – C’è una data che potrebbe assumere un peso significativo nella vicenda del Data Center MIL04 previsto nell’area ex Postalmarket di San Bovio: 3 giugno 2026.

È il giorno in cui Regione Lombardia approva la legge regionale n. 11, dedicata specificamente all’insediamento dei centri dati e pubblicata sul BURL il successivo 5 giugno.

La nuova disciplina introduce un criterio urbanistico molto preciso: un centro dati con potenza richiesta di connessione superiore a 5 MW si qualifica con destinazione d’uso urbanistica produttiva. Per gli impianti fino a 5 MW, invece, la legge prevede la compatibilità anche con le destinazioni terziaria e direzionale. MIL04 avrebbe una potenza richiesta di connessione di circa 45 MW: nove volte la soglia indicata dalla nuova norma regionale.

Il Piano Attuativo nasce prima della nuova legge

Quando il progetto di San Bovio viene valutato urbanisticamente, la L.R. 11/2026 non esiste ancora.

Gli elaborati del Piano Attuativo dell’ex Postalmarket affrontano espressamente il tema della compatibilità della funzione Data Center con il Piano di Governo del Territorio. La Relazione Illustrativa indica per l’intervento la destinazione «produttivo ad uso terziario» e richiama uno specifico parere legale denominato «Inquadramento giuridico sulla compatibilità della funzione Data Center». Nella documentazione viene prospettata anche l’eventuale configurazione dei Data Center come «usi di interesse comune».

Il Piano Attuativo viene adottato dalla Giunta comunale il 9 ottobre 2024 e approvato il 31 gennaio 2025. Il 19 dicembre 2025 viene quindi presentata la domanda di Permesso di Costruire.

Il 3 giugno 2026 cambiano le regole

È durante il procedimento edilizio che interviene la nuova legge regionale.

L’articolo 5 della L.R. 11/2026 stabilisce infatti una distinzione netta sulla base della potenza richiesta di connessione: sopra i 5 MW il centro dati è qualificato con destinazione urbanistica produttiva; fino a quella soglia può essere compatibile anche con le destinazioni terziaria e direzionale.

Se MIL04 venisse quindi inquadrato ex novo sulla base di questa disposizione, i suoi circa 45 MW lo collocherebbero nettamente nella prima categoria.

Ed è proprio la successione delle date a rendere la vicenda meritevole di un approfondimento.

La Conferenza decisoria arriva dopo la nuova legge

Il procedimento per il Permesso di Costruire era già stato avviato. Nel gennaio 2026 viene indetta la Conferenza di Servizi e l’iter prosegue nei mesi successivi con integrazioni e approfondimenti.

Poi arriva la nuova normativa.

3 giugno 2026: Regione Lombardia approva la L.R. n. 11 sui centri dati.

5 giugno 2026: la legge viene pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia.

19 giugno 2026: si conclude la Conferenza di Servizi decisoria relativa al procedimento edilizio MIL04.

Il Permesso di Costruire viene rilasciato successivamente.

La domanda diventa quindi inevitabile: quando è stata assunta la decisione conclusiva sul procedimento edilizio, la nuova qualificazione urbanistica introdotta dalla Regione è stata valutata?

MIL04 supera anche la soglia dei 10 MW

C’è poi un secondo elemento. La stessa legge stabilisce che gli interventi con potenza richiesta di connessione superiore a 10 MW si qualificano come di rilevanza sovracomunale, prevedendo una specifica procedura di concertazione per valutarne gli impatti territoriali, ambientali, infrastrutturali e sociali.

MIL04, con circa 45 MW, supera ampiamente anche questa soglia.

Su questo punto, però, la stessa legge contiene una disposizione transitoria esplicita: la nuova procedura sovracomunale si applica alle istanze presentate dalla pubblicazione dei relativi criteri e modalità attuative. Non sarebbe quindi corretto affermare automaticamente che questa nuova Conferenza dovesse essere convocata per MIL04, il cui procedimento era già iniziato.

La questione dei 5 MW resta da chiarire

Diversa appare la questione della destinazione urbanistica.

La disposizione transitoria disciplina espressamente l’applicazione futura della procedura sovracomunale prevista per gli impianti sopra i 10 MW. Nel testo dell’articolo 9 non compare invece un analogo rinvio espresso riferito alla qualificazione urbanistica prevista dall’articolo 5, comma 1, per gli impianti sopra i 5 MW.

Questo, da solo, non consente di affermare che il Permesso di Costruire sia illegittimo o che MIL04 non potesse essere autorizzato. Ma pone una domanda precisa che può trovare risposta negli atti amministrativi.

Tra l’entrata in vigore della L.R. 11/2026 e la conclusione del procedimento esiste un parere, una relazione, un verbale o un’istruttoria che affronti espressamente l’effetto della nuova classificazione urbanistica sul progetto di San Bovio?

E se la disposizione dei 5 MW è stata ritenuta non applicabile a MIL04 perché il procedimento era già in corso, in quale atto è stata assunta questa conclusione e sulla base di quale motivazione giuridica?

La risposta non richiede interpretazioni politiche. Dovrebbe essere contenuta negli atti del procedimento. Questa è una delle domande che faremo domani alle ore 14.30 alla Conferenza stampa dell'amministrazione comunale ha coinvocato in Municipio.
Giulio Carnevale