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Mediglia, presunti maltrattamenti e violenze alla Rsa Borromea di Mombretto: tre operatori interdetti

Rsa Borromea di Mombretto di Mediglia (Foto archivio)
Rsa Borromea di Mombretto di Mediglia (Foto archivio) La Rsa Borromea di Mombretto di Mediglia, al centro dell'indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Lodi

L'inchiesta dei Carabinieri del Nas di Milano coordinata dalla Procura di Lodi riguarda quattro anziane ospiti. Il sindaco Giovanni Carmine Fabiano visita la struttura: «Non siete soli. La comunità di Mediglia e le sue istituzioni vi sono vicine»

Mediglia, 15 ottobre 2026

La Rsa Borromea di Mombretto torna al centro delle cronache per una nuova e grave vicenda giudiziaria. Tre operatori socio-sanitari sono coinvolti in un'indagine per presunti maltrattamenti e violenze sessuali ai danni di quattro anziane ospiti della struttura. Le indagini sono state condotte dai Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Milano e coordinate dalla Procura della Repubblica di Lodi.

Nei confronti dei tre operatori è stata eseguita un'ordinanza cautelare interdittiva che impedisce loro di esercitare la professione all'interno di strutture sanitarie e socio-assistenziali, pubbliche e private, su tutto il territorio nazionale. Nell'ambito degli accertamenti sarebbe inoltre emersa la posizione di una quarta operatrice, indagata per minacce aggravate.

Le indagini all'interno della Rsa

Secondo quanto emerso dalle prime ricostruzioni, le indagini si sono avvalse anche di intercettazioni audio e video e avrebbero documentato presunte vessazioni fisiche e psicologiche durante alcune attività quotidiane di assistenza alle anziane ospiti. Le contestazioni formulate dagli inquirenti dovranno ora essere vagliate nelle successive fasi del procedimento. Per tutte le persone coinvolte vale il principio della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

Il sindaco Fabiano: «Una notizia che mi ha profondamente scosso»

Sulla vicenda è intervenuto in serata il sindaco di Mediglia Giovanni Carmine Fabiano, che ha spiegato di aver appreso la notizia dalla stampa nella mattinata del 15 ottobre.

«Una notizia che mi ha profondamente scosso, non soltanto nella mia veste istituzionale di Sindaco, ma soprattutto come uomo e come cittadino».

Il primo cittadino ha espresso piena fiducia nella Magistratura e nei Carabinieri del Nas e ha ricordato che sarà la Giustizia ad accertare le singole responsabilità.

«Qualora le accuse trovassero conferma nelle sedi giudiziarie, auspico che i responsabili vengano puniti con la massima severità consentita dalla legge. Non può esserci alcuna tolleranza verso chi approfitta della fragilità e dell'impossibilità di difendersi di persone affidate alle proprie cure».

La visita alla struttura alle 18

Alle 18 Fabiano si è recato personalmente alla Rsa Borromea insieme all'assessore alle Politiche Sociali, incontrando la Direzione e facendo visita agli anziani ospiti.

«Non ho voluto limitarmi a una telefonata o a una richiesta formale di chiarimenti. Ho sentito il bisogno di esserci. Di persona».

Fabiano invita però a non estendere le eventuali responsabilità individuali a tutti i professionisti della struttura:

«È altrettanto importante non generalizzare e non confondere le eventuali responsabilità individuali con l'impegno di tutti quei professionisti e operatori socio-sanitari che ogni giorno svolgono il proprio lavoro con dedizione, sensibilità e autentico spirito di servizio».

L'Amministrazione comunale ha annunciato che continuerà a seguire l'evoluzione della vicenda, mantenendo un'interlocuzione con la Direzione della struttura e con gli enti competenti.

Il precedente del Covid nell'archivio di 7giorni

La Rsa Borromea era già stata al centro di una lunga serie di articoli di 7giorni durante la prima ondata della pandemia del 2020. Il 24 marzo la testata raccontò la presa di posizione di 14 sindaci del Sud Est Milano, che chiesero spiegazioni sulla situazione all'interno della struttura e sulle informazioni fornite agli enti locali. Il caso della Rsa di Mombretto: 14 sindaci del Sud Est Milano chiedono spiegazioni.

Nei giorni successivi 7giorni raccolse anche le testimonianze dei familiari degli ospiti, che lamentavano difficoltà nell'ottenere informazioni chiare su quanto stesse accadendo. Coronavirus nella Rsa di Mombretto: le testimonianze dei parenti.

L'inchiesta giudiziaria aperta sui numerosi decessi registrati nella struttura durante l'emergenza Covid arrivò successivamente all'archiviazione. Nel 2022 7giorni diede conto della decisione del gip di Lodi, che dispose l'archiviazione «per manifesta infondatezza della notizia di reato». Covid, 71 morti alla Rsa Borromea: il gip di Lodi archivia l'inchiesta.

Quella vicenda è completamente distinta dall'indagine emersa il 15 ottobre 2026, che riguarda le presunte condotte di singoli operatori nei confronti di quattro anziane ospiti.

Fabiano conclude rivolgendosi direttamente alle famiglie e agli anziani:

«Non siete soli. La comunità di Mediglia e le sue istituzioni vi sono vicine».

E aggiunge:

«La dignità umana non è negoziabile. Mai».

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