Nuova struttura dedicata alla diagnosi e alla cura della malattia da reflusso gastroesofageo con tecnologie avanzate e un percorso multidisciplinare per i pazienti

All’IRCCS Policlinico San Donato apre il Centro Esofago e Reflusso (CER), una nuova struttura dedicata alla diagnosi e al trattamento delle patologie dell’esofago. Il centro è diretto dal professor Emanuele Asti, responsabile dell’Unità Operativa di Chirurgia Generale e d’Urgenza, e nasce con l’obiettivo di diventare un punto di riferimento per la cura della malattia da reflusso gastroesofageo, una delle patologie digestive più diffuse: secondo l’Istituto Superiore di Sanità riguarda circa un italiano su tre. Il CER propone un percorso di cura rapido e altamente specializzato, costruito grazie alla collaborazione di un team multidisciplinare. Il percorso prende avvio con un check-up completo delle prime vie digerenti, al termine del quale viene individuata la strategia terapeutica più adatta. Le soluzioni possono includere terapie farmacologiche, percorsi riabilitativi e respiratori, supporto psicologico oppure procedure endoscopiche e chirurgiche mininvasive. Tra le tecnologie utilizzate dal centro figura EndoFLIP 300, uno strumento di ultima generazione che consente di misurare con precisione l’elasticità della giunzione tra esofago e stomaco, parametro utile per orientare le eventuali scelte chirurgiche. Il Policlinico è tra i primi centri ad aver introdotto anche la versione ambulatoriale di questa tecnologia. «È fondamentale rivolgersi a un centro specializzato il prima possibile, anche quando i disturbi sembrano lievisottolinea il professor Asti –. Intercettare precocemente il reflusso consente di prevenire complicanze più gravi, compresa la possibile evoluzione in tumore dell’esofago». Il centro si occupa anche della gestione dell’esofago di Barrett, condizione cronica che richiede controlli costanti. Grazie a una collaborazione con un centro statunitense, i pazienti potranno accedere a un’analisi molecolare avanzata che integra l’intelligenza artificiale per valutare con maggiore precisione il rischio di evoluzione tumorale.