Lantieri: «Trecentodiciotto ore, 507 gradi, zero controlli». Quello che non vi hanno detto sui generatori del data center di Segrate
Ventitré motori diesel, un calendario di test già pianificato al quarto d'ora, fumi che in assenza del sistema di abbattimento superano i limiti di NO2 davanti alle scuole di Redecesio. E una norma lombarda del 2012 che esenta tutto questo da qualsiasi monitoraggio pubblico obbligatorio.
Tra il 21 e il 23 aprile Daniele Lantieri, cittadino di Segrate e autore della newsletter Segrate Libera, ha pubblicato tre puntate di una serie documentale sul data center CyrusOne MIL1 in costruzione nell'area ex-CISE di Redecesio. Di seguito la sintesi delle sue analisi, condotte interamente su atti pubblici.
Sul funzionamento dei generatori, Lantieri scrive: «Trecentodiciotto ore. Non e un dato emerso da un'indagine giudiziaria o da una denuncia ambientalista. E il numero scritto a pagina 63 del documento INT_VVIA_I01_AMB_r_39, depositato il 18 aprile 2025 da CyrusOne Italy I S.r.l. come risposta alle integrazioni richieste da ARPA Lombardia nel procedimento ministeriale di valutazione di impatto ambientale. Il documento si chiama Programma annuale dei test di manutenzione dei generatori e descrive, al quarto d'ora, per quante ore gireranno ogni anno i 22 motori diesel del data center MIL1».
«Il calendario dei test e preciso. Ogni generatore gira 21 ore l'anno: prove bisettimanali da un quarto d'ora, una prova annuale a pieno carico, una simulazione di blackout in cui tutti e 22 i motori si accendono in simultanea per un'ora. Il totale non ottimizzato sarebbe 462 ore. Ottimizzando le sovrapposizioni tra i diversi tipi di test, il proponente lo ha portato a 317,88 ore, arrotondato a 318. Quel numero non e casuale. La D.G.R. Lombardia IX/3934 del 6 agosto 2012 fissa una soglia precisa: oltre le 500 ore annue di funzionamento, un impianto non puo piu chiamarsi di emergenza e diventa soggetto a un regime di controllo pubblico molto piu stringente, con valori limite di emissione cogenti, monitoraggio in continuo dei fumi e analisi periodiche. Sotto le 500 ore si applica invece un regime di sostanziale auto-controllo: nessun valore limite emissivo obbligatorio, nessun sistema di rilevazione in tempo reale, nessuna analisi periodica. L'unica misura richiesta e il contaore. Con 318 ore, MIL1 sta 182 ore al di sotto del tetto. Il calendario dei test e stato ingegnerizzato per restare sotto quella soglia. Non e una violazione: e una scelta perfettamente legale. Ma vale la pena nominarla».
Sul tema delle emissioni alle scuole, Lantieri ricostruisce: «I fumi dei generatori raggiungono i 507 gradi Celsius. Lo studio di impatto atmosferico del proponente stesso, documento 02_VVIA_I01_AMB_r_05 dell'aprile 2024, alla Tabella 6.4 riporta le concentrazioni attese di NO2 ai tre recettori classificati come Scuola nello scenario di test senza il sistema di abbattimento SCR. I valori medi orari al 99,8 percentile sono 55,1, 42,5 e 35,0 microgrammi per metro cubo. Il limite di significatività ARPA e 20 microgrammi per metro cubo: superato su tutti e tre gli edifici. Quei recettori, sigle R8, R9 e R10, corrispondono alla scuola materna, elementare e media di Redecesio, a 282, 306 e 333 metri dal baricentro del parco camini. La conclusione e scritta testualmente a pagina 60 dal proponente stesso: in assenza di sistemi di abbattimento delle emissioni, vengono evidenziati potenziali superamenti dei limiti normativi e dei limiti di significatività con riferimento al parametro NO2».
«Il sistema SCR e installato su MIL1 e riduce le concentrazioni a valori conformi. Ma l'SCR non e obbligatorio per legge. Per la normativa lombarda, i generatori classificati di emergenza, cioe quelli sotto le 500 ore annue, non hanno l'obbligo di adottare sistemi di abbattimento. L'installazione e una scelta volontaria di CyrusOne. E poiche non esiste un obbligo di monitoraggio continuo, un eventuale malfunzionamento dell'SCR non verrebbe rilevato in tempo reale da nessuna autorita pubblica. Chi abita a Redecesio, per sapere cosa respira quando il vento soffia nella sua direzione nelle ore di test, dovrebbe avere accesso a un dato che nessuno e tenuto a produrre. Non e una questione di malafede industriale: e una questione di architettura del controllo pubblico».
Sul quadro normativo, Lantieri approfondisce: «La D.G.R. IX/3934 del 2012 e stata scritta per governare i generatori di quegli anni: singoli motori negli ospedali, nelle banche, nelle sedi degli enti pubblici, impianti che si accendevano dieci, venti ore l'anno per blackout reali. Per quegli oggetti, l'esenzione dal monitoraggio era ragionevole: il contributo emissivo era trascurabile. Oggi quella stessa norma si applica a un iperscalabile con 22 motori diesel, 132 megawatt termici complessivi e 318 ore di test pianificati ogni anno. La scala e incomparabile, ma la cornice giuridica e identica. Nessun aggiornamento normativo ha mai adeguato la soglia alla nuova dimensione tecnologica».
«Il confronto con la Virginia e istruttivo. E lo Stato americano con la piu alta concentrazione di data center al mondo, e il suo Dipartimento dell'Ambiente sta riscrivendo le proprie linee guida proprio perche la categoria emergency generator non regge piu la scala degli iperscalabili. Dal luglio 2026, per le nuove richieste di permesso, sara obbligatorio installare SCR, filtro antiparticolato e catalizzatore di ossidazione. Il monitoraggio in continuo del NOx a valle dell'SCR e gia richiesto. In Lombardia, questo aggiornamento non e all'ordine del giorno. La Regione ha in discussione una proposta di legge sui centri dati, la D.G.R. XII/5312 del 17 novembre 2025, ma non tocca il punto delle 500 ore».
La newsletter Segrate Libera di Daniele Lantieri e consultabile su Substack (segratelibera.substack.com). La redazione di 7giorni, che ha seguito dall'inizio la serie di Segrate Libera, continuera a monitorare gli sviluppi delle inchieste e l'eventuale risposta delle istituzioni destinatarie della critica.
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