Data center Retelit a Corsico, il deputato Raimondo sollecita risposte su autorizzazioni e compensazioni

Il cantiere del data center Retelit a Corsico
Il cantiere del data center Retelit a Corsico Il data center Retelit in costruzione a Corsico, al confine con Cesano Boscone.

Il parlamentare di Fratelli d’Italia interviene sul nuovo data center in costruzione tra Corsico e Cesano Boscone. Sul tavolo le procedure ambientali e il coinvolgimento delle amministrazioni locali.

Il progetto del nuovo data center Retelit in costruzione a Corsico, proprio al confine con Cesano Boscone, è ormai all’attenzione del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. A spingere la questione sul tavolo nazionale è stato Carmine Fabio Raimondo, deputato di Fratelli d’Italia eletto nel collegio uninominale Lombardia 4 – U02. Raimondo, avvocato e membro alla Camera delle Commissioni Trasporti e Semplificazione, dice di aver fatto partire confronti diretti con il Ministero per avere chiarezza su diversi aspetti delle autorizzazioni.

Le domande avanzate al Ministero

Raimondo in questi giorni ha fatto sapere di aver avviato un’interlocuzione con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica proprio sul caso del data center Retelit a Corsico. L’obiettivo principale è capire come si stanno muovendo le procedure autorizzative e ambientali, anche dopo le nuove regole inserite con il recente decreto Bollette. Dal Ministero sono già arrivati alcuni chiarimenti sulle competenze e sulla necessità di includere questa grande infrastruttura in un iter unico, che possa racchiudere tutte le autorizzazioni e le valutazioni da parte degli enti preposti. Per il deputato, è importante non perdere di vista la portata delle norme approvate di recente e il loro impatto concreto su progetti di queste dimensioni.

La Regione Lombardia resta in attesa di chiarimenti

Il quadro, però, a oggi non è ancora completo. Raimondo specifica che mancano ancora i riscontri da parte della Regione Lombardia su diversi passaggi cruciali. Secondo il parlamentare, i data center sono infrastrutture che contano molto per lo sviluppo digitale, ma serve un equilibrio tra le necessità strategiche e la tutela del territorio. Il riferimento è sia alle nuove leggi nazionali sia a quelle varate dalla Regione, considerate dal deputato strumenti in grado di fissare regole più chiare per questi insediamenti.

Il ruolo decisivo dei Comuni ospitanti

Uno dei punti più delicati tocca direttamente le amministrazioni locali. Raimondo insiste: chi ospita opere così grandi deve avere voce in capitolo e ricevere vantaggi concreti. Le sue parole: «Le amministrazioni comunali che ospitano queste infrastrutture devono essere coinvolte nelle scelte e ottenere adeguate compensazioni per i territori, anche attraverso investimenti, servizi e benefici concreti per le comunità locali».

Un confronto acceso nell’area milanese

Nel territorio metropolitano di Milano, la costruzione di nuovi data center è tema caldo tra burocrazia, vincoli ambientali e impatto urbanistico. Il caso di Corsico richiama l’attenzione sulla necessità di equilibrare sviluppo tecnologico, coinvolgimento dei Comuni e ricadute su cittadini e territorio. Raimondo conclude annunciando il suo impegno costante nella vicenda, promettendo: «Continuerò a seguire la vicenda per fare chiarezza e dare risposte ai cittadini».