Come funziona la par condicio per i giornali locali in caso di referendum, Scopri gli spazi destinati alla propaganda su 7giorni

Regole, obblighi e margini di libertà per la stampa territoriale durante la campagna referendaria. Un giornale locale può esprimere una linea editoriale anche schierata purché vengano rispettati alcuni principi fondamentali.

Quando si avvicina un referendum, anche i giornali locali devono fare i conti con le norme sulla cosiddetta “par condicio”. Ma attenzione: le regole non sono identiche per tutti i mezzi di informazione e non colpiscono allo stesso modo stampa, tv, radio e web.

Il riferimento normativo

La disciplina principale è contenuta nella Legge 22 febbraio 2000, n. 28, che regola l’accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali e referendarie. A vigilare sull’applicazione interviene l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, che emana specifiche delibere per ogni tornata elettorale o referendaria.

La differenza tra stampa e tv

È importante chiarire un punto centrale:

  • Le emittenti radiotelevisive sono soggette a obblighi stringenti di equilibrio e pari accesso tra le posizioni favorevoli e contrarie.
  • La stampa quotidiana e periodica, invece, gode di una tutela più ampia legata alla libertà di manifestazione del pensiero prevista dall’articolo 21 della Costituzione.

Questo significa che un giornale locale può esprimere una linea editoriale anche schierata, purché vengano rispettati alcuni principi fondamentali.

Cosa devono fare i giornali locali

Nel periodo di campagna referendaria, i giornali locali devono:

  • Garantire correttezza dell’informazione.
  • Distinguere chiaramente tra informazione e propaganda.
  • Segnalare in modo evidente gli spazi a pagamento.
  • Offrire, se concedono spazi pubblicitari politici, condizioni uguali a tutti i soggetti che ne facciano richiesta.

Non esiste un obbligo matematico di “pari centimetri” tra il Sì e il No, come avviene per la televisione, ma l’informazione deve rispettare pluralismo e completezza.

Attenzione alla propaganda a pagamento

  • Gli spazi pubblicitari politici devono essere:
  • Chiaramente riconoscibili come tali.
  • Offerti a condizioni economiche identiche a tutti i comitati.
  • Pubblicati entro i limiti temporali stabiliti dalla normativa.
  • Le regole diventano più stringenti negli ultimi giorni prima del voto, quando scattano divieti specifici sulla diffusione di sondaggi.

Il ruolo dei direttori responsabili

Per un giornale locale la responsabilità ricade in primis sul direttore responsabile, che deve vigilare affinché non si trasformi l’informazione in propaganda occulta. L’orientamento editoriale è legittimo, ma non può degenerare in un uso discriminatorio degli spazi informativi.

La par condicio nei referendum non impone ai giornali locali una neutralità assoluta, ma richiede trasparenza, correttezza e rispetto del pluralismo. La differenza tra informazione e propaganda deve essere sempre chiara agli occhi dei lettori.


Gli spazi destinati alla Propaganda elettorale sul network 7giorni e i costi

In vista del referendum del 22 e 23 marzo 2026, 7giorni mette a disposizione spazi dedicati alla propaganda elettorale sia sull’edizione cartacea sia sulle piattaforme digitali del network, che comprendono il sito 7giorni.info e Radio Free Music Web. Gli inserzionisti possono scegliere tra diverse soluzioni: pagina interna intera, manchette, finestra, doppia finestra e formule redazionali con apertura o spalla. Ogni formato prevede misure precise e un posizionamento definito, con la possibilità di affiancare contenuti testuali e fotografici per rafforzare il messaggio politico e raggiungere un pubblico radicato nel Sud Est Milano. Le uscite cartacee disponibili consentono una pianificazione mirata nelle settimane precedenti al voto.

Accanto alla carta, il giornale offre anche visibilità online attraverso banner display su desktop e mobile, oltre a spot audio da 30 o 45 secondi diffusi su Radio Free Music Web. È inoltre prevista la possibilità di realizzare pubbliredazionali online, chiaramente identificati come tali, per approfondire programmi, posizioni e iniziative dei comitati. Tutti gli spazi sono regolati dalla normativa vigente in materia di propaganda elettorale, con condizioni trasparenti e uguali per tutti i soggetti richiedenti, nel rispetto delle disposizioni previste per il periodo referendario.
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Referendum 2026

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