Lombardia aggiorna le regole per i data center: attenzione su acqua, energia e territorio
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- 24 ottobre 2026
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La Regione interviene ancora sulle norme per i nuovi data center. Arrivano maggiori tutele su consumo d’acqua ed energia rinnovabile, nuove regole per i Comuni e attenzione all’impatto ambientale.
La Regione Lombardia ha rivisto la legge che regola i data center: la giunta regionale, pochi mesi dopo la precedente approvazione, introduce nuove misure per limitare gli sprechi d’acqua, promuovere l’energia pulita e coinvolgere i Comuni nelle scelte sul territorio. Le novità si applicheranno alle domande presentate dopo l’entrata in vigore della norma aggiornata; le pratiche già avviate continueranno invece con le vecchie regole.
Più vincoli su acqua ed energia
I nuovi data center - e gli ampliamenti di quelli già in funzione - dovranno ora dotarsi di sistemi di raffreddamento che limitino molto il consumo di acqua. Inoltre, la legge impone di coprire il fabbisogno energetico acquistando energia solo da fonti rinnovabili se non è sufficiente quella prodotta in proprio, attraverso accordi specifici. Questi obblighi puntano a ridurre l’impatto ambientale dei grandi centri dati, evitando sprechi in risorse fondamentali.
Attenzione all’impatto locale
Le modifiche identificano un ruolo chiave per i Comuni, soprattutto se un data center occupa suolo agricolo. Chi presenta un progetto non conforme al Piano di governo del territorio (Pgt) dovrà avviare una variante urbanistica. Se il Pgt già prevede la possibilità di costruzione, sarà comunque necessario un piano attuativo da sottoporre a Valutazione ambientale strategica, per verificare gli effetti sugli equilibri locali. La priorità resta riutilizzare aree già destinate all’industria o abbandonate.
Collegamenti elettrici sotto controllo
I data center dovranno inoltre ottenere una certificazione di fattibilità da Terna o dal distributore locale prima di allacciarsi alla rete elettrica. Serve a evitare richieste "di massa" che non corrispondono a veri progetti, rischiando di complicare le attività di pianificazione e i rapporti con i cittadini. La giunta sottolinea proprio questo: le richieste prive di progetti solidi spesso alimentano timori per impianti che potrebbero non vedere mai la luce.
Regione e investimenti digitali
Secondo Massimo Sertori, assessore regionale alle risorse energetiche, l’adeguamento delle norme nasce dall’aumento di nuovi investimenti digitali: "La Lombardia sta registrando un interesse crescente da parte degli operatori del settore digitale, favorito dalla forza del suo sistema produttivo e dalla qualità delle sue infrastrutture. Con queste modifiche vogliamo adeguare la normativa a un fenomeno in rapida evoluzione, per essere in grado non soltanto di accogliere nuovi investimenti, ma soprattutto di governarli in modo efficace e coerente con le esigenze del territorio".
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Redazione