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- 13 marzo 2026
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Audizione in Commissione Attività produttive sul piano di riorganizzazione della società attiva nel settore della distribuzione automatica di bevande e snack. Sindacati e istituzioni chiedono più tutele per i lavoratori
Preoccupazione e tensione per il futuro occupazionale della sede Selecta Italia S.p.A. di San Donato Milanese, dove fino a quaranta lavoratori potrebbero essere coinvolti nella riorganizzazione avviata dal gruppo europeo della distribuzione automatica di snack e bevande.
La vicenda è approdata nei giorni scorsi alla Commissione Attività produttive di Regione Lombardia, dove si è svolta un’audizione con rappresentanti aziendali, organizzazioni sindacali e istituzioni locali. Il piano di ristrutturazione dell’azienda prevede 58 esuberi a livello nazionale, con il principale impatto proprio sul sito sandonatese di via Buozzi.
Secondo quanto emerso nel confronto istituzionale, la crisi che interessa il settore sarebbe legata ai cambiamenti nei consumi e alla diffusione dello smart working, che negli ultimi anni ha ridotto la presenza nei luoghi di lavoro e quindi anche l’utilizzo dei distributori automatici.
Nel corso dell’audizione il consigliere regionale Simone Negri (Pd) ha parlato apertamente di una situazione critica: «Siamo davanti a una possibile emergenza occupazionale e i contorni della vicenda restano ancora poco chiari».
Sulla stessa linea anche Paola Pizzighini (M5S), che ha sottolineato come le misure proposte finora non garantiscano piena tutela ai dipendenti: «La responsabilità sociale d’impresa non può essere uno slogan. I contratti di solidarietà annunciati coprono solo una parte dei lavoratori e molte famiglie restano nell’incertezza».
L’azienda, dal canto suo, ha illustrato un piano che prevede l’utilizzo dei contratti di solidarietà per 27 dipendenti, mentre per gli altri lavoratori sarebbe prevista la possibilità di accedere a uscite incentivate legate all’anzianità di servizio. Una ricostruzione contestata dalle organizzazioni sindacali, che chiedono invece strumenti di tutela estesi a tutti gli addetti coinvolti.
Preoccupazione è stata espressa anche da Onorio Rosati (AVS), secondo cui la trattativa «si sarebbe sviluppata in modo frammentato tra livello nazionale e locale, con il rischio di escludere proprio chi rappresenta direttamente i lavoratori».
Dalla Regione è arrivata comunque una prima disponibilità ad aprire un tavolo di confronto con le parti sociali e con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, valutando anche strumenti di sostegno all’innovazione per il sito lombardo.
L’attenzione resta ora concentrata sui prossimi incontri tra azienda e sindacati, da cui dipenderà l’evoluzione di una vertenza che riguarda decine di lavoratori del territorio.
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Redazione