Spino d’Adda, poste chiuse da circa due mesi: il sindaco chiede una riapertura urgente
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- 06 novembre 2026
Galbiati scrive alla direzione di Cremona per ottenere tempi certi e, nel mentre, soluzioni temporanee. La sospensione segue il furto del 14 settembre, che ha reso necessari interventi di ripristino e la sostituzione del Postamat
Un calendario certo per riaprire l’ufficio postale e, nell’attesa, servizi temporanei per ridurre i disagi. Sono le richieste che il sindaco di Spino d’Adda, Enzo Galbiati, ha rivolto a Poste Italiane con una lettera inviata venerdì 6 novembre alla direzione della filiale di Cremona.
Il primo cittadino si fa portavoce del malcontento dei residenti per un servizio sospeso ormai da circa due mesi. «Tale interruzione del servizio, protrattasi ben oltre i tempi di un’emergenza temporanea, sta cagionando enormi e insostenibili disagi alla popolazione residente», scrive Galbiati.
Il furto di settembre e gli interventi di ripristino
La chiusura segue il furto del 14 settembre nell’ufficio di via della Vittoria, quando alcuni malviventi sono entrati dal retro e hanno sottratto diverse migliaia di euro, scassinando il Postamat. I danni hanno reso necessari interventi di ripristino e messa in sicurezza.
Già l’8 ottobre il Comune aveva comunicato che la sede sarebbe rimasta chiusa almeno fino alla fine del mese, indicando come principale necessità la completa sostituzione dello sportello automatico.
Anziani e pensionati tra i più penalizzati
La preoccupazione del sindaco riguarda soprattutto anziani, pensionati e persone vulnerabili, che possono trovarsi senza mezzi propri per raggiungere altri uffici o senza le competenze necessarie a utilizzare i servizi online.
«Per accedere al primo ufficio postale limitrofo utile, i cittadini sono costretti a spostarsi di diversi chilometri, affrontando costi di trasporto e rischi legati alla mobilità, con conseguente sovraffollamento delle succursali dei comuni vicini», sottolinea Galbiati.
La possibilità di riscuotere la pensione o pagare le utenze nel proprio paese diventa così il punto centrale di una richiesta che richiama il valore del servizio postale come presidio di prossimità.
Tempi certi e soluzioni nell’attesa
«Nonostante le rassicurazioni verbali, a oggi non si riscontrano segnali di un’imminente ripresa delle attività», osserva il sindaco.
Alla direzione di Poste chiede quindi di «definire e comunicare a questo Ente un cronoprogramma certo e immediato per il ripristino del servizio». Nel frattempo, sollecita la valutazione di soluzioni temporanee, comprese aperture parziali a giorni alterni, per alleviare le difficoltà dei residenti.
L’amministrazione attende ora una risposta sulle tempistiche della riapertura e sulle misure che potranno essere adottate per restituire il servizio alla comunità.
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Redazione