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Data center di San Bovio: scontro a distanza tra Peschiera Riparte e Forza Italia. Premonitore l’avvertimento di Bruschi del giugno 2026

La lista che sostiene il sindaco Coden respinge le accuse del centrodestra e rivendica la gestione di un procedimento già avviato. Durissima la replica degli azzurri: «Una pratica ereditata non è una decisione ereditata». Al centro della polemica l’adozione e l’approvazione del Piano Attuativo ex Postalmarket

PESCHIERA BORROMEO, 17 ottobre 2026 – Sul Data center di San Bovio si accende un nuovo e durissimo scontro politico. Questa volta il confronto a distanza vede protagonisti Peschiera Riparte, lista che sostiene l’Amministrazione del sindaco Andrea Coden, e Forza Italia Peschiera Borromeo. Tutto si è consumato nel giro di poche ore: questa mattina Peschiera Riparte ha diffuso sui social un comunicato per replicare alle accuse del centrodestra sulle responsabilità politiche legate al progetto. Poco dopo è arrivata la risposta degli azzurri, affidata a un documento dai toni particolarmente duri.

Peschiera Riparte: «Il Data center non nasce con l’Amministrazione Coden»

Peschiera Riparte contesta innanzitutto la ricostruzione proposta da Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega e Lista Scarpato Sindaco, secondo cui l’adozione e l’approvazione del Piano Attuativo rappresenterebbero una precisa scelta politica dell’attuale Amministrazione.

La lista ricorda che Microsoft acquistò l’area nel novembre 2021 e che il procedimento ambientale ministeriale era già stato avviato prima dell’insediamento di Coden, con la procedura conclusa nel marzo 2024 con l’esclusione dalla VIA, accompagnata da prescrizioni e raccomandazioni.

Peschiera Riparte riconosce tuttavia un passaggio fondamentale: «Il Piano attuativo è stato adottato dall’Amministrazione Coden il 9 ottobre 2024 e approvato il 31 gennaio 2025». Ma sostiene che considerare questi atti come prova della volontà politica di promuovere il Data center sarebbe «mistificatorio».  

La lista rivendica comunque esplicitamente la propria posizione: «Come Peschiera Riparte, ci assumiamo la responsabilità politica del sostegno agli atti adottati dall’Amministrazione Coden». CS_PR_Data center San Bovio

Forza Italia replica: «Una pratica già avviata non equivale a una scelta politica»

La risposta di Forza Italia, firmata dalla segretaria cittadina Carla Bruschi e dal capogruppo Luigi Di Palma, arriva con un comunicato pubblicato sul sito di Forza Italia dal titolo volutamente provocatorio: «Peschiera Riparte e la “supercazzola” sul Data center di San Bovio. Quando la politica sfugge alle proprie responsabilità, la pezza è peggio del buco».

Il punto centrale della replica è la distinzione tra l’esistenza di una pratica amministrativa e una decisione politica della Giunta. Secondo Forza Italia, durante la precedente Amministrazione il privato presentò la proposta di Piano Attuativo e gli uffici avviarono l’istruttoria, ma nella documentazione esaminata dagli azzurri non risulterebbe alcuna deliberazione della precedente Giunta che abbia adottato o approvato il Piano.

Il nodo delle delibere della Giunta Coden

È qui che lo scontro diventa soprattutto politico. Forza Italia richiama la Deliberazione di Giunta n. 186 del 9 ottobre 2024, con la quale la Giunta Coden adottò il Piano Attuativo ex Postalmarket. Nel comunicato gli azzurri sottolineano che la deliberazione definisce la proposta «meritevole di approvazione» e stabilisce che venga «approvata integralmente e fatta propria». Il successivo passaggio indicato è la Deliberazione n. 29 del 31 gennaio 2025, con cui la stessa Giunta approvò definitivamente il Piano.

Da qui l’affondo: «Il progetto precede Coden. La pratica precede Coden. Il procedimento ambientale precede Coden. L’adozione e l’approvazione definitiva del Piano Attuativo no».

Botta e risposta anche sul rischio di risarcimenti

Peschiera Riparte sostiene inoltre che, trattandosi di un’area privata con destinazione conforme al PGT, un eventuale diniego privo di adeguati presupposti giuridici avrebbe potuto essere impugnato ed esporre il Comune a contenziosi e richieste risarcitorie.  

Forza Italia ribatte chiedendo di rendere pubblici gli eventuali documenti a sostegno di questa affermazione. Gli azzurri sostengono infatti di non avere individuato, nella documentazione esaminata, un atto che quantifichi o stabilisca come conseguenza certa una rilevante esposizione risarcitoria in caso di mancata adozione del Piano nell’ottobre 2024.

La contrapposizione, dunque, non riguarda più soltanto il Data center e le preoccupazioni espresse dai residenti di San Bovio, ma investe direttamente la ricostruzione delle responsabilità politiche. Peschiera Riparte rivendica di aver sostenuto gli atti dell’Amministrazione Coden, ma respinge l’attribuzione della paternità di un progetto nato in precedenza. Forza Italia, invece, insiste sulla distinzione tra l’aver ricevuto e istruito una proposta privata e l’aver successivamente deciso di adottarla e approvarla.

L’avvertimento di Carla Bruschi del 24 giugno

Nella ricostruzione dello scontro c’è anche un precedente che oggi assume un significato particolare. Il 24 giugno 2026, diversi mesi prima dell’attuale protesta sul progetto di San Bovio, Carla Bruschi (F.I.) era intervenuta pubblicamente sul tema dei Data center con un comunicato di Forza Italia dal titolo «Basta ipocrisie, la sinistra cambia posizione a seconda di chi governa».

In quell’occasione Bruschi aveva messo in guardia proprio dal rischio di affrontare infrastrutture di questa portata sulla base di contrapposizioni ideologiche anziché entrando nel merito dei progetti. La posizione espressa da Forza Italia era quella di valutare ogni intervento sulla base dei dati, delle compensazioni, delle ricadute economiche, occupazionali e ambientali e delle garanzie per il territorio. «Occorre invece governarlo al meglio, pretendendo tutte le garanzie necessarie per il territorio, per l’ambiente e per i cittadini, indipendentemente da chi amministra», dichiarava Bruschi.

In sostanza, già allora Forza Italia evidenziava il rischio di arrivare al paradosso di avere strutture portate avanti e approvate dalle amministrazioni per poi vederle contestate sulla base di posizioni politiche o ideologiche. Un richiamo che oggi gli azzurri possono mettere in relazione con quanto sta accadendo a San Bovio, dove il Piano Attuativo è stato adottato e successivamente approvato dalla Giunta Coden e dove, a distanza di mesi, il progetto è diventato terreno di un durissimo confronto politico.

Il comunicato del 24 giugno può essere letto integralmente sul sito di Forza Italia Peschiera Borromeo.

La posizione ripresa anche nel podcast

Lo stesso tema era stato rilanciato, sempre il 24 giugno, anche attraverso lo Speedy PolCast di Forza Italia Peschiera Borromeo. Nel podcast il ragionamento veniva sintetizzato nel rischio che le decisioni sulle infrastrutture strategiche potessero essere condizionate non dai dati e dalle compensazioni ambientali, ma dalle convenienze politiche. La puntata riprendeva quindi il principio sostenuto da Bruschi: giudicare i Data center nel merito e non in base al colore politico dell’Amministrazione coinvolta.

La puntata e il testo che la accompagna sono disponibili nella pagina Speedy PolCast: «Data center, Bruschi (Forza Italia): Basta ipocrisie».

Il precedente di giugno aggiunge così un ulteriore elemento alla polemica di queste ore: Forza Italia rivendica una posizione espressa quando lo scontro di oggi non era ancora esploso, mentre Peschiera Riparte sostiene che l’attuale Amministrazione abbia dovuto gestire un procedimento già avviato. Due letture profondamente diverse che ora si confrontano direttamente sulle responsabilità politiche dell’adozione e dell’approvazione del Piano Attuativo ex Postalmarket.


Il comunicato integrale di Peschiera Riparte

17 ottobre 2026, Peschiera Borromeo - Data center di San Bovio, Peschiera Riparte: tutelare i residenti, l’ambiente e il Comune.

Il comunicato diffuso da Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega e Lista Scarpato Sindaco, nel quale l’approvazione del Piano attuativo del data center viene indicata come una scelta politica dell’Amministrazione Coden, è profondamente scorretto perché presenta una ricostruzione dei fatti che sovrappone, per ovvie ragioni di sterile propaganda, questioni diverse: l’origine dell’intervento, la gestione del procedimento e le responsabilità delle decisioni assunte.

Per rispetto dei cittadini, questi aspetti devono essere distinti e ricondotti alla loro cronologia.

Il data center non nasce con l’Amministrazione Coden.

La storia dell’area e del progetto precede ampiamente il nostro mandato. Nel novembre 2021 Microsoft ha acquistato l’area; il 5 giugno 2023 è stata presentata al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica la documentazione per la verifica di assoggettabilità a Valutazione di Impatto Ambientale. La procedura ministeriale si è conclusa nel marzo 2024 con esclusione dalla valutazione di impatto ambientale VIA, accompagnato da 10 prescrizioni e raccomandazioni. L’Amministrazione Coden, insediatasi solo alcuni mesi più tardi, si è quindi trovata a gestire un procedimento già avviato, relativo a un progetto di iniziativa privata già sottoposto a una procedura ambientale di competenza ministeriale.

Sono date e atti pubblici, consultabili nella documentazione ufficiale del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Non opinioni, non interpretazioni di parte.

Il Piano attuativo è stato adottato dall’Amministrazione Coden il 9 ottobre 2024 e approvato il 31 gennaio 2025, dopo i passaggi di pubblicazione e deposito previsti per consentire la presentazione delle osservazioni. Questi passaggi vanno valutati per quello che sono: atti di un procedimento urbanistico, con le relative responsabilità e valutazioni. Spacciarli per la prova che l’amministrazione abbia promosso politicamente il progetto è mistificatorio: il Sindaco Coden, di concerto con la Giunta, si è assunto la responsabilità amministrativa del procedimento in essere, esaminando gli atti e assumendo le decisioni di competenza dell’ente.

Non accettiamo una ricostruzione che confonde la gestione amministrativa di un procedimento con la scelta politica originaria di promuovere un’opera e che, allo stesso tempo, omette di richiamare le dichiarazioni pro-datacenter rese in Consiglio Comunale da esponenti delle forze che oggi sottoscrivono il comunicato.

Sostenere che l’amministrazione Coden, insediatasi a giugno 2024, potesse bloccare il rilascio del permesso di costruire sulla sola base della contrarietà politica all’intervento, senza specifici e fondati presupposti giuridici, significa speculare sulle legittime paure dei nostri concittadini.

L’area è privata, la destinazione conforme al PGT, per cui un diniego illegittimo, oltre a poter essere impugnato, avrebbe potuto esporre l’Ente a contenziosi e a rilevanti richieste risarcitorie: evitare questo rischio significa tutelare il Comune e le risorse dell’intera collettività.

Come Peschiera Riparte sosteniamo il percorso di ascolto dei residenti e dei comitati e il lavoro annunciato per formalizzare un tavolo istituzionale, valorizzando il contributo dei cittadini, degli enti competenti, dell’operatore e delle risorse tecniche e scientifiche.

Il nostro impegno è fare in modo che le preoccupazioni trovino ascolto e risposte, senza promettere soluzioni che il Comune non potrebbe legittimamente attuare.

Come Peschiera Riparte, ci assumiamo la responsabilità politica del sostegno agli atti adottati dall’Amministrazione Coden.

Non ci nascondiamo dietro una distinzione formale tra politica e amministrazione: siamo disponibili a spiegare le decisioni, a discutere il percorso seguito e a rispondere alle domande della cittadinanza. Una cosa è assumersi la responsabilità di come è stato gestito un procedimento; un’altra è vedersi attribuita la paternità di un progetto nato prima dell’insediamento dell’attuale amministrazione.

La politica richiede coraggio e coerenza, soprattutto quando le scelte diventano scomode. Non si può sostenere un intervento quando se ne discutono i benefici e presentarsi come completamente estranei quando emergono contestazioni. Le responsabilità non si cancellano con un comunicato stampa e la cronologia non può essere adattata alle convenienze del momento.

Essere al fianco del sindaco Coden significa, per Peschiera Riparte, assumersi questa responsabilità: riconoscere le criticità, difendere la qualità della vita, pretendere il rispetto degli impegni e proteggere l’interesse pubblico.

Peschiera Riparte


Il comunicato integrale di Forza Italia

Peschiera Riparte e la “supercazzola” sul Data center di San Bovio. Quando la politica sfugge alle proprie responsabilità, la pezza è peggio del buco.

Peschiera Riparte difende l’amministrazione Coden dalle critiche dei residenti, affermando che il progetto era già partito sotto la precedente amministrazione. Ma una pratica già avviata non equivale a una scelta politica già assunta: nella documentazione esaminata non risulta alcuna deliberazione della precedente Giunta di adozione o approvazione del Piano Attuativo. Quelle decisioni arrivarono dopo, con la Giunta Coden.

PESCHIERA BORROMEO, 17 ottobre 2026. — Troviamo di cattivo gusto e assolutamente fuori luogo le affermazioni contenute nel comunicato con cui Peschiera Riparte tenta di riscrivere la storia amministrativa del data center di San Bovio per sottrarsi alle responsabilità politiche delle decisioni assunte e sostenute durante l’amministrazione Coden.

Mettiamo subito in chiaro un punto fondamentale: durante la precedente amministrazione il privato presentò al Comune una proposta di Piano Attuativo e quella richiesta seguì il proprio iter amministrativo e istruttorio. Questo non significa che la precedente amministrazione avesse politicamente deciso di promuovere, adottare o approvare il data center.

Una pubblica amministrazione, quando riceve un’istanza, è chiamata a prenderla in carico, istruirla e valutarla secondo le procedure previste. L’esistenza della pratica e lo svolgimento dell’istruttoria non possono essere trasformati, da soli, nella prova di una scelta politica favorevole all’opera.

Nella documentazione ufficiale esaminata, infatti, non risulta alcuna deliberazione della precedente Giunta di adozione o approvazione del Piano Attuativo ex Postalmarket. La proposta viene presentata dal privato il 16 agosto 2023 e viene istruita. Sarà invece la Giunta Coden, dopo le elezioni, ad adottare il Piano il 9 ottobre 2024 e ad approvarlo definitivamente il 31 gennaio 2025.

Eppure Peschiera Riparte parla di una:

«scelta politica originaria di promuovere un’opera».

Quale scelta politica? Assunta da chi? Con quale atto? In quale data?

Se Peschiera Riparte intende attribuirla alla precedente amministrazione, indichi l’atto che la dimostrerebbe. Perché una richiesta presentata da un privato e sottoposta all’iter amministrativo previsto non è, di per sé, una decisione politica della Giunta.

La proposta arriva dopo la scomparsa di Augusto Moretti

Anche la cronologia aiuta a fare chiarezza.

Augusto Moretti morì nel maggio 2023. La proposta formale di Piano Attuativo ex Postalmarket viene presentata successivamente da Microsoft 4825 Italy S.r.l., il 16 agosto 2023, protocollo n. 29391, dando origine alla pratica urbanistica URB_002/2023.

La linea politica portata avanti da Augusto Moretti era quella di procedere prima con la redazione del nuovo PGT, per affrontare le scelte sul futuro urbanistico di Peschiera Borromeo all’interno di una pianificazione complessiva della città.

Il percorso del nuovo PGT trova riscontro anche negli atti comunali: la documentazione relativa al Piano ex Postalmarket richiama la DGC n. 118 del 30 maggio 2018, con la quale era stato avviato il procedimento relativo al nuovo PGT e alle connesse procedure, e la DGC n. 67 del 25 marzo 2022, con cui erano stati riaperti i termini per la presentazione di proposte nell’ambito della variante al PGT.

Dopo la scomparsa di Moretti, l’amministrazione comunale prosegue e nell’agosto 2023 arriva la proposta del privato. La pratica viene istruita, ma nella documentazione esaminata non risulta che la precedente Giunta abbia adottato o approvato il Piano Attuativo.

È questo il dato che conta. Una pratica in corso non può essere trasformata retroattivamente nella prova di una decisione politica già assunta.

Il procedimento ambientale era precedente, ma è un’altra cosa

Peschiera Riparte ricorda che anche il procedimento ambientale ministeriale era precedente all’insediamento di Coden.

È vero.

Il procedimento relativo al progetto MIL04 arriva al Decreto direttoriale MASE n. 86 del 20 marzo 2024, quindi prima dell’insediamento dell’attuale amministrazione.

Quando Coden entra in carica esistono dunque già il progetto privato, la pratica urbanistica comunale e il procedimento ambientale statale.

Ma una procedura ambientale di competenza ministeriale non equivale all’adozione comunale del Piano Attuativo. Sono procedimenti diversi, con finalità e competenze diverse.

Utilizzare anche questo passaggio per sostenere l’esistenza di una precedente scelta politica comunale significa ancora una volta sovrapporre piani differenti.

Adozione e approvazione: gli atti della Giunta Coden

Il passaggio politico e amministrativo decisivo arriva dopo le elezioni.

Il 9 ottobre 2024, con la Deliberazione di Giunta n. 186, la Giunta Coden adotta il Piano Attuativo ex Postalmarket. E non si limita a prenderne atto: nella deliberazione definisce la proposta «meritevole di approvazione» e, con voto unanime, stabilisce che sia «approvata integralmente e fatta propria».

Pochi mesi dopo, il 31 gennaio 2025, con la Deliberazione di Giunta n. 29, la stessa amministrazione procede all’approvazione definitiva del Piano Attuativo.

È la stessa Peschiera Riparte a riconoscerlo nel proprio comunicato:

«Il Piano attuativo è stato adottato dall’Amministrazione Coden il 9 ottobre 2024 e approvato il 31 gennaio 2025».

Salvo poi aggiungere che:

«Spacciarli per la prova che l’amministrazione abbia promosso politicamente il progetto è mistificatorio».

È proprio questa ricostruzione che contestiamo. Nessuno sostiene che il progetto sia nato con Coden: sosteniamo che una cosa è ereditare una pratica già in corso, altra cosa è decidere di adottarne il Piano, dichiarare la proposta “meritevole di approvazione”, farla propria e successivamente approvarla in via definitiva.

Il progetto precede Coden. La pratica precede Coden. Il procedimento ambientale precede Coden. L’adozione e l’approvazione definitiva del Piano Attuativo no.

Peschiera Riparte si assuma le proprie responsabilità

Peschiera Riparte scrive:

«Come Peschiera Riparte, ci assumiamo la responsabilità politica del sostegno agli atti adottati dall’Amministrazione Coden».

Bene. Allora se ne assuma fino in fondo la responsabilità, senza cercare nella precedente amministrazione una «scelta politica originaria» che non viene accompagnata dall’indicazione dell’atto attraverso il quale sarebbe stata concretamente assunta. «Ritenuto che la suddetta proposta è meritevole di approvazione» scrivono nell’approvazione, poi sotto le critiche tentano di scaricare goffamente le loro responsabilità. Ma noi non glielo permetteremo.

Le nostre critiche a Peschiera Riparte non nascono oggi.

Abbiamo duramente contestato l’amministrazione Molinari, sostenuta da Peschiera Riparte tra il 2016 e il 2021, che consideriamo la peggiore amministrazione che Peschiera Borromeo abbia avuto dal dopoguerra al 2021.

E non abbiamo alcuna remora a utilizzare una parola precisa: inadeguatezza.

Quell’inadeguatezza politica oggi si ripropone nel sostegno alla Giunta Coden e nel modo con cui si tenta di giustificare le decisioni assunte.

Troviamo inaccettabile un modo di comunicare che finisce per manipolare la realtà politica dei fatti, trasformando una pratica già avviata nella prova di una precedente scelta politica favorevole all’opera.

Non basta dire che il progetto esisteva già, che il procedimento ambientale era iniziato o che la pratica era all’esame del Comune. Se si parla di una «scelta politica originaria di promuovere un’opera», bisogna indicare chi l’avrebbe compiuta e attraverso quale atto.

Se quell’atto esiste, Peschiera Riparte lo renda pubblico.

Altrimenti smetta di diffondere ricostruzioni non verificate e prive di fondamento documentale quando vengono utilizzate per attribuire alla precedente amministrazione responsabilità politiche che gli atti esaminati non dimostrano.

Non si riscrive la storia amministrativa per giustificare le proprie azioni.

Il Permesso di Costruire viene dopo

Peschiera Riparte introduce poi il tema del Permesso di Costruire, sostenendo che l’amministrazione Coden non avrebbe potuto bloccarne il rilascio sulla sola base della contrarietà politica all’intervento.

Ma il Permesso di Costruire appartiene a una fase successiva.

Arriva nel 2026, quando il Piano Attuativo era già stato definitivamente approvato. Nel frattempo, il 20 ottobre 2025, era stata stipulata anche la convenzione urbanistica tra il Comune e Microsoft 4825 Italy S.r.l. relativa alla realizzazione del data center e delle opere connesse.

Richiamare il Permesso di Costruire non risponde quindi alla domanda che stiamo ponendo: chi ha deciso di adottare il Piano Attuativo e chi lo ha definitivamente approvato?

Gli atti danno entrambe le risposte.

E le «rilevanti richieste risarcitorie»?

Peschiera Riparte sostiene inoltre che un eventuale diniego illegittimo avrebbe potuto esporre il Comune a contenziosi e a «rilevanti richieste risarcitorie».

Anche su questo chiediamo chiarezza e documenti.

Una cosa è affermare che un provvedimento amministrativo illegittimo possa essere impugnato. Un’altra è utilizzare il richiamo a «rilevanti richieste risarcitorie» per lasciare intendere che l’amministrazione non avesse concretamente alternative rispetto alle decisioni assunte.

Nella documentazione ufficiale sul progetto che abbiamo esaminato non abbiamo individuato un atto che quantifichi o stabilisca come conseguenza certa una rilevante esposizione risarcitoria del Comune in caso di mancata adozione del Piano nell’ottobre 2024.

Se Peschiera Riparte dispone di documentazione che dimostri diversamente, la renda pubblica.

La pezza è peggio del buco

Alla fine la questione è semplice.

Durante la precedente amministrazione un privato presenta una proposta e questa viene sottoposta al relativo iter amministrativo. Nella documentazione esaminata non risulta invece una deliberazione della precedente Giunta che adotti o approvi quel Piano.

Gli atti successivi sono chiari: il 9 ottobre 2024 la Giunta Coden ritiene la proposta “meritevole di approvazione”, la fa propria e adotta il Piano; il 31 gennaio 2025 l’amministrazione Coden lo approva definitivamente.

Peschiera Riparte dichiara di avere sostenuto politicamente quegli atti. Se ne assuma quindi fino in fondo la responsabilità.

Una richiesta presentata da un privato non è una decisione politica della Giunta. Una pratica ereditata non è una decisione ereditata.

Non si può trasformare retroattivamente l’avvio di un procedimento nella prova di una scelta politica già compiuta per giustificare oggi le decisioni assunte successivamente.

Nel tentativo di mettere una pezza alla polemica sul data center di San Bovio, Peschiera Riparte ha finito per fare una pezza peggiore del buco.

Forza Italia – Peschiera Borromeo

Carla Bruschi
Segretaria cittadina

Luigi Di Palma
Capogruppo in Consiglio comunale