Peschiera Borromeo, Data center di San Bovio: Coden e Mazzola ricostruiscono l’iter e rilanciano il confronto con Microsoft
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- 17 ottobre 2026
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Il sindaco e il presidente del Consiglio comunale intervengono sulla vicenda dell’ex Postalmarket: «Il nostro impegno per San Bovio continua». Al centro il coinvolgimento dei cittadini e la ricerca di ulteriori miglioramenti. Mazzola era già intervenuto il 9 luglio sui limiti imposti dalla normativa all’azione del Comune
Coden e Mazzola intervengono sul Data center di San Bovio
PESCHIERA BORROMEO, 17 ottobre 2026 – Dopo giorni di confronto politico, assemblee pubbliche e prese di posizione sul Data center di San Bovio, intervengono il sindaco Andrea Coden e il presidente del Consiglio comunale Moreno Mazzola. In un comunicato congiunto ricostruiscono le principali tappe del progetto previsto nell’area ex Postalmarket e spiegano che, nonostante il rilascio del permesso di costruire, il confronto con la proprietà prosegue con l’obiettivo di ottenere ulteriori miglioramenti e rispondere alle preoccupazioni dei residenti.
Il punto di partenza indicato dai due amministratori è la cronologia. Il percorso progettuale e autorizzativo, sottolineano, è iniziato prima dell’insediamento della Giunta Coden, avvenuto nel giugno 2024, coinvolgendo nel tempo diverse amministrazioni ed enti sovracomunali. Microsoft Italia acquistò l’area il 3 novembre 2021; il 5 giugno 2023 fu trasmessa al Ministero dell’Ambiente la documentazione relativa alla procedura ambientale e nell’agosto dello stesso anno venne presentata la prima proposta di Piano Attuativo. Il procedimento ministeriale si concluse il 20 marzo 2024 con prescrizioni e raccomandazioni.
L’adozione e l’approvazione del Piano Attuativo
Il comunicato non evita il passaggio oggi maggiormente al centro dello scontro politico. Il 9 ottobre 2024 la Giunta comunale ha adottato il Piano Attuativo, introducendo nella convenzione richieste di miglioramento, tra cui maggiori piantumazioni. Dopo la pubblicazione e il periodo destinato alle osservazioni, il Piano è stato approvato il 31 gennaio 2025. La domanda di permesso di costruire è stata quindi presentata il 19 dicembre dello stesso anno.
Nel 2026 l’iter è proseguito attraverso la Conferenza dei servizi. Il 25 maggio si è svolta una seduta della Conferenza e, nella stessa giornata, un incontro pubblico con i cittadini. Il permesso di costruire è stato rilasciato il 10 agosto 2026.
Coden e Mazzola: il confronto con Microsoft non è concluso
Sindaco e presidente del Consiglio sottolineano però che il rilascio del titolo edilizio non avrebbe chiuso il confronto con la proprietà.
«Il lavoro con la proprietà non si è mai interrotto. Questa Amministrazione ha scelto di proseguire il dialogo anche dopo i passaggi autorizzativi, con l’obiettivo di verificare ogni possibile margine di miglioramento e individuare misure concrete per rispondere alle esigenze del territorio».
Nel confronto dovrebbero essere coinvolti anche cittadini, associazioni e persone dotate di competenze specifiche. Tra i temi indicati figurano gli aspetti ambientali, l’utilizzo della risorsa idrica, l’impatto acustico e, più in generale, la qualità della vita a San Bovio. L’obiettivo dichiarato è trasformare le osservazioni dei residenti in richieste precise da sottoporre alla proprietà, verificando quali ulteriori impegni migliorativi siano concretamente perseguibili.
«Il nostro impegno per San Bovio continua. Con il confronto, con il contributo dei cittadini e con la volontà di ottenere risultati concreti per il territorio e per la qualità della vita di chi lo abita», conclude il documento.
Mazzola era già intervenuto il 9 luglio: «Il Comune era tenuto a rispettare la legge»
Per Moreno Mazzola, presidente del Consiglio comunale e segretario del Partito Democratico – Circolo Moro Berlinguer, non si tratta della prima presa di posizione pubblica sul Data center. Già il 9 luglio 2026, in un intervento pubblicato da 7giorni, aveva sostenuto che il confronto dovesse partire dai limiti posti dalla normativa all’azione dell’Amministrazione comunale.
In quell’occasione Mazzola aveva ricordato che si trattava di un insediamento proposto da un privato su un’area privata e aveva sottolineato che un’Amministrazione pubblica è tenuta a verificare la corretta applicazione della legislazione vigente. Aveva inoltre affermato che, una volta conclusa favorevolmente la Conferenza dei servizi, il Comune non avrebbe potuto introdurre successivamente nuove motivazioni estranee alle competenze esercitate durante il procedimento per impedire la realizzazione dell’opera.
Mazzola aveva affrontato anche il tema delle possibili conseguenze di una decisione diversa: «Questi sono i margini di intervento previsti dalla legislazione italiana in merito, operare diversamente avrebbe esposto il Comune a una causa da parte dell’operatore e a una richiesta risarcitoria».
Le dichiarazioni di oggi si inseriscono dunque in una posizione già espressa pubblicamente nei mesi scorsi: da una parte la ricostruzione di un procedimento iniziato prima dell’attuale Amministrazione, dall’altra la rivendicazione del lavoro svolto dalla Giunta Coden durante le fasi di adozione e approvazione del Piano e, ora, la volontà dichiarata di utilizzare il confronto con Microsoft per individuare ulteriori margini di miglioramento a tutela dei residenti di San Bovio.
Il Comunicato integrale
Data center di San Bovio, il confronto con Microsoft prosegue: al centro le esigenze dei cittadini
La ricostruzione dell’iter amministrativo e il lavoro in corso per individuare ulteriori miglioramenti, con il contributo della comunità di San Bovio.
La vicenda del data center nell’area ex Postalmarket di San Bovio richiede trasparenza, responsabilità e una ricostruzione puntuale dei fatti. È importante ricostruire il percorso amministrativo, ma anche chiarire il lavoro che questa Amministrazione sta portando avanti per rispondere alle preoccupazioni e alle esigenze dei cittadini.
Il percorso progettuale e autorizzativo ha avuto inizio diversi anni prima dell’insediamento dell’Amministrazione Coden, avvenuto nel giugno 2024, e ha coinvolto nel tempo diverse amministrazioni ed enti sovracomunali.
La storia dell’area parte da lontano. Dopo due procedure di asta pubblica andate deserte, nel 2020 si sono susseguiti i passaggi di proprietà, fino all’acquisto da parte di Microsoft Italia, il 3 novembre 2021.
Il 5 giugno 2023 è stata trasmessa al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica la documentazione relativa alla procedura ambientale. Nell’agosto dello stesso anno era stata presentata la prima proposta di piano attuativo. Il 20 marzo 2024 il Ministero ha concluso la verifica di assoggettabilità a Valutazione di impatto ambientale, accompagnandola con prescrizioni e raccomandazioni.
Sul versante urbanistico, il 9 ottobre 2024 la Giunta comunale ha adottato il piano attuativo, introducendo nella convenzione richieste di miglioramento, tra cui maggiori piantumazioni. Il progetto è stato presentato alla cittadinanza durante un incontro pubblico il 26 ottobre. A seguito delle pubblicazioni previste dalla legge e del periodo dedicato alle osservazioni, il piano attuativo è stato approvato il 31 gennaio 2025. Il 19 dicembre dello stesso anno è stata presentata la domanda di permesso di costruire.
Nel 2026 sono proseguiti gli ulteriori passaggi nell’ambito della Conferenza dei servizi. Il 25 maggio si è tenuta una seduta della Conferenza e, nella stessa giornata, un incontro pubblico in biblioteca con i cittadini. Il permesso di costruire è stato rilasciato il 10 agosto 2026.
Queste tappe ricostruiscono un percorso sviluppatosi nell’arco di diversi anni, nel rispetto delle procedure e delle competenze previste dalla normativa.
Il rilascio del permesso di costruire, tuttavia, non ha segnato la fine del confronto con Microsoft.
Il lavoro con la proprietà non si è mai interrotto. Questa Amministrazione ha scelto di proseguire il dialogo anche dopo i passaggi autorizzativi, con l’obiettivo di verificare ogni possibile margine di miglioramento e individuare misure concrete per rispondere alle esigenze del territorio.
È un lavoro che vogliamo portare avanti coinvolgendo i cittadini, le persone che hanno competenze specifiche e le realtà associative di San Bovio. Le preoccupazioni della comunità, in particolare rispetto agli aspetti ambientali, alla risorsa idrica, all’impatto acustico e alla qualità della vita, devono trovare spazio in un confronto serio, trasparente e basato su elementi concreti.
Il contributo dei cittadini è fondamentale per individuare le criticità, approfondire gli aspetti tecnici e trasformare le osservazioni in richieste precise, valutando con la proprietà le soluzioni realisticamente perseguibili e gli eventuali impegni migliorativi, nel rispetto delle prescrizioni e delle autorizzazioni vigenti.
L’obiettivo non è alimentare contrapposizioni, né considerare concluso il lavoro perché si è arrivati a un passaggio amministrativo decisivo. Al contrario, è continuare a lavorare affinché le esigenze della comunità siano ascoltate e ogni possibilità concreta di miglioramento venga approfondita con serietà.
Il nostro impegno per San Bovio continua. Con il confronto, con il contributo dei cittadini e con la volontà di ottenere risultati concreti per il territorio e per la qualità della vita di chi lo abita.
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Redazione