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- 13 marzo 2026
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Il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia contesta la dichiarazione di pubblico interesse della Giunta nonostante le criticità evidenziate nella relazione tecnica-finanziaria
A San Donato Milanese si apre un nuovo fronte politico e amministrativo sul futuro del polo acquatico del Parco Mattei. Il gruppo consiliare Fratelli d’Italia, attraverso il capogruppo Guido Massera, ha inviato una comunicazione formale al Segretario generale del Comune e, per conoscenza, alla Procura regionale della Corte dei Conti per la Lombardia e all’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC). Il documento è firmato dai consiglieri comunali Stefania Bruschi, Matteo Fantinelli, Luca Massera e dallo stesso Guido Massera e riguarda la recente decisione della Giunta comunale di dichiarare il pubblico interesse sul progetto presentato dalla società Glaukos SSD per la riqualificazione del polo natatorio del Parco Mattei.
Il progetto di riqualificazione del polo acquatico
La vicenda nasce da un comunicato diffuso dall’Amministrazione comunale che annuncia la volontà di rilanciare lo storico impianto natatorio cittadino, chiuso da anni nella sua parte coperta. Nel documento si legge infatti: «Verso la rinascita del polo acquatico del Parco Mattei. Questa mattina, nel corso dell’ultima seduta, la Giunta ha dichiarato il Pubblico Interesse sullo studio di fattibilità tecnica ed economica presentato dalla società Glaukos SSD. Il progetto, presentato ai sensi dell’Art. 4 del D.Lgs. 38/2021, prevede un profondo intervento di ammodernamento ed efficientamento energetico della struttura natatoria».
L’investimento complessivo previsto sarebbe di circa 18,9 milioni di euro e includerebbe numerosi interventi strutturali. Secondo quanto illustrato nel comunicato dell’Amministrazione, «lo studio di fattibilità tecnica ed economica proponeva tre alternative progettuali, tra le quali l’Amministrazione ha scelto l’opzione giudicata più efficace in quanto in grado di garantire un rapporto ottimale tra l’offerta di attività sportive, la qualità dei servizi complementari, la sostenibilità energetica degli edifici e la capacità di generare proventi adeguati a sostenere l’equilibrio economico dell’investimento nel tempo».
Il progetto prevede la realizzazione di tre vasche coperte, tra cui una vasca principale di 34,50 per 20 metri dotata di ponte mobile, capace di configurarsi per competizioni da 25 metri, rendendola idonea sia al nuoto sia alla pallanuoto. A queste si aggiungerebbero due vasche minori dedicate ad attività come fitness acquatico, riabilitazione, corsi per bambini e avviamento al nuoto. L’intervento includerebbe inoltre sale fitness e pesi, la riqualificazione delle vasche esterne, nuovi spazi di accoglienza, un’area wellness e servizi di food and beverage.
Tra gli obiettivi dichiarati vi è anche l’efficientamento energetico della struttura. Nel comunicato si sottolinea infatti che «un pilastro fondamentale della proposta è l’efficientamento energetico volto a trasformare la struttura in un edificio a energia quasi zero (nZEB), garantendo la massima sostenibilità ambientale e la salvaguardia del patrimonio storico e paesaggistico del centro sportivo».
Le criticità evidenziate nella relazione tecnica
Nonostante la dichiarazione di pubblico interesse, la stessa documentazione amministrativa citata nell’esposto dei consiglieri evidenzierebbe alcune criticità. Nella relazione tecnico-finanziaria del dirigente responsabile degli Affari generali, Finanza e Tributi si legge infatti che «l’analisi tecnico-finanziaria evidenzia criticità rilevanti nella proposta presentata».
Nel documento vengono elencati diversi elementi problematici: investimento pubblico ritenuto eccessivamente elevato rispetto a quello privato; assenza di ritorno economico per il Comune per l’intera durata della concessione; parametri finanziari non coerenti con il rischio effettivo assunto dal proponente; rischio operativo non adeguatamente trasferito al soggetto privato; durata della concessione non proporzionata all’apporto finanziario del proponente; Piano economico finanziario giudicato strutturalmente sbilanciato.
La conclusione della relazione citata nell’esposto è particolarmente netta: «Alla luce di quanto sopra, la proposta non risulta allo stato attuale conforme ai principi del PPP e non garantisce un adeguato equilibrio economico-finanziario a tutela dell’Ente».
Le contestazioni dei consiglieri firmatari
È proprio alla luce di queste valutazioni tecniche che i consiglieri comunali firmatari hanno deciso di inviare una comunicazione formale agli organi di controllo. Nel testo dell’esposto si legge infatti la richiesta di chiarire «sulla base di quali virtuosi ed inappuntabili principi l’Amministrazione Comunale abbia dichiarato il pubblico interesse nonostante la proposta non risulti allo stato attuale conforme ai principi del PPP e non garantisca un adeguato equilibrio economico-finanziario a tutela dell’Ente».
Nel documento i consiglieri segnalano inoltre una situazione che definiscono anomala nella struttura amministrativa dell’ente. Nella comunicazione si legge infatti: «strana tutta questa concentrazione di poteri che, in parole semplici, fa sì che il controllato sia il controllore di sé stesso».
La richiesta di intervento degli organi di controllo
Con l’esposto inviato alla Corte dei Conti e all’ANAC, i consiglieri chiedono che vengano effettuate le opportune verifiche sul procedimento amministrativo e sulla sostenibilità economico-finanziaria dell’operazione.
Nella parte conclusiva del documento si legge infatti la richiesta che vengano adottati «tutti gli atti ritenuti idonei e opportuni a tutela degli interessi dei cittadini, delle finanze pubbliche e della massima trasparenza amministrativa, nonché al pieno rispetto delle procedure cui un’Amministrazione pubblica è tenuta».
La vicenda apre così un nuovo capitolo nel confronto politico sul futuro del polo acquatico del Parco Mattei, un progetto di grande rilevanza per l’offerta sportiva e per i servizi della città ma che, alla luce delle contestazioni sollevate, potrebbe ora essere oggetto di verifiche da parte degli organi competenti.
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Redazione