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- 13 marzo 2026
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Un confronto partecipato al Centro Filo d’Argento in vista del voto del 22 e 23 marzo: al centro separazione delle carriere, funzionamento del Csm e garanzie per i cittadini
Partecipazione e attenzione al tema della giustizia
Grande partecipazione mercoledì 11 marzo al Centro Filo d’Argento di Zelo Buon Persico per l’incontro pubblico dedicato al referendum costituzionale sulla giustizia in programma il 22 e 23 marzo. L’iniziativa, promossa dall’associazione Libertas Lodigiana, ha offerto ai cittadini un momento di informazione e confronto su un tema che riguarda direttamente il funzionamento delle istituzioni e dell’ordinamento giudiziario.
Ad aprire la serata è stato il sindaco Angelo Madonini, che nel suo intervento di saluto ha ricordato alcune vicende giudiziarie che negli anni hanno alimentato il dibattito pubblico sul sistema della giustizia italiana. Il primo cittadino ha richiamato casi che, dalla stagione di Tangentopoli fino ad episodi più recenti, hanno contribuito ad accendere interrogativi e riflessioni sul rapporto tra indagini, garanzie e tutela dei diritti dei cittadini.
Il confronto tra i relatori
Cuore dell’incontro è stato il confronto tra l’avvocato Serafino Generoso, già assessore regionale ai lavori pubblici della Lombardia, e l’avvocato Giovanni Tucci, membro del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Milano. I due relatori hanno illustrato i principali contenuti della riforma della giustizia oggetto del referendum, soffermandosi in particolare sulla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, sul funzionamento del Consiglio superiore della magistratura e sul sistema delle nomine e degli avanzamenti di carriera dei magistrati.
Nel corso della serata è stato evidenziato come una quota significativa delle decisioni del Csm venga oggi impugnata davanti alla giustizia amministrativa, con un numero elevato di ricorsi accolti dal Tar, elemento che secondo i relatori evidenzierebbe alcune criticità del sistema attuale.
Separazione delle carriere e imparzialità del giudice
Nel suo intervento l’avvocato Giovanni Tucci ha richiamato la logica del processo penale di stampo accusatorio introdotto con il codice del 1988. Secondo Tucci, nella pratica il pubblico ministero svolge già oggi un ruolo orientato alla costruzione dell’accusa, raccogliendo elementi prevalentemente a sostegno dell’impostazione accusatoria. Per questo motivo una distinzione più chiara tra chi accusa e chi giudica, a suo avviso, contribuirebbe a rafforzare la terzietà del giudice e l’imparzialità del processo.
La testimonianza personale di Serafino Generoso
Particolarmente intensa è stata la testimonianza dell’avvocato Serafino Generoso, che ha ripercorso la propria vicenda personale durante la stagione di Mani Pulite. All’epoca assessore ai lavori pubblici della Regione Lombardia, fu arrestato due volte nell’ambito delle indagini milanesi e trascorse alcune settimane nel carcere di San Vittore. Durante la detenzione arrivò anche a intraprendere uno sciopero della fame per protestare contro la custodia cautelare. La vicenda giudiziaria si concluse anni dopo con una assoluzione piena.
Proprio alla luce di questa esperienza, Generoso ha sottolineato come la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri possa contribuire a rafforzare la distinzione tra chi sostiene l’accusa e chi è chiamato a giudicare, soprattutto nelle fasi iniziali del procedimento e nelle decisioni più delicate, come quelle che riguardano la custodia cautelare. Nel corso del suo intervento è stato inoltre richiamato il tema dell’uso delle intercettazioni nel sistema investigativo italiano, sottolineando la necessità di mantenere un equilibrio tra esigenze investigative e garanzie per i cittadini.
L’appello alla partecipazione al voto
A chiudere l’incontro è stata Elena Maiocchi, dell’associazione Libertas e consigliera provinciale e comunale a Lodi, che ha rivolto un appello alla partecipazione al referendum. Nel suo intervento ha invitato i cittadini a recarsi alle urne il 22 e 23 marzo e a sostenere il «Sì» alla riforma, sottolineando l’importanza di un sistema giudiziario che sia più chiaro, più equilibrato e capace di garantire al tempo stesso efficacia e tutela dei diritti.
Grande partecipazione mercoledì 11 marzo al Centro Filo d’Argento di Zelo Buon Persico per l’incontro pubblico dedicato al referendum costituzionale sulla giustizia in programma il 22 e 23 marzo. L’iniziativa, promossa dall’associazione Libertas Lodigiana, ha offerto ai cittadini un momento di informazione e confronto su un tema che riguarda direttamente il funzionamento delle istituzioni e dell’ordinamento giudiziario.
Ad aprire la serata è stato il sindaco Angelo Madonini, che nel suo intervento di saluto ha ricordato alcune vicende giudiziarie che negli anni hanno alimentato il dibattito pubblico sul sistema della giustizia italiana. Il primo cittadino ha richiamato casi che, dalla stagione di Tangentopoli fino ad episodi più recenti, hanno contribuito ad accendere interrogativi e riflessioni sul rapporto tra indagini, garanzie e tutela dei diritti dei cittadini.
Il confronto tra i relatori
Cuore dell’incontro è stato il confronto tra l’avvocato Serafino Generoso, già assessore regionale ai lavori pubblici della Lombardia, e l’avvocato Giovanni Tucci, membro del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Milano. I due relatori hanno illustrato i principali contenuti della riforma della giustizia oggetto del referendum, soffermandosi in particolare sulla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, sul funzionamento del Consiglio superiore della magistratura e sul sistema delle nomine e degli avanzamenti di carriera dei magistrati.
Nel corso della serata è stato evidenziato come una quota significativa delle decisioni del Csm venga oggi impugnata davanti alla giustizia amministrativa, con un numero elevato di ricorsi accolti dal Tar, elemento che secondo i relatori evidenzierebbe alcune criticità del sistema attuale.
Separazione delle carriere e imparzialità del giudice
Nel suo intervento l’avvocato Giovanni Tucci ha richiamato la logica del processo penale di stampo accusatorio introdotto con il codice del 1988. Secondo Tucci, nella pratica il pubblico ministero svolge già oggi un ruolo orientato alla costruzione dell’accusa, raccogliendo elementi prevalentemente a sostegno dell’impostazione accusatoria. Per questo motivo una distinzione più chiara tra chi accusa e chi giudica, a suo avviso, contribuirebbe a rafforzare la terzietà del giudice e l’imparzialità del processo.
La testimonianza personale di Serafino Generoso
Particolarmente intensa è stata la testimonianza dell’avvocato Serafino Generoso, che ha ripercorso la propria vicenda personale durante la stagione di Mani Pulite. All’epoca assessore ai lavori pubblici della Regione Lombardia, fu arrestato due volte nell’ambito delle indagini milanesi e trascorse alcune settimane nel carcere di San Vittore. Durante la detenzione arrivò anche a intraprendere uno sciopero della fame per protestare contro la custodia cautelare. La vicenda giudiziaria si concluse anni dopo con una assoluzione piena.
Proprio alla luce di questa esperienza, Generoso ha sottolineato come la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri possa contribuire a rafforzare la distinzione tra chi sostiene l’accusa e chi è chiamato a giudicare, soprattutto nelle fasi iniziali del procedimento e nelle decisioni più delicate, come quelle che riguardano la custodia cautelare. Nel corso del suo intervento è stato inoltre richiamato il tema dell’uso delle intercettazioni nel sistema investigativo italiano, sottolineando la necessità di mantenere un equilibrio tra esigenze investigative e garanzie per i cittadini.
L’appello alla partecipazione al voto
A chiudere l’incontro è stata Elena Maiocchi, dell’associazione Libertas e consigliera provinciale e comunale a Lodi, che ha rivolto un appello alla partecipazione al referendum. Nel suo intervento ha invitato i cittadini a recarsi alle urne il 22 e 23 marzo e a sostenere il «Sì» alla riforma, sottolineando l’importanza di un sistema giudiziario che sia più chiaro, più equilibrato e capace di garantire al tempo stesso efficacia e tutela dei diritti.
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