Ipertensione resistente, al Policlinico di Milano arriva il trattamento con ultrasuoni di ultima generazione
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- 24 dicembre 2025
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Una nuova procedura mininvasiva apre prospettive concrete per i pazienti che non rispondono alle terapie farmacologiche
Al Policlinico di Milano è stata introdotta una nuova tecnologia di ultima generazione per il trattamento dell’ipertensione arteriosa resistente, una condizione complessa che colpisce pazienti nei quali i farmaci non riescono a controllare in modo efficace i valori pressori. L’innovazione consiste in una procedura mininvasiva basata sull’utilizzo mirato degli ultrasuoni, già validata a livello scientifico e ora applicata anche nella pratica clinica.
Cos’è l’ipertensione resistente
L’ipertensione arteriosa è uno dei principali fattori di rischio cardiovascolare, ma nella maggior parte dei casi può essere gestita con una combinazione di terapie farmacologiche e corretti stili di vita. Esiste però una quota di pazienti per i quali la pressione rimane elevata nonostante l’assunzione di più farmaci a dosaggi adeguati. È questa la cosiddetta ipertensione resistente, una condizione che espone a un rischio maggiore di ictus, infarto, insufficienza renale e altre complicanze gravi.
La nuova tecnologia a ultrasuoni
La procedura introdotta al Policlinico di Milano si basa sulla denervazione dell’arteria renale mediante ultrasuoni ad alta frequenza. Attraverso un catetere dotato di un palloncino, inserito per via endovascolare, gli ultrasuoni vengono distribuiti in modo uniforme intorno all’arteria renale, agendo sulle fibre nervose responsabili dell’eccessiva attivazione pressoria. Il trattamento è eseguito in anestesia locale ed è considerato mininvasivo.
Come funziona l’intervento
L’obiettivo della procedura è ridurre l’iperattività dei nervi renali, che giocano un ruolo chiave nel mantenimento dell’ipertensione in alcuni pazienti. “Silenziare” questi segnali consente di abbassare in modo significativo la pressione arteriosa, soprattutto nei casi in cui i farmaci non sono sufficienti. L’intervento non sostituisce la terapia farmacologica, ma si affianca ad essa come opzione aggiuntiva nei pazienti selezionati.
Un nuovo percorso terapeutico per i pazienti
L’introduzione di questa tecnologia rappresenta un ampliamento concreto delle possibilità di cura per chi convive da anni con l’ipertensione resistente. Il trattamento si inserisce in un percorso multidisciplinare che coinvolge cardiologi, specialisti dell’ipertensione e altri professionisti sanitari, con l’obiettivo di offrire soluzioni personalizzate e basate sulle più recenti evidenze scientifiche.
Innovazione e prevenzione restano centrali
Accanto alle nuove tecnologie, i medici ribadiscono l’importanza della prevenzione: alimentazione equilibrata, attività fisica regolare, controllo del peso e riduzione del sale restano pilastri fondamentali nella gestione della pressione arteriosa. Tuttavia, per quei pazienti che non ottengono benefici sufficienti dalle cure tradizionali, il trattamento con ultrasuoni rappresenta una svolta concreta e una nuova speranza.
Con questa innovazione, il Policlinico di Milano rafforza il proprio ruolo di centro di riferimento nella cardiologia avanzata, puntando su soluzioni tecnologiche in grado di migliorare la qualità di vita dei pazienti e di affrontare in modo sempre più efficace una delle patologie più diffuse e insidiose.
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Redazione