Peschiera Borromeo, Giorno del Ricordo: l’auditorium “Norma Cossetto” intitolato alla presenza della sottosegretaria Paola Frassinetti
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- 16 febbraio 2026
Cerimonia solenne alla biblioteca comunale “Gerosa Brichetto” con il sindaco Andrea Coden, il presidente del Consiglio Moreno Mazzola, la vicesindaca Claudia Bianchi e la donazione dell’opera di Carla Bruschi
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Norma Cossetto, Medaglia d'oro al merito civile
Venerdì 13 febbraio, con una cerimonia ufficiale organizzata in occasione delle celebrazioni del Giorno del Ricordo, l’auditorium della biblioteca comunale “Gerosa Brichetto” di Peschiera Borromeo è stato formalmente intitolato a Norma Cossetto. Un atto simbolico ma fortemente significativo, avvenuto alla presenza della sottosegretaria di Stato al Ministero dell’Istruzione e del Merito Paola Frassinetti, del sindaco Andrea Coden, del presidente del Consiglio comunale Moreno Mazzola, e della vicesindaca Claudia Bianchi. Alla cerimonia era presente anche la Consigliera regionale Chiara Valcepina.
L’intervento del sindaco Andrea Coden
Ad aprire la cerimonia è stato il sindaco Andrea Coden, che ha evidenziato il valore della scelta di intitolare un luogo di cultura e formazione alla giovane studentessa istriana. «Un auditorium dentro una biblioteca non è soltanto uno spazio fisico: è un luogo dell’ascolto, del confronto, della crescita» ha affermato. Il primo cittadino ha ribadito che il ricordo deve tradursi in responsabilità civile: «Il senso civico del ricordo non è vendetta, non è contrapposizione, non è bandiera». E ancora: «Quando la memoria diventa arma, smette di essere ponte», richiamando la necessità di custodire la memoria senza piegarla a interessi di parte.
Le parole del presidente Moreno Mazzola
A seguire è intervenuto il presidente del Consiglio comunale Moreno Mazzola, che ha ricordato il significato istituzionale del Giorno del Ricordo, istituito con la Legge 92 del 30 marzo 2004 per conservare la memoria della tragedia delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. Ha parlato di un dovere morale verso le vittime e ha richiamato il conferimento della Medaglia d’Oro al Merito Civile a Norma Cossetto nel 2005, per volontà del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Per Mazzola, l’intitolazione rappresenta un gesto concreto per restituire dignità a una pagina dolorosa del Novecento e per trasformare la memoria in consapevolezza.
L’intervento della sottosegretaria Paola Frassinetti
Particolarmente significativo l’intervento della sottosegretaria Paola Frassinetti, che ha definito «molto bello dedicare questa biblioteca a una donna, a una giovane studentessa italiana». Ha ricordato come per anni le vicende delle foibe siano rimaste poco presenti nei libri di testo e ha sottolineato il dramma dell’esodo di centinaia di migliaia di italiani costretti ad abbandonare le proprie terre. «Non è una tragedia di parte, deve essere nella coscienza degli italiani» ha affermato, ribadendo il ruolo centrale della scuola nella trasmissione della memoria storica e nella costruzione di una cultura del rispetto e della conoscenza.
La cerimonia si è chiusa con la scopertura della targa e un lungo applauso. Dopo di chè, le autorità e il pubblico si sono spostati all'interno dell'Auditorium nel quale si è proceduto a scoprire l'opera di Carla Bruschi che troverà posto sulle pareti dell'aula conferenze intitolata alla giovane martire delle foibe.
La donazione dell’opera di Carla Bruschi
All’interno dell’auditorium appena intitolato, è intervenuta l’artista Carla Bruschi, che ha donato ufficialmente al Comune l’opera "La verità non sta in silenzio".
«Ringrazio il Sindaco, e il Presidente del Consiglio che hanno accettato questo dono a nome della Città di Peschiera Borrome. Donazione, che io faccio con molto piacere alla mia città» ha dichiarato l’artista. Bruschi ha raccontato di aver concepito il dipinto dopo aver ascoltato la testimonianza di Piero Tarticchio in aula consiliare, esule istriano che ha avuto sette parenti infoibati. Una vicenda che l’aveva profondamente colpita: «Tornata a casa l’emozione è stata così forte che praticamente non ho dormito e durante la notte ho voluto fare quest’opera».
Nel descrivere il quadro, ha spiegato di aver voluto rappresentare non solo Norma Cossetto, ma tutte le donne vittime di violenza: «Ho voluto rappresentare una donna, tutte le donne che subiscono violenza anche oggi». Il filo spinato sugli occhi richiama la brutalità delle esecuzioni e il dolore degli infoibati, mentre la scollatura a forma di foiba rappresenta «uno squarcio» nella coscienza collettiva. «Si dice che un’immagine a volte vale più di mille parole. Questo quadro l’ho donato perché questo era il suo posto e doveva stare qua» ha concluso, auspicando che l’opera possa suscitare nelle persone la stessa emozione e mantenere vivo il ricordo di «questo grandissimo dolore che non deve assolutamente essere dimenticato».
Prima della rappresentazione teatrale dedicata a Norma Cossetto, è intervenuta la vicesindaca Claudia Bianchi, che ha voluto introdurre la pièce sottolineando il valore universale della storia raccontata in scena. «La rappresentazione che andiamo ad assistere vi racconta un po’ la sua storia, che è un po’ la storia di tante donne in ogni guerra» ha affermato, ricordando come Norma fosse una ragazza di 23 anni, studentessa italiana iscritta all’Università di Padova, che viveva la propria giovinezza come tanti coetanei prima di essere arrestata il 27 settembre 1943 e di non fare più ritorno a casa. Bianchi ha evidenziato come il suo assassinio brutale sia divenuto simbolo della violenza che, in ogni conflitto, si accanisce sul corpo delle donne: «In ogni guerra, in ogni conquista, la donna perde sempre, e sul suo corpo si consuma una guerra a sé». Un richiamo forte al dramma delle violenze subite dalle donne nei contesti bellici, indipendentemente da vincitori e vinti, e un invito a fare della memoria uno strumento di consapevolezza e di impegno contro ogni forma di brutalità.
L’auditorium “Norma Cossetto” diventa così un luogo permanente di
memoria e di riflessione per la comunità, affidando alla cultura il
compito di custodire e trasmettere la storia alle future generazioni.
Giulio Carnevale
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