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San Donato, falso carabiniere al telefono: una coppia riconosce il raggiro e chiama le forze dell'ordine

Ricostruzione tramite IA

Il chiamante ha collegato i coniugi a una presunta rapina in gioielleria, citando un documento e un’auto intestata a loro. Sul telefono compariva la foto di un ufficiale

La storia della rapina per rendere credibile la chiamata

Una coppia di San Donato Milanese ha interrotto una telefonata sospetta dopo che un uomo, presentatosi come carabiniere, aveva cercato di coinvolgerla nel racconto di una rapina. I coniugi non hanno assecondato il chiamante e hanno annunciato che avrebbero verificato tutto contattando direttamente la stazione dell’Arma.

Secondo il racconto fornito alle forze dell'ordine, il sedicente militare ha chiesto alla moglie se avesse perso un documento d’identità. Ha poi sostenuto che quel documento fosse stato trovato in possesso di due uomini arrestati, indicati come responsabili di una rapina ai danni di una gioielleria.

Nella ricostruzione proposta al telefono, per il colpo sarebbe stata utilizzata anche un’automobile intestata alla coppia. Affermazioni che hanno suscitato dubbi nei destinatari della chiamata.

La foto dell’ufficiale non convince i coniugi

Quando i coniugi hanno manifestato perplessità, l’interlocutore ha detto di volerli mettere in contatto con il comandante. Sul telefono appariva inoltre una fotografia di un ufficiale dell’Arma associata al nome del chiamante, un elemento che poteva rendere più credibile la falsa identità.

La coppia ha però risposto che avrebbe chiamato autonomamente i carabinieri di San Donato. A quel punto la conversazione si è conclusa.

Verificare senza affidarsi al numero del chiamante

L’episodio richiama l’importanza di verificare le richieste ricevute da sconosciuti che si presentano come appartenenti alle forze dell’ordine. Un nome o una fotografia visualizzati sul telefono non bastano a dimostrare l’identità di chi sta chiamando.

Di fronte a una comunicazione sospetta è prudente interrompere il contatto, non fornire dati personali e non concordare appuntamenti. La verifica va effettuata attraverso il 112 o i recapiti ufficiali della stazione, senza utilizzare numeri suggeriti dall’interlocutore.