Roggia Vettabbia, il corso d’acqua millenario che attraversa Milano e racconta la storia del Sud Est milanese
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- 26 ottobre 2026
Dalle antiche opere idrauliche dei monaci cistercensi all'interno del Parco, un itinerario tra abbazie medievali, paesaggi agricoli e biodiversità fino alla confluenza nel Lambro, a Melegnano
Le origini della rete d’acqua milanese
Se da più di duemila anni Milano vive sopra un mare d’acqua, il fatto si deve a un fenomeno naturale, che le risorgive hanno rivelato fin dall’antichità. L’acqua, scendendo dai ghiacciai alpini in fiumi e torrenti, si unisce all’acqua piovana e penetra nel terreno dove incontra uno strato impermeabile di terre argillose. L’impermeabilità del fondo e la ridotta profondità della falda fanno sì che l’acqua sgorghi spontaneamente nelle cosiddette risorgive, che sono un fenomeno naturale, o nei fontanili risultato delle opere idrauliche.
La copiosa presenza di acqua nel sottosuolo, a pochi metri dalla superficie, interessa un vasto territorio che da Milano si estende ai comuni della Città Metropolitana della fascia sud est. In questa estensione, fontanili e risorgive, rogge, canali, scolmatori e rogge, configurano il cosiddetto Reticolo minore.
La Roggia Vettabbia e il suo percorso
Uno dei corsi d’acqua del Reticolo minore che, oltre alla primaria funzione irrigua, presenta rilevanti aspetti storico-paesaggistici, è la Roggia Vettabbia. Ha origini antichissime, il nome pare derivi dal latino vectabilis ovvero «capace di trasportare»; nasce a Milano, scorre in direzione sud est, lambisce le località di Nosedo, Chiaravalle e Viboldone per confluire nel fiume Lambro a Melegnano.
Lungo il percorso delle acque sono diversi i luoghi di rilievo che si incontrano, oltre al Convento delle Dame Vergini e all’ex mulino in zona Ripamonti, non appena sbuca all’aperto la Vettabbia incontra il Parco delle memorie industriali nel quartiere Spadolini. Poco più avanti, si insinua nel quartiere Morivione che in uno dei cortili ospita il glicine di Leonardo, una pianta secolare.
Prima di inoltrarsi nella campagna, la Vettabbia attraversa il quartiere Vigentino, il cui primo nucleo risale al XII secolo. Addentrandosi nel Parco Agricolo Sud Milano, incontra il piccolo borgo rurale di Vaiano Valle, di origine trecentesche, da qui il corso prosegue a lato del depuratore di Nosedo, dal quale riceve le acque depurate. Segue il parco omonimo e dopo una serie di anse si insinua tra il Borgo di Chiaravalle e la celeberrima Abbazia.
Poco dopo, il corso d’acqua abbandona il territorio di Milano per addentrarsi in quello di San Donato e San Giuliano prima di gettarsi nel Lambro nei pressi di Melegnano, località Bosco di Montorfano. In quest’ultimo tratto la Vettabbia transita nei pressi di un altro importante complesso monastico medievale, ricco di arte e di storia: l’Abbazia di Viboldone. Fondata nel 1176 dagli Umiliati, fu completata nel 1348.
Il Parco della Vettabbia
Il Parco della Vettabbia, istituito nel 2005, si sviluppa per circa 37 ettari all’interno del Parco Agricolo Sud Milano, in aree antistanti l’Abbazia di Chiaravalle sino all’impianto di depurazione di Nosedo, il primo e più grande impianto di trattamento delle acque reflue della città di Milano.
La storia e il ruolo dei monaci cistercensi
Il parco sorge in uno dei luoghi più significativi, esito dell’opera sapiente dei monaci cistercensi dell’Abbazia di Chiaravalle, uno dei primi esempi di architettura gotica in Italia, fondata nel 1135 da San Bernardo nel cuore della Valle della Vettabbia, il flumen mediolanensis anticamente navigabile. Per secoli le sue acque venivano utilizzate per l’irrigazione e in particolare per l’adacquamento delle marcite. Grazie alle bonifiche dei terreni e alle opere idrauliche dei monaci che la abitavano, fu fondamentale per lo sviluppo economico della bassa milanese nei secoli successivi alla sua fondazione.
È un grande parco pubblico della città di Milano, con accessi da Via Ripamonti, Via San Dionigi e Via Sant’Arialdo. È diviso in grandi aree, attraversate da piste ciclopedonali lungo filari di alberi, siepi e corsi d’acqua. Numerose le specie di uccelli e mammiferi che vi abitano. Percorribile solo a piedi o in bicicletta, permette di arrivare all’Abbazia di Chiaravalle partendo da Nosedo.
L’Ecomuseo della Vettabbia e dei Fontanili
Notizie dettagliate sul Parco della Vettabbia si possono trovare sul sito dell’Associazione Ecomuseo della Vettabbia e dei Fontanili, www.ecomuseovettabbiafontanili.it, che riporta articoli, foto e video inerenti agli aspetti naturalistici e alle attività che vengono svolte all’interno del parco, grazie all’impegno costante del suo Presidente Fabrizio Cremonesi.
Testo e foto Walter Ferrari
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