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Paullo, Mario continua a dormire in tenda. L'assessora ai servizi sociali risponde "preferisco non rilasciare interviste né entrare nel merito", e non parla della sua emergenza

Sara Pagani, Assessora ai Servizi Sociali di Paullo
Sara Pagani, Assessora ai Servizi Sociali di Paullo Foto dal sito Istituzionale del Comune di Paullo

Sara Pagani richiama privacy e riservatezza e critica il mancato confronto preventivo con il Comune. Nessun accenno, però, alle notti che il 61enne sta ancora trascorrendo all'aperto. Domani nuovo incontro con i servizi sociali.

PAULLO, 20 agosto 2026 – Dopo aver raccontato per diversi giorni la vicenda di Mario, il 61enne residente a Paullo, invalido sul lavoro, che da settimane vive in una tenda a Peschiera Borromeo, questa mattina 7giorni ha cercato di contattare Danila Gilberti vicesindaca di Paullo e l'assessora ai Servizi sociali Sara Pagani per conoscere anche la posizione dell'Amministrazione comunale. Dal Sindaco invece è tre settimane che stiamo aspettando che fissi con 7giorni un'itervista a 360°. 

L'obiettivo era capire, nei limiti imposti dalla riservatezza che accompagna inevitabilmente una vicenda personale, come il Comune stesse affrontando la situazione e quali iniziative potessero essere illustrate pubblicamente.

La richiesta di 7giorni all'assessora

Il messaggio WhatApp inviato all'assessora Pagani era esplicito: «Buongiorno dottoressa, sono Giulio Carnevale di 7giorni, ci stiamo occupando della vicenda del vostro concittadino di Paullo che vive in una tenda a Peschiera Borromeo e vorrei chiamarla per avere qualche informazione sul caso, di quelle che si possono dire. E per capire come si sta muovendo il Comune di Paullo in merito a questa criticità. A che ora posso chiamarla?». Al messaggio anticipato nella chat sono seguite quattro telefonate senza risposta. 

Una richiesta che lasciava quindi alla stessa Amministrazione la possibilità di stabilire quali informazioni potessero essere comunicate senza entrare negli aspetti personali coperti dalla necessaria riservatezza.

Pagani: «Preferisco non rilasciare interviste»

L'assessora nel pomeriggio ha risposto via WhatsApp spiegando innanzitutto di trovarsi fuori dall'Italia: «Buongiorno, ho visto il suo tentativo di contattarmi. In questo momento sono all’estero e non ho la possibilità di rispondere telefonicamente».

Pagani ha poi motivato la scelta di non entrare nel merito: «In ogni caso, trattandosi di una situazione personale particolarmente delicata, per rispetto della privacy e della dignità del signore coinvolto preferisco non rilasciare interviste né entrare nel merito della sua situazione».

Una posizione che l'assessora ribadisce anche nella conclusione del messaggio: «Da parte mia, proprio per tutelare la persona interessata, non intendo rendere pubblici dettagli relativi alla sua situazione personale o alla presa in carico da parte dei Servizi Sociali».

La critica alla pubblicazione dell'articolo

Nella risposta c'è però anche un rilievo rivolto direttamente a 7giorni. Secondo Pagani, la redazione avrebbe dovuto interpellare l'Amministrazione prima di pubblicare la storia di Mario.

«Mi permetto però di farle presente che, prima della pubblicazione dell’articolo, sarebbe stato opportuno contattare anche l’Amministrazione. Avremmo potuto quantomeno verificare insieme se quanto dichiarato dal signore corrispondesse integralmente alla situazione conosciuta dai Servizi oppure se vi fossero elementi non corretti».

L'assessora riconosce comunque sia la libertà di Mario di rendere pubblica la propria storia sia quella della stampa di raccontarla: «Comprendo naturalmente il diritto del signore di raccontare la propria vicenda e il vostro diritto di darne notizia, ma ritengo che, proprio per la delicatezza del caso, un confronto preventivo avrebbe consentito di offrire ai lettori un quadro più completo».

Una risposta dalla quale è mancato l'aspetto umano

Ed è proprio nelle parole dell'assessora che resta, dal punto di vista di chi questa storia la sta raccontando, una certa amarezza. Non per il rifiuto di fornire informazioni personali su Mario, scelta legittima e comprensibile, ma per ciò che nella risposta non è arrivato.

Sarebbe bastato, senza violare alcuna privacy, spiegare che il Comune sta facendo tutto quanto possibile per aiutare un proprio concittadino, che si stanno verificando le strade percorribili e, soprattutto, manifestare umanamente il dispiacere per il fatto che un uomo di 61 anni invalido senza una mano e parte dell'avambraccio, stia trascorrendo le proprie notti sotto una tenda.

Nulla di tutto questo emerge dal messaggio ricevuto. L'attenzione sembra invece spostarsi rapidamente sulle modalità con cui 7giorni ha raccontato la vicenda e sull'opportunità di avere interpellato preventivamente l'Amministrazione. Una risposta che assume quasi i contorni di una difesa d'ufficio e dalla quale traspare più il fastidio per le domande poste dal giornale che la preoccupazione per la condizione materiale nella quale Mario sta vivendo.

Al di là delle versioni, delle vicende familiari e degli elementi che Mario può avere raccontato in maniera completa o parziale, esiste infatti un dato che non è oggetto di interpretazione: quest'uomo dorme all'aperto. È lì, sotto una tenda. Ed è questa la realtà dalla quale, come cronisti, siamo partiti.

Davanti a una situazione del genere ci saremmo aspettati una risposta diversa, certamente rispettosa della riservatezza, ma anche più umana. Prima ancora delle procedure e delle reciproche precisazioni esiste una persona che, mentre si discute di competenze e ricostruzioni, la sera continua a chiudere la cerniera di una tenda anziché la porta di casa.

Restano senza risposta le domande sull'intervento del Comune

La risposta dell'assessora chiarisce dunque la scelta dell'Amministrazione di non divulgare elementi personali relativi a Mario. Non fornisce invece indicazioni, almeno per il momento, sulle iniziative che il Comune possa rendere pubbliche senza violare la privacy del proprio concittadino.

Ed era proprio questo il senso della richiesta di 7giorni: non conoscere informazioni riservate contenute nelle cartelle dei servizi sociali, ma comprendere se e come l'Amministrazione si stia muovendo davanti a un proprio cittadino che attualmente dorme sotto una tenda in un altro Comune.

Nel frattempo Mario continua ad attendere. Dopo il primo incontro, nel quale ha raccontato di essersi sentito «non ascoltato, ma giudicato», un nuovo appuntamento con i servizi è previsto venerdì 21 agosto alle 9.30.

Mario continua a dormire sotto la tenda

La posizione dell'assessora sulla necessità di tutelare privacy e dignità è comprensibile. Resta però un dato concreto che non appartiene a una cartella riservata: Mario ha scelto personalmente di raccontare pubblicamente la propria condizione e, mentre istituzioni e servizi cercano una strada percorribile, continua a trascorrere le notti nella tenda sistemata sotto gli alberi di via Liberazione, a Peschiera Borromeo.

La vicenda ha ormai acceso un confronto anche politico a Paullo, dove i consiglieri di opposizione Massimo Gatti, Roberta Castelli e Simone Liberati sono intervenuti sul problema dell'emergenza abitativa e sulla necessità di individuare risposte concrete. Massimo Gatti ha fatto di più, ieri sera ha incontrato personalmente Mario a Peschiera Borromeo. Un gesto che la dice lunga sulla sensibilità umana verso chi sta passando un periodo buio. 

7giorni continuerà quindi a raccontare gli sviluppi della vicenda, rispettando naturalmente gli aspetti della vita di Mario che devono rimanere riservati, ma continuando anche a porre alle istituzioni una domanda che resta di interesse pubblico: quali strumenti può mettere in campo una comunità quando un proprio cittadino di 61 anni, invalido sul lavoro, si ritrova a vivere sotto una tenda?

Perché mentre si discute su ciò che Mario abbia raccontato, su quello che possa essere reso pubblico e su chi avrebbe dovuto interpellare chi, resta una certezza molto più semplice: anche questa sera Mario non avrà una porta da chiudere dietro di sé. Avrà ancora soltanto la cerniera della sua tenda.

Giulio Carnevale