Portogallo, promulgata la «legge del burqa»: vietato coprire il volto negli spazi pubblici

Il presidente António José Seguro firma il provvedimento approvato dal Parlamento. Alla base sicurezza, riconoscibilità e parità tra uomini e donne. In Italia Valditara ha proposto un divieto analogo nelle scuole.

Il Portogallo introduce il divieto di utilizzare il burqa e, più in generale, di circolare negli spazi pubblici con il volto completamente coperto. Il presidente della Repubblica António José Seguro ha promulgato martedì scorso la norma diventata nota come «legge del burqa», portando a compimento l'iter del provvedimento approvato dal Parlamento portoghese il 17 luglio.

La legge ha ottenuto il voto favorevole dei partiti di governo, di Iniziativa liberale e di Chega, formazione della destra portoghese che aveva elaborato la prima bozza. Il testo iniziale è stato successivamente emendato per ridurre i rischi di incostituzionalità, soprattutto rispetto alla tutela della libertà religiosa.

Sicurezza e ordine pubblico alla base del divieto

La formulazione definitiva ha quindi spostato il baricentro della norma. Il divieto non viene motivato direttamente sulla base della religione professata da chi indossa il burqa, ma attraverso esigenze di sicurezza, ordine pubblico e riconoscibilità delle persone.

Dopo le modifiche apportate dal Parlamento, il presidente ha deciso di promulgare la legge. «A seguito delle modifiche legislative introdotte, il Presidente della Repubblica ha deciso di promulgare», si legge nella nota della Presidenza.

Una scelta che Seguro ha motivato richiamando anche le sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo, considerate «in linea» con il provvedimento portoghese.

«Il volto è fondamentale per l'identità e la comunicazione umana»

Uno dei passaggi centrali delle motivazioni riguarda proprio il significato del volto nelle relazioni sociali. Seguro condivide con la Corte europea la convinzione che il volto sia «fondamentale per l'identità e la comunicazione umana, in quanto elemento minimo di riconoscimento reciproco tra concittadini».

Il principio utilizzato per sostenere il provvedimento va dunque oltre la questione del burqa e riguarda la possibilità di identificare e riconoscere chi frequenta uno spazio pubblico.

Il richiamo alla parità tra uomini e donne

Nella posizione espressa dalla Presidenza portoghese assume un peso importante anche la questione dell'uguaglianza tra i sessi. La nota afferma infatti che ammettere «che le donne, e solo loro, debbano nascondere l'intero volto implica un'asimmetria incompatibile con i valori di uguaglianza e pari dignità tra uomini e donne, valori che sono alla base delle democrazie europee».

Il provvedimento viene così ricondotto anche alla tutela della pari dignità, pur mantenendo nella sua formulazione giuridica un'impostazione generale legata alla copertura del volto e non all'appartenenza a una determinata religione.

In Italia la proposta di Valditara per vietare il burqa a scuola

La decisione portoghese riporta il tema al centro del dibattito anche in Italia. Una proposta con alcuni elementi analoghi è stata avanzata dal ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, che ha prospettato un intervento per vietare il burqa all'interno delle scuole.

Valditara ha proposto di inserire il divieto attraverso un emendamento al disegno di legge Sicurezza. Rispetto alla scelta portoghese, che riguarda gli spazi pubblici in generale, l'ipotesi italiana avrebbe quindi un ambito più circoscritto, quello degli istituti scolastici.

La promulgazione della legge in Portogallo rappresenta comunque un nuovo passaggio nel confronto europeo sulla copertura integrale del volto. Al centro rimane il delicato rapporto tra libertà religiosa e individuale, esigenze di sicurezza, riconoscibilità delle persone e principio di uguaglianza tra uomini e donne.